Inky 1 Inky 2 Inky 3

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Fin da quando ho iniziato a utilizzare i primi computer dotati di un minimo di capacità multimediali – più o meno dai tempi dell’Amiga, quindi – mi sono sempre prodigato per trovare soluzioni che mi consentissero di gestire la musica in modo semplice e pratico.

Bla bla bla… arriviamo a un paio di giorni fa: quando lavoro al computer non riesco a farlo senza un sottofondo musicale, e quel sottofondo musicale è sempre stato iTunes (che adesso, da qualche anno, si chiama Music). All’interno ho qualcosa come trent’anni di brani che nonostante la mia natura precisina e perfezionista non ho ancora perfettamente classificato come dico io. Parlo proprio di voti: brani bellissimi, belli, carini, così così. Quelli brutti no, perché li cancello. Mi è sempre servita una utility che mi permettesse di assegnare velocemente un voto (o cambiarlo, perché negli anni si modificano anche i gusti personali) durante l’ascolto; passare tutte le volte dall’applicazione è una rottura e una seccante fonte di distrazione.

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L’intelligenza artificiale non conquisterà il mondo

Sono passati quasi due mesi dal mio (definitivo?) addio a smart watches, fitness bands, diavolerie futuristiche da polso e devo ammettere che, molto sorprendentemente, non ne ho sentito affatto la mancanza. Certo, ancora oggi, al suono di qualche notifica sul cellulare, di tanto in tanto il polso si solleva automaticamente e mi ritrovo ad ammirare il mio piccolo Casio; che mi sorride mostrandomi la data e l’ora correnti. :)

Oggi ho fatto un ulteriore passo in avanti in direzione di una vita più libera dalle costrizioni tecnologiche, e ho abbandonato i social network. Beh, no… non tutti, perlomeno non in maniera assoluta (YouTube è ancora insostituibile).

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