Inky 1 Inky 2 Inky 3

Scassinatore cerca buon lavoro e con ragionevole ricompensa

Quando si parte per una nuova Avventura, è sempre buona norma portare con sé il fazzoletto, un sacchetto di ottima Erba Pipa1Consiglio caldamente varietà rinomate, tipiche della Contea e dintorni, quali la Stella del Sudil Vecchio Tobia oppure la Foglia di Pianilungone. – naturalmente anche la pipa! – ma, soprattutto, preservare l’integrità di tutti i propri beni: vuoi quelli che porteremo con noi, vuoi tutto ciò che lasceremo indietro, stipulando un solido contratto assicurativo con una società rispettabile e affidabile.

Bilbo questo non lo ha fatto, e sappiamo bene tutti i guai nei quali è incorso quando ha finalmente fatto ritorno nella Contea, dopo il suo lungo viaggio fino a Erebor.

Non lo faremo nemmeno noi, non oggi almeno; anche perché non mi è giunta alcuna voce di draghi di fuoco, usurpatori di Montagne Solitarie; e anche le montagne solitarie al giorno d’oggi sono piuttosto rare.

Parleremo però di contratti: non particolarmente convenienti, con qualche clausola un po’ capestro, e cose così; ma, si sa, con i Nani non si può andare mai troppo per il sottile, perché perdono subito la pazienza e maneggiano grandi ascie.

Quando il signor Baggins di casa Baggins viene assoldato dai Nani della Compagnia di Thorin Scudodiquercia per rientrare in possesso della Montagna Solitaria di Erebor, riceve un formale contratto da leggere, accettare e controfirmare.

Nel racconto letterario è una lettera molto più breve.

Nella realtà cinematografica di Peter Jackson il contratto si trasforma invece in un papiro gigantesco, scritto in legalese nanico. Pur essendo una (divertente) licenza poetica, l’ho trovata adeguata allo stile dei Nani, che sono scorbutici, pignoli e sempre molto attenti all’aspetto economico di ogni situazione.

Sull’onda dei gadget più o meno interessanti che hanno accompagnato l’uscite al cinema del primo film, è apparsa anche una riproduzione in scala più o meno fedele di tale contratto.2In realtà ce ne sono state due, una prodotta da Weta Workshop, che è la società che si è occupata dei costumi dei film, e una venduta da Noble Collection; erano essenzialmente identiche ma, mentre nella prima le cuciture erano vere, nella seconda erano semplicemente stampate in rilievo). Essendo passati ormai svariati anni, tale riproduzione si trova a prezzi da collezionismo su eBay e affini, per cui non ho ritenuto valesse la pena sborsare cifre ingenti per un foglio di carta.

«Quindi», mi sono detto, «me lo faccio da solo, cosa ci vorrà mai?»

Il testo originale innanzitutto, perché direi che si tratta della classica condizione sine qua non. E già qui sono andato incontro alle prime difficoltà tecniche: oltre alle limitate immagini promozionali e a quelle a risoluzione e qualità un po’ ballerine di chi ha acquistato e condiviso il documento, l’unica fonte più o meno attendibile è stata la trascrizione in PDF creata da un volenteroso utente (che putroppo ha rimosso il documento e sfortunatamente non ne ho tenuta una copia):

Dico “più o meno” perché non è perfetta: contiene numerose imperfezioni, errori ortografici (la parola tratteggiata avrebbe dovuto essere “path”), mancano alcune parti e l’orientamento dei testi è spesso sbagliato. È stata tuttavia una fonte preziosissima per il compito che mi ero prefisso di svolgere.

Scorrendone i contenuti però, ho notato il punto debole del manoscritto: pur essendo scritto in un legalese plausibile e divertente, è funestato da numerose ripetizioni. Probabilmente, essendo nato come oggetto di scena inquadrato da lontano, ciò che c’era effettivamente scritto non era di fondamentale importanza. Alcune parti appaiono in diversi punti, e la cosa non mi piaceva per niente: se si deve rappresentare un contratto, è molto importante che le condizioni presenti siano univoche.

Così il mio lato Tuc (sarebbe AMM, A Modo Mio, ma rimaniamo in tema) ha preso il sopravvento e ho deciso di riscriverlo, usando il testo originario come base di ispirazione, ma sbizzarrendomi nel cercare nuovi cavilli che potessero inchiodare il povero scassinatore in caso di inadempienza.

E, a questo punto, perché non tradurlo tutto in italiano?

Tanto si tratta della trasposizione di un testo in Ovestron, ovvero la lingua Comune della Terra di Mezzo (fosse stata in Khuzdul, cioè la lingua dei Nani, ci sarebbero state le rune), che non è certamente l’inglese.

