Ragione e passione (e anche un po’ di iperspazio)

soldi Monopoli

Parlare di soldi è una cosa che non piace quasi a nessuno, specialmente a chi non ne ha. Non ho mai capito il motivo, ma sembra ci sia un tabù di fondo che obbliga i più a cambiare immediatamente discorso ed evitare confronti.

È di sicuro un argomento molto soggettivo. Spendere 100 euro per una cenetta romantica può essere pochissimo per qualcuno e tantissimo per qualcun altro, che magari preferisce andare da McDonald’s e spendere la rimanenza per giocare la schedina. O comprare le sigarette. O per andare a farsi frustare ad un raduno sado-maso. Tutte scelte comprensibilissime e legittime, a parte fumare che è da coglioni. Continua a leggere

Vita

Sottotitolo: parole al vento

Probabilmente sbaglierò a inviarti una email ma, arrivati a questo punto, fare un ultimo tentativo prima di gettare definitivamente la spugna non vedo come possa peggiorare ulteriormente le cose.

Ogni volta che finiamo col litigare, generalmente per un argomeno insignificante1, o qualunque altra delle cretinate accadute in oltre 20 anni di frequentazione, salta sempre fuori lo stesso argomento.
Vorrei comprendere fino a che punto è profondo questo conflitto che ti porti dentro, perché credo sia alla base di tutti i tuoi sbrocchi nei miei confronti, e sono certo che a lungo andare finirà inevitabilmente per compromettere un’amicizia.

Tu non condividi il mio stile di vita. Ci può stare, nemmeno io condivido il tuo; del resto ognuno di noi ha tutto il diritto di scegliersi i propri interessi e in che modo spendere la propria permanenza su questo pianeta. Esiste però solitamente un limite, oltre il quale non si va, per numerose ragioni. Continua a leggere


  1. Quale può essere, ad esempio, un cazzo di abbonamento da 10 euro a Netflix.

Io, Cecilia, il Majong, il Comune di Genova e l’amore infinito

Adesso tutti hanno questa palla del Majong o come si chiama, anche Koch che è una figura di intellettuale di tutto rispetto perde tempo con le tesserine colorate per OS X l’hanno fatto quelli di Omniweb è carino io detesto quei giochi l’ho preso per Cecilia ho fatto male, ieri notte Cecilia mi ha svegliato dicendo che vedeva le tessere quando chiudeva gli occhi, non fa altro a stento mangia, una volta l’ho beccata che faceva giocare da solo il computer e lei guardava e basta, come dire che lei e il computer ormai sono la stessa cosa, ma lei non è d’accordo mi manda un email stamattina che recita: Continua a leggere

Io, Cecilia e gli euroframmenti

Allora mi metto lì e tiro fuori tutti i miei mucchietti di monete che tenevo nascosti per i momenti di crisi, da quando andavo alle elementari, vagonate di spiccioli raccolti nelle scatole di conserva di pomodoro e inizio a dividerli, mi faccio delle scatolette per le monetine da 5 lire, da 10 lire, da venti lire da cinquanta lire, da cento lire, da duecento lire, da cinquecento lire e da mille lire, e inizio lo smistamento con cura quando arriva Cecilia.

«Cosa stai facendo?»
«Smisto gli spicciolini per portarli in banca»
«Ah, e quanti ne abbiamo?»
«Beh, da mille lire pochi ma in compenso sono pieno di quelli da 20 e da dieci, ne ho anche molti da cinque lire»
«Ma sei scemo?» Continua a leggere

Io, Ce e il Natale

Il papa alla televisione dice delle cose biascicate e incomprensibili che vogliono dire che il Natale è una festa consumistica e io penso è vero ho bisogno di soldi.
Telefono a Marco per chiedergli come sta e per tentare di scucire degli euri e ciao mi dice e sento dietro un rumore come di qualcosa che si arrota. Continua a leggere