
Una quindicina di anni fa, la trasmissione radiofonica Il Terzo Anello – Ad alta voce di Rai Radio 3 ha mandato in onda a puntate diversi audiolibri, tra cui un meraviglioso adattamento del Moby Dick di Herman Melville. All’epoca avevo registrato e caricato i file sul mio lettore MP3 per tenermi compagnia durante gli allenamenti, ritrovandomi al centro di un ascolto immersivo: le descrizioni crude e realistiche, la ruvidezza dei personaggi, l’odore della salsedine e lo scricchiolio del fasciame sferzato dal vento erano così vividi da darmi la sensazione di correre direttamente sulla coperta del Pequod.
Ad affascinarmi in modo particolare è stata la resa del testo basata sulla traduzione di Michele Mari – una versione che non avevo mai affrontato, pur conoscendo bene i lavori di Cesare Pavese, Alessandro Ceni e Ottavio Fatica. La precisione dei termini marinareschi, unita a una potenza espressiva capace di restituire ogni singola sfumatura dell’opera di Melville, mi ha conquistato fin dal primo momento. Da lì è nata una primitiva idea di riversare prima o poi quel flusso audio su carta, così da poterlo conservare.
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