Erbe aromatiche e coniglio al ragù

Ricapitoliamo: Scopro che cinque anni fa Lego rilascia un set dedicato a casa Baggins. Io adoro Tolkien e, in particolare, lo Hobbit per cui devo averlo. Per una botta di culo inaspettata lo pago più o meno il prezzo originario. Nel libro però i Nani sono tredici, qui ne vengono forniti soltanto quattro. Comincio una frenetica ricerca che mi porta a pagarli sostanzialmente il doppio della casa. Finalmente, dopo altre peripezie più o meno degne di nota, arrivano tutti1.

Missione compiuta e via a inventarmi qualcos’altro di nuovo? Ma manco per il cavolo! Adesso è necessario riuscire a sistemarli tutti all’interno di quel minuscolo buco Hobbit2.

Hmmm… come procedere? Semplice, lancio il fedele Lego Digital Designer e mi metto al lavoro…

Versione originale
Versione originale

Questa è la situazione di partenza: Bilbo, Gandalf con cappello a punta, quattro Nani affamati e un tavolino che non ospiterebbe nemmeno un tacchino del Ringraziamento.
L’idea di base è molto semplice: limitare il più possibile eventuali modifiche alla struttura della casa. In fondo di Lego mi fido e, se hanno deciso di farla così, allora è così che doveva essere fatta.

Faccio due conti e decido che, se tutti i Nani del libro si siedono a tavola, allora lo faranno anche i miei. Bilbo invece rimarrà a correre impanicato per casa, portando vino rosso, marmellate di lamponi, torte di mele, formaggio e birre di tutti i colori.

Evito di tirarla troppo lunga sul perché e sul percome e passo subito al risultato finale:

Prima modifica
Prima modifica

Tutti i Nani trovano un’adeguata sistemazione. L’ordine è quello del film, visto che Tolkien non è sceso in particolari tanto minuziosi.

Thorin Scudodiquercia, figlio di Thráin e nipote di Thrór — Re sotto la Montagna —, siede autorevolmente a capotavola armeggiando mappe, pergamene e contratti. Al suo fianco Gandalf (senza cappello) fumacchia la sua pipa immaginaria3, mentre alla sua destra trova posto il fedele Balin4. A seguire tutti gli altri, in un tripudio di grida, risate sguaiate e cibo lanciato in ogni dove.

Il tavolo è più che raddoppiato, e ricolmo di ulteriori leccornie recuperate un po’ qui e un po’ là. La torta è solo un segnaposto, Lego ne ha creata una rarissima tanti anni fa — in arrivo pure lei — ma il Designer non ne ha il modello tridimensionale.

Ho inserito anche il nuovo modello di porta.

Eh però…

La notte, come spesso accade, porta consiglio. D’accordo, sono riuscito a infilare tutti i Nani nella sala da pranzo, eppure si respira una tangibile sensazione di claustrofobia. Avevo scritto che Bilbo “correva avanti e indietro” ma in realtà si trova di fatto schiacciato tra il tavolo e la parete.

Inoltre, cosa ben più grave, la porta non può più essere aperta; non ho certo passato mezza giornata a modificarla se poi non posso nemmeno usarla!

Allora mi sono detto “allarghiamo di due mattoncini lo spazio disponibile, tanto chi se ne accorge?”. Ed, effettivamente, si tratta di una modifica molto contenuta:

Adesso c’è un po’ più spazio. Eppure la porta non si apre ancora!
Adesso c’è un po’ più spazio. Eppure la porta non si apre ancora!

Però, come accade sempre — sempre! —, si è accesa la solita lampadina e la situazione mi è nuovamente sfuggita di mano.

Perché limitarsi a una piccola modifica che alla fine dei conti non risolve nulla? Non sarebbe meglio allora progettare un meccanismo che mi consenta all’occorrenza di far scorrere il tavolo in avanti, in modo da avere un buon margine di manovra per armeggiare con la porta, spostare Bilbo e riuscire ad accedere agli altri ambienti della casa?

Certo che sarebbe meglio, allora ho pensato di fare così:

Andata e ritorno
Andata e ritorno

Il sistema più semplice del mondo: il pavimento scorre avanti e indietro lungo due binari.

Sguiiiiiiissssshhhh!
Sguiiiiiiissssshhhh!

Un semplice meccanismo di blocco di fine corsa evita che il lato anteriore della sala si possa sfilare accidentalmente. Ma, al tempo stesso, non è racchiuso nella casa, che lo blocca per semplice gravità. In questo modo, sollevandola, i due pezzi possono essere separati senza alcun problema.

