Era suo padre: un libro che non verrà mai scritto

#1 DAD in the GalaxyHo cominciato a lavorare a questo racconto qualche mese dopo aver concluso la Signora degli Uccelli. Nelle intenzioni iniziali sarebbe dovuta essere l’ennesima parodia di una delle saghe spaziali più famose dell’universo: mi divertiva l’idea di usare un titolo-spoiler così disarmante da essere esso stesso la parte più stupida del libro.

Tuttavia, il progetto si è subito arenato. Passi pubblicare una storia fantasy inutile e irriverente che non leggerà mai nessuno, ma affiancargliene addirittura una seconda sarebbe stato troppo anche per me.

Pubblico quindi il primo e unico capitolo, perché in fondo mi sono divertito a scriverlo e sono certo che incorrerei nelle ire di Darth Lord Darthlord se mi limitassi a gettarlo nel vorace Cestino Spaziale delle opere incompiute. :)


Capitolo I – Vieni anche tu con noi su Tatù

Il vento sferzava le desolate distese desertiche del pianeta Tatù, sbriciolando dune roventi di fini granelli di sabbia, componendo e dissolvendo evanescenti strutture immaginarie e bla bla bla.

Un mare di onde solide danzava benedetto dalla rossa sfera infuocata di Sole-di-Tatù-I, mentre Sole-di-Tatù-II stava giustappunto per sorgere.
Ma ciò che di significativo accadde in quel preciso frangente avvenne molto lontano dal deserto, migliaia di chilometri più su, oltre le rade nubi avare di piogge e di ombre.

Proprio in quel momento la Jolly Joker, nave consolare agli ordini del comandante Big “Jim” Mastrota, sorvolava veloce la superficie del pianeta, inseguita da una moltitudine fottuteggiante di spari laser, buona parte dei quali andava dritta a segno.
Subito dietro a una velocità altrettanto sorprendente sfrecciava un Triangloyer, imponente corazzata dell’Impero Galattico Stellare Universale, capitanata del generale Pucci Pivetta. Il quale, a discapito dell’infelice nome da fighetta, era uno stimato militare con decenni di esperienza sui campi di battaglia spaziali. E di tutte le tecniche di uncinetto avanzate ma, trattandosi di un hobby personale, ben celato ai più e affatto necessario ai fini della nostra storia.

Su su che li abbiamo pVesi!” saltellava eccitato Pucci, “scongelate immantinente DaVt LoVd DaVtloVd, che un’altVa medaglia Pacca-sulla-Spalla non me la toglie nessuno.” gridò battendo le mani ed emettendo acuti gridolini.

Non è ibernato, signore” gli spiegò il soldato Boff per l’ennesima volta, “si trova nel suo Uovomatto® di ricarica“.

Sì vabbè, quel che è. Chiamatelo, chiamatelo!“.

Intanto a bordo della Jolly Joker regnava il panico. Guardie armate correvano avanti e indietro senza una apparente ragione, e in effetti non ce n’era. Fino a quando il vascello non sarebbe stato abbordato da parte degli emissari del crudele Impero Galattico Stellare Universale sarebbero potuti rimanere tranquillamente stravaccati sui divanetti a sorseggiare succhi di frutta e giocare al mercante in fiera olografico.
Ma gli esseri umani sono così, se trovano un remoto motivo di preoccupazione fanno di tutto per amplificarlo.

Bip bip bip” cinguettò R2-C2 (pronuncia: Artùccitù), un barilotto molto simile al bidone aspiratutto degli anni ’80, però bianco.

Ma no” rispose di rimando il droide protocollare 2-OO (→ Dupàll) in una lingua lontana lontana ma che, curiosamente, era molto simile alla nostra, “non poteva essere la Principessa. Certo, le somigliava molto, ma dubito fortemente che Sua Altezza Imperiale abbia mai potuto umiliarsi a tal punto da…

Biribip bip bip” lo interruppe maleducatamente R2-C2, “bip bip BIP!“.

Vero anche quello” riconobbe il droide dalla scintillante armatura dorata. “In effetti la probabilità di riscontrare lo stesso curioso neo sulla chiappa di due fanciulle così similari è di circa uno su tredicimiliar…“.

Bip bibip” ribattè lo scatolotto.

Missione? Quale missione?”

*KATASCRUMMMMMZZZZZZFFFFFFZZZZZZZZZZZZ* gridò improvvisamente lo scafo della Jolly Joker.

DaiDaiDaiDaiDai!” ansimava senza fiato Pucci Pivetta nella sala comandi dell’Incrociatore, osservando sul suo piccolo monitor da polso le procedure di abbordaggio.

*GRRRRRRSSSHHHHHFFFFFFFFF*

*MMMMFFFFFFHHHHHHHSSSSSS*

*SSSSSSSSSHHHHHHHHHHHJJJJJ*

SmoVzate oVsù il volume dei diffusoVi! La mia peVsona è pVofondamente tuVbata da questo Vidicolo e imbaVazzante bailamme da latVina scaVicata.” urlò seccato all’addetto Rumori-Molesti-da-Abbordaggio.

Non provengono dalle operazioni signore. È il respiratore di Darth Lord Darthlord dietro di voi” rispose il soldato semplice Boff.

Ritirandosi nelle maniche della propria uniforme il generale Pucci si girò di scatto, il viso completamente sbiancato, lo sguardo vitreo. Cercò di balbettare qualcosa ma gli uscì una specie di “sbaVf lafV blaVsquack!

Le scure lenti della fredda maschera di Darth Lord Darthlord lo trapassarono come una spada laser che trapassa un panetto di burro precedentemente già trapassato da una spada laser ancora più grossa.
Seguirono interminabili secondi di assoluto silenzio, intervallati dai *GRRRSSHHMMFFFJJJJ* del vero arrembaggio della Jolly Joker.

Poi una vocina squittente, calda e profonda, ma al tempo stesso anche gelida e impersonale rispose “Quel che è giusto è giusto.“. Una grossa mano guantata, che evidentemente quel giorno era piuma, raggiunse un complesso pannello sul petto del nero energumeno e girò una cigolante manovella. Immediatamente il volume degli effetti sonori si abbassò a un livello più che accettabile.
Così mi sembra adeguato” esclamò il soldato Boff girando le spalle ai due basiti ufficiali e tornando ai suoi usuali compiti.

Darth Lord Darthlord, Primo Emissario dell’Impalpatore Polpotto, incontrastato dominatore dell’Universo conosciuto (Polpotto eh, mica Darth Lord Darthlord! Lo specifico perché non era molto chiaro… anche se a onor del vero non è che pure Darth Lord Darthlord fischiasse col culo…), terrore delle galassie a nord, sud, est e ovest dalla rotta delle Kessler, crudele giustiziere del bieco Impero Galattico Stellare Universale, pomposo comandante delle temute Truppe Imperiali Monocromatiche, nonché misterioso Signore dei Shit, i misteriosi cavalieri neri che tutto spaccavano con la sola forza del pensiero.
Alto e imponente, sui suoi trenta centimetri di virili tacchi imperiali, osservava lo sportello esterno della Jolly Joker brillare silenzioso e perdersi nello spazio profondo.

Il mio spolverino!” ordinò, senza rivolgersi a nessuno in particolare, “È giunto il momento di sculacciare una principessina so-tutto-io estremamente disubbidiente…

Noooo peV favoVe!” lo implorò il generale Pivetta prostrandosi a terra, “Cingete il mio moVbido collo con le vostVe villose manone piuttosto, ma non infliggetemi una cotale umiliazione!”

Darth Lord Darthlord lo guardò senza capire.

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