Così è nata la mia pergamena, in una incarnazione unica al mondo. Per fare trentuno avrei dovuto scriverla interamente a mano con pennino e calamaio, ma vorrei conservare quel minimo di sanità mentale che ancora mi è rimasta; mi sono pertanto affidato ai prodigi di Santa Stampante.

Tutto il resto, ovvero l’invecchiamento della carta (che poi sarebbe cartoncino martellato e macchie stampate) e le cuciture per tenere insieme i fogli, è fatto a mano, con tanta pazienza e olio di gomito della piccola sartina del punto e croce.3Cioé io.

Questo è il risultato: quasi un metro di lunghezza, stampato fronte e retro con una marea di norme capestro di pura perfidia nanica:

Ok, è un po’ incasinato, aspetta che lo piego per bene:

Il contratto piegato

Si tratta di tre pagine di cartoncino (più o meno) A4 cucite insieme, più un’altra pagina extra aggiunta come aletta laterale:

Sul retro di tale aletta c’è anche una schematica mappa della Montagna solitaria, con segni di boccali di birra rossa e commenti della compagnia nanesca:

Per documentare il tutto ho realizzato questo spartano video nel quale mostro le varie fasi della creazione (c’è anche un apposito articolo a riguardo):

Se vuoi saperne di più sul Contrattone puoi contattarmi qui.

La versione precedente

Lunghetto, eh?

Prima di questo Contrattone ne avevo fatto uno ancora più grande. Era davvero gargantuesco.4Adoro quando riesco a inserire questo termine all’interno di una frase. :) Misurava, una volta aperto, circa 170 centimetri di altezza e 70 di larghezza, il che mi ha spesso dato grossi grattacapi su come poterlo esporre. Quello nuovo è circa la metà: 83 x 48 centimetri.

Ecco qui una comparazione schematica (li ho ruotati di novanta gradi verso sinistra, per comodità):

Come possiamo vedere, a una prima occhiata, il nuovo Contrattone è sostanzialmente la metà del precedente.

“Ah vabbè, lo hai ridotto… hai creato una versione Mini con meno informazioni!”

Uno che passava per caso

Nì.

Cioè, sì, ho chiaramente ridotto il numero di pagine e, di conseguenza, le dimensioni; ma non ho tolto proprio nulla. Anzi!

Per quanto strano possa sembrare, il nuovo documento non solo ha esattamente lo stesso testo del precedente, ma le dimensioni dei caratteri sono addirittura più grandi. E c’è pure del testo in più! E una mappa!

Ma come è possibile? È sicuramente magia!!

Un altro tizio che passava di lì

Sì, è magia!

No, non è magia.

Semplicemente il primo contratto era stampato su un lato solo. Se lo giravi, mostrava una superficie completamente bianca. Non solo era esteticamente meh, ma era anche un inutile spreco di cartoncino, cuciture e tempo per realizzarlo. Il nuovo ha un fronte e un retro, è più maneggiabile e, come vedremo tra poco, immensamente più bello.

Siccome sono consapevole dei limiti del mio vecchio iPhone, d’ora in avanti i confronti li farò direttamente sui file digitali, così sarà tutto maggiormente definito.

Nuovo contrattone a sinistra, vecchio a destra

Allora, tanto per cominciare, via lo sfondo di carta invecchiata simil-papiro che sa troppo di vecchio e toglie visibilità. Inoltre, non avere troppe distrazioni visive rende le scritte più leggibili e definite. Infine, col tempo, la carta invecchierà naturalmente, assumendo una colorazione più realistica.

Osserviamo un ingrandimento della prima pagina:

Versione nuova
versione vecchia

Il testo dei commenti alle clausole, che prima aveva dimensioni inconsistenti ed era spesso davvero troppo minuscolo da leggere agevolmente, è adesso più grande. Invece di un font già bello e pronto, ora le lettere sono state vergate a mano, lavoro che mi ha portato al limite della follia (immagina otto pagine in formato A4 da scrivere fitte fitte). Ho spudoratamente copiato lo stile del contratto originale inglese, che è meraviglioso. Ho poi aggiunto abbellimenti e piccoli virtuosismi grafici qui e là, per dare un po’ di dinamicità al tutto. Le scritte rosse ora non sono più rosse e basta: sono tracciate con pennino d’oca (o Aquila?) intinto in qualche sorta di inchiostro sicuramente composto col sangue di disgraziate creature non particolarmente care al Popolo Sotto le Montagne.

Qualcosa su cui né tu, né io, intendiamo indagare.

Scrittura a mano

Per finire, guarda quanto sono belle adesso tutte le macchie di sporco e umidità (più avanti ci saranno anche altre piccole sorprese, come sangue, birra, vino e schizzi di altre cose su cui sarà meglio sorvolare).

