Buon viaggio comandante Koenig

Eagle

Martin Landau
Martin Landau
Alcune settimane fa è venuto a mancare Martin Landau, fantastico attore inglese che, tra le varie cose, ha impersonato il leggendario comandante John Koenig nelle fantascientifiche avventure di Spazio 1999. Curiosamente mi trovavo proprio a cavallo tra la (ri)visione della prima e la seconda stagione della serie, l’ho preso come un segno per decidermi finalmente a realizzare il progetto dell’Eagle (vedi: Hey papà…).

Che si trattasse del primo vero MOC1 veramente impegnativo l’avevo capito subito e devo ammettere di aver sudato le proverbiali sette camicie, non solo per il caldo di questi giorni…

L’Eagle

Il modulo di comando
Il modulo di comando

Fin dai primi pezzi si può notare l’originalità e la complessità delle varie connessioni. Del resto le forme arrotondate rappresentano una sfida non da poco nel mondo Lego, se si vuole rimanere al di sotto di dimensioni titaniche.

Escher wannabe
Escher wannabe

Procedendo nella costruzione — senza istruzioni2, ci tengo a precisarlo, ero costretto a rismontare pezzo per pezzo il progetto del Lego Digital Designer e ricomporlo in tempo reale — cominciavo a immaginare piccoli omini che salivano e scendevano scale immaginarie orientate su piani impossibili.

Il corpo
Il corpo

L’apice della difficoltà, comunque, l’ha raggiunto il corpo dell’Aquila. Incastri così complicati che ho dovuto interrompere e ricominciare con differenti approcci prima di trovare il bandolo della matassa. Col Designer è facile incastrare pezzi, nella realtà bisogna spesso fare i conti con le leggi della fisica. :)

La "spalla"
La “spalla”

Un particolare curioso e ingegnoso di una delle quattro “spalle”. Per ricrearne la sagoma era necessario collegare blocchetti “speculari” (ovvero ruotati di 180° tra loro) e questo era il sistema più semplice.

L'Eagle comincia finalmente a prendere forma
L’Eagle comincia finalmente a prendere forma

I cubetti rossi sono una piccola licenza poetica. Di norma le Aquile sono interamente bianche, con qualche piccola decalcomania colorata. Dal momento che volevo evitare qualsivoglia adesivo, ho preferito estremizzare un po’ la cosa con un colore che generasse un buon contrasto. Ho comunque anche i blocchetti bianchi e grigi, ma quella spolverata cremisi non mi dispiace affatto.

I motori
I motori

Ho dovuto apportare qualche piccola modifica rispetto al progetto originale perché purtroppo alcuni pezzi non esistono nel colore richiesto. Qui per esempio ci sono quattro teste di minifig3 bianche al posto delle palline (che ho ordinato lo stesso, ma sono nere e stonano). La composizione finale è veramente affascinante: ganci che reggono cose collegate tra loro con altri ganci. Peccato che in foto non rendano molto bene.

Il modulo passeggeri

Come abbiamo visto nell’articolo precedente agli Eagle possono essere collegati svariati moduli, io ho scelto il più comune, cioè quello passeggeri.

Base e struttura interna
Base e struttura interna

Ero sinceramente convinto che, trattandosi di una sorta di parallelepipedo, me la sarei cavata molto velocemente. Invece credo di averci tenuto più tempo che con il corpo dell’Aquila. Ho tra l’altro trovato un paio di errori nel modello 3D per cui ho dovuto apportare alcune modifiche piuttosto consistenti.

Il collaudo

Atterraggio su terreno instabile

Dopo due giorni di lavoro il progetto si è ufficialmente concluso. Ero sicuro che l’Aquila avrebbe avuto dimensioni piuttosto contenute, una spanna o giù di lì; invece si è rivelata essere un elefante di 34 centimetri di lunghezza e ben 946 pezzi!

Profilo imponente

Sono molto soddisfatto dalla compattezza strutturale della navicella. Temevo potesse perdere pezzi solo a guardarla e invece tutte quelle connessioni al limite della ragione si sono rivelate efficaci.

Modulo passeggeri sganciato
Modulo passeggeri sganciato

Fortunatamente il modulo passeggeri si collega perfettamente. Sarebbe stato il colmo costruire tutto e poi accorgersi che i due elementi erano incompatibili. Specialmente dopo le modifiche dell’ultimo momento. ;)

Motori e carrelli
Motori e carrelli

Per quanto il modulo passeggeri ricordi la forma da scatola di scarpe del Galaxy Commander Lab, era importante dotarlo di tutti i possibili dettagli. Ha una porta stagna su ogni lato, una per accedere alla cabina di comando, due sui fianchi per le missioni di esplorazioni e una per il lato motori. Ok, magari non era strettamente necessaria un’apertura su quel lato ma non si sa mai. :)
Ha inoltre quattro motori ausiliari per facilitare il decollo dell’Aquila e quattro carrelli per quando viene sganciato sulla superficie.

Decollo!
Decollo!

Si vede la mano?
Sì?
Accidenti!

Sulla parte inferiore possiamo notare ulteriori dettagli, come altri quattro motori e una mattonella che non è stata connessa bene. :)

Adesso, e questo sarà il prossimo problema da risolvere, dovrò trovarle4 una collocazione. Ho finito lo spazio nella vetrinetta e insieme alle altre astronavi non ci sta.

Che faccio?
No Giovanni, non lo sto chiedendo a te! :D

Il progetto LDD

Dal momento che alcuni di voi me l’hanno chiesto, rendo disponibile il progetto Lego Digital Designer. Tenete però conto che si tratta di una costruzione estremamente complicata, specialmente per quanto riguarda il modulo passeggeri.
Il costo medio degli elementi necessari, spedizione compresa, si attesta indicativamente sui 100 euro su Bricklink.

Progetto Aquila (60 KB)

Con questo progetto siete liberi di fare quello che volete. Gentilmente, però, non rimuovete il link all’interno del file.


  1. Acronimo di My Own Creation, ovvero mia creazione, qualcosa realizzato completamente da me.

  2. Il LDD ha una funzione per generare le istruzioni, ma è inusabile; chiunque abbia provato a farlo su un progetto più complesso di un cubo potrà testimoniare.

  3. Non devo rispiegare cosa sono le minifig, vero? Sono gli omini Lego. Ah, cavolo, l’ho rispiegato…

  4. Aquila… è una lei!

4 Commenti

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