
Non ne posso già più delle pubblicità su questi nuovi allarmi perimetrali, dove la “centrale operativa” avvista il ladro mentre sta ancora attraversando il confine con il Messico e lo invita gentilmente, nemmeno fosse un cliente di riguardo, ad «abbandonare l’immobile» (invece di gridargli: «A stronzo, sparisci o ti sguinzagliamo contro i nostri scagnozzi del recupero crediti, gli stessi che mandiamo a spezzare le gambe ai clienti quando saltano le rate dell’antifurto!»).
Ho quindi deciso di lanciare la mia personale linea di dissuasori domestici: niente raggi laser, niente fantascienza, niente operatrici frustrate dalla disparità di stipendio, con il solito collega maschio in piedi dietro di loro, intento a fissare lo schermo per regalare al video quel patetico, imbarazzante velo di finta autorevolezza.
Nel mio dispositivo ci sono solo una videocamera e un microfono. Quando il malvivente entra nella visuale, parte un messaggio registrato:
«Psssssttt… ehi. Avvicinati. Vieni qui, devo farti vedere una cosa bella… un po’ più vicino… ancora un po’…»
A quel punto si apre uno sportellino, esce un ditino meccanico che gli abbassa il passamontagna e i miracoli dell’intelligenza artificiale fanno il resto:
«Salve Arsenio Scannacapra! Le forze dell’ordine sono appena state allertate e ti aspettano nel tuo appartamento, in via dei Minchionazzi 42, interno 4. Fai pure con calma.»
Per chi non può permettersi l’abbonamento premium col riconoscimento facciale, c’è la variante economica: si apre lo sportellino, schizza fuori un cazzo di gomma ed esplode un «TIEEEEEÈ!!» a centodieci decibel.
Ti svuotano casa lo stesso, d’accordo. Ma vuoi mettere la soddisfazione?