Oh, chiaramente è tutto stampato. Non ho messo schifezze sopra i fogli! :)

Veniamo adesso alla complessità dell’impostazione grafica (ho tolto il lerciume dal vecchio, così su sfondo bianco si vede meglio):

Versione 1
Versione 2

Il confronto è piuttosto impietoso. Osserviamo le prime pagine: mentre il vecchio Contratto(ne) appare sostanzialmente come un lungo elenco di punti, quello nuovo mostra chiaramente la contorta perfidia giuridica nanesca, con voci, note, appendici e commenti che si incastrano le une negli altri in una sorta di tetris testuale sul quale ho sbattuto svariate volte la testa per far quadrare tutto.

Ho anche inserito numerosi elementi grafici per separare le varie sezioni, cercando di mantenere uno stile arzigogolato ma coerente.

Un altro problema, che da sempre affliggeva la precedente incarnazione, era la sovrapposizione dei caratteri, che a volte rendeva confusa la lettura:

Il vecchio Contratto(ne)

Odiavo quanto le lettere con le estensioni più lunghe (g, p, l, d…) finissero con il coprire quelle delle righe inferiori; ma con i font predefiniti non c’era alcuna possibilità di controllo (se non lasciare degli antiestetici spazi). Con il nuovo mi sono assicurato che ciò non avvenisse mai, anche inventandomi curiose variazioni stilistiche (si vede nell’angolino a destra, nell’immagine sopra).

Anche la piegatura, praticamente a fisarmonica, del precedente contratto non mi ha mai fatto impazzire, era troppo semplice e banale. Con questo me ne sono inventata (in modo del tutto casuale, lo ammetto, proprio mentre lo mostravo a Mian e le dicevo “non voglio fare quella piegatura noiosissima“) una molto più fantasiosa; che, anche da chiuso, rivela un interessante intreccio di elementi su più strati, rendendolo vivo e dinamico.

La cera(lacca) che non c’era

Infine ho sperimentato con la ceralacca, perché un documento antico non è un documento antico se non possiede un infallibile (per l’epoca) sistema per evitare manomissioni.5Sarebbe troppo facile, altrimenti, rimuovere le cuciture e sostituire alcune pagine con altre; anche se alla fine basterebbe rimettere la cer… vabbè, lasciamo stare. ;P

Come dicevo, ho dimezzato le pagine ma raddoppiato lo spazio. Però ho anche ingrandito i caratteri e aggiunto nuovo testo non presente nel precedente, come per esempio questo:

Ma è impossibile, non puoi creare spazio dal nulla!

Una casalinga di ritorno dal Conad

Eh già. Mi sa che è proprio magia. Altrimenti come avrei fatto a infilarci dentro pure una parte della mappa di Erebor6In realtà non è la stessa di quella di Thrór, visto che lui ci aveva aggiunto l’indicazione della porta nascosta, qui non presente. pasticciata dai Nani (e sulla quale, a giudicare dai segni dei boccali, si sono soffermati a lungo, manifestando senza remore i propri intenti nei confronti del povero Smaug)??

Una spiegazione io non ce l’ho. Però c’è stato tutto! :)

Ma allora sei mmago!

Il cuggino di Diego Abatantuono

Oppobbacco! Forse so’ proprio mmago!

6 pensieri su “Scassinatore cerca buon lavoro e con ragionevole ricompensa

  1. Ciao, i file in inglese di cui hai lasciato i link non si aprono più. Mi piacerebbe ricrearla, vorrei chiederti come hai fatto le scritte sul documento word, sopratutto il titolo e poi il resto, che caratteri/font hai usato o se in alternativa puoi allegare il file word di base :)

    1. Eh già, il tizio li ha tirati giù. :(
      Le varie pagine del documento le ho create direttamente come immagini. Quando ho realizzato il progetto non intendevo farne più di una copia, per cui non mi sono sbattuto più di tanto per creare un documento di testo. Il titolo l’ho ridisegnato partendo dalla scritta inglese, mentre il font che ho utilizzato si chiama Viner Hand ITC, ma ho modificato l’altezza portandola al 170% e la larghezza all’80%, giocherellando un po’ con l’interlinea.

  2. Bello. Ma quando mi metto a leggere il vecchio contrattone che aperto tocca terra mi viene sempre un sorriso pensando alla scena di Bilbo.

    1. Volendo anche questo si può assemblare come l’altro, basta stampare tutto su un solo lato (e raddoppiare le alette).
      Ma piccolino (vabbè, piccolino… è comunque quasi un metro!) e super compatto mi piace di più. :)

Rispondi a Talion Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Translate