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Cose da fare

Allora, articoletto veloce veloce da leccarsi i baffi.

Dopo l’impegnativa navigata con Moby Dick, mi sto concedendo una apparente pausa di riposo, più o meno lunga. Di idee ne ho tantissime, specialmente adesso che mi si è aperto un nuovo universo sulla rilegatura a filo, che mi porta a pensare in grande per il futuro.

In particolare, vorrei magari uscirmene, nel corso del prossimo anno, con un’edizione rilegata dell’Atlante degli Hobbit e de I Percorsi dell’Anello: credo che entrambi i volumi avrebbero molto da guadagnare da una rilegatura di questo tipo, non fosse altro per la possibilità di aprirli completamente a 180 gradi. Penso anche al Diario di Henry Jones, magari realizzato con le misure corrette e con le pagine bagnate e asciugate per conferirgli quell’aspetto vissuto e un po’ «croccante».

Ma negli ultimi giorni un’idea ancora più ambiziosa ha cominciato a occupare i miei pensieri.

Sto pian piano completando la lettura della mia Tolkien-libreria (un «pian piano» piuttosto relativo, visto che per arrivare in fondo a volumi come l’History of Middle-earth mi ci vorranno ancora parecchi anni) e mi sono reso conto che, una volta terminata la mia prima edizione del Lord of the Rings – era ora che mi decidessi! – mi rimarranno soltanto altre due edizioni inglesi. Dopodiché dovrò procurarmi una copia da lettura per i prossimi anni. Ricordo infatti che lo rileggo, insieme a Lo Hobbit, almeno una volta all’anno.

Tornerei volentieri alla mia prima copia Rusconi, ma è piuttosto datata, ingombrante (specialmente a letto) e ha una rilegatura economica: non vorrei correre il rischio di rovinarla. Ho quindi dato un’occhiata al mercato dell’usato, alla ricerca dell’ultima edizione Alliata/Principe in tre volumi (sì, proprio quella con la copertina che si rovina solo a guardarla e che tutti odiano, ma che io adoro perché con gli anni assume un’aria vissuta, come il diario di Jones Sr.). Ho scoperto così che viene venduta – o, più probabilmente, si cerca di venderla – a peso d’oro: per portarsi a casa tutti e tre i libri bisogna mettere in conto cifre comprese tra i 100 e i 150 euro. Una cosa ridicola.

Allora mi sono detto: se devo spendere tutti quei soldi, ma anche meno, perché non farmela da solo un’edizione in tre volumi, rilegata come Dio comanda e con una carta di qualità superiore alla media?

I primi giudizi su Moby Dick sono stati più che positivi e io stesso vedo ancora ampi margini di miglioramento (specialmente per quanto riguarda i margini delle pagine, per esempio). Inoltre, a memoria, non è mai esistita un’edizione italiana del Signore degli Anelli con traduzione Alliata/Principe dotata di una rilegatura fatta come si deve. E quando dico fatta come si deve intendo proprio questo, non una semplice brossura con copertina rigida. Con la traduzione Fatica l’hanno fatto, sfortunatamente a me Fatica non fa impazzire, pur riconoscendo che ha svolto un buon lavoro.

Ma non finisce qui. Perché, se si tratta soltanto di dividere un librone in tre parti, sono buoni tutti. Ne approfitterei invece per inserire una quantità considerevole di note, integrando, per esempio, parte dei contenuti del Reader’s Companion di Hammond e Scull, che è una vera miniera di informazioni, ma anche piuttosto scomodo da consultare parallelamente al SdA, essendo grande quasi quanto lui.

Potrei aggiungere qualche mappa, magari riprendendo quelle di Barbara Strachey, semplici e di immediata lettura. E magari anche qualche statistica: la distanza percorsa dai personaggi, il tempo impiegato per raggiungere una determinata località e così via, da riportare alla fine di ogni capitolo. Insomma, un unico volume sarebbe impensabile, ma con tre c’è decisamente più spazio di manovra, anche considerando che ciascuno potrebbe avere un centinaio di pagine in più.

Si tratta, insomma, di uno di quei progettoni capaci di tenermi impegnato seriamente per mesi e mesi, forse anche per anni. Ma potrei suddividerlo in tre uscite distinte, magari una all’anno.

Nel frattempo, però, ho qualcos’altro di più importante da fare.

Tra un anno esatto scadrà il contratto per lo spazio web e il dominio di questo blog. E non si tratta di una spesa trascurabile, specialmente considerando che il sito non ospita pubblicità né dispone di altre forme di sostentamento economico. Ogni rinnovo significa sborsare alcune centinaia di euro e, a questo, si aggiunge il fatto che ogni tanto il servizio fa un po’ i capricci, soprattutto dal lato editoriale: capita infatti che si arrogano il diritto di decidere che cosa posso o non posso aggiornare (c’è modo di scavallare, per esempio aggiornarno manualmente un componente, ma dopo qualche giorno tornano a rompere i coglioni con avvisi e warning). Oh, pago e voglio avere massima libertà! Tutto questo mi sta spingendo a valutare alternative.

Una delle possibilità è rappresentata dal mio fantastico NAS di rete, che tra le tante meraviglie è anche in grado di far girare WordPress. Così, nell’ultima settimana mi ci sono dedicato anima e corpo: ho tirato su tutto da zero, ho litigato con