E qui è successo il patatrac! Osservando quello spazio vuoto mi sono chiesto se lo avessi potuto riempire con qualcosa di interessante, ma qualcosa che potesse essere messo e tolto in un secondo, così da non violare il principio iniziale, ovvero evitare quanto più possibile di stravolgere il disegno originale.

E così, a parte, ho provato a immaginare come sarebbe potuto apparire l’altro lato della stanza:

Parete mobile

Ho aggiunto un po’ di particolari, come alcune fiaccole, un tavolino e, cosa fondamentale, un grosso fusto di birra!

In realtà mi serviva una rastrelliera in cui riporre le numerose armi nanesche perché, ok i coltelli, ma non è che ti puoi mettere a tagliare il pollo con un’ascia bipenne a due mani! È saltato fuori anche lo spazio per appendere una delle tre mappe, perché di sicuro Thorin non si è portato a casa Baggins l’intero atlante. :)

Ecco dunque come appare il salone una volta infilato questo blocco nella sua sede. Ci tengo a precisare che anche lui è appoggiato a gravità, nessunissimo aggancio:

L'intero salone
L’intero salone

In questo modo, tra l’altro, la residenza risulta un pochino più fedele5 alla rappresentazione del film: c’è la stanza del camino con lo studio nel quale Bilbo scriverà il suo libro.

Visuale aerea
Visuale aerea

Purtroppo l’editor è molto bare bone per cui la resa visiva non è ottimale.6 Ho colorato di rosa il pavimento originale in modo da permettere di distinguerlo dal nuovo muro. Ho anche rimosso il tetto (che è di fatto rimovibile) per mostrare meglio gli ambienti.

A questo giro di giostra serviranno parecchi pezzi, il che si preannuncia molto impegnativo come reperibilità degli stessi. E anche a livello economico.
Quindi, terminato il solito esercizio di stile, valuterò nei prossimi giorni se procedere o meno a tradurre in realtà ciò che è ancora pura teoria.

Ma chi sto prendendo in giro? Certo che lo farò! :D

Direi che per il momento è tutto. Sono ancora in attesa dei mattoncini per la porta (che nelle immagini ho già correttamente posizionato) ed è quindi tutto nelle mani del postino. :)

Per concludere…

Parlando di ambienti e di fedeltà alla pellicola ho provato a immaginare l’aggiunta di una ulteriore parete che separasse l’ingresso dallo studio. Ed è uscita quest’altra variante:

Una nuova parete
Una nuova parete

Il vantaggio è che, essendo connessa al pezzo estraibile, basta rimuoverlo e far scorrere il tavolo all’indietro per ritrovare la versione (più o meno) originaria.

Gandalf, Gandalf & Gandalf
Gandalf, Gandalf & Gandalf

Gandalf merita un discorso a parte. Con il set viene fornita la versione con mantello e cappello a punta (sinistra) che, francamente, poco si adatta a un contesto domestico.
Ho quindi ordinato la versione appartenente a un diverso set (79005: The Wizard battle) ma, con grande disappunto, mi sono accorto che assomiglia più a Peppe Vessicchio (centro) piuttosto che a uno stregone Istari. Ho quindi optato per una parrucca che in origine apparteneva alla minifig di una gattara e, con qualche adattamento qui e là, sono riuscito ad infilarla sul testone barbuto del mago (destra).
Mi sembra molto più somigliante.

Concludo con un altro paio di rappresentazioni:

Stanze a go go!
Stanze a go go!

Non sono ancora del tutto convinto, il rischio è di mettere troppa carne al fuoco e ritrovarmi con un modello troppo dettagliato. Il set 79003 è bello proprio perché molto semplice.

Aggiornamento 03/06/2017

Ieri ho scoperto una nuova applicazione per renderizzare i progetti Lego, che è esteticamente molto più appagante delle immagini create col Lego Digital Designer, per cui le ho sostituite tutte.


Altri articoli di questa serie:


  1. Compreso un Gandalf extra, perché una volta all’interno mica può tenersi addosso il cappello, serviva la versione con i capelli del set Lego 79005: The Wizard battle.

  2. Buco sì, ma “non brutto, sudicio e umido, pieno di vermi e intriso di puzza, e nemmeno un buco spoglio, arido e secco, senza niente su cui sedersi né da mangiare: era un buco-hobbit, vale a dire comodo…”

  3. Da non credere, Lego non ha mai pensato di creare una pipa come accessorio. :(

  4. Che poi, purtroppo, farà una brutta fine nei sotterranei di Khazad-dûm. :(

  5. Non troppo, comunque, sarebbero necessarie modifiche ben più invasive; e non ho la minima intenzione di metterle in atto, mi va più che bene così. :)

  6. Non più, ne ho trovato uno molto più performante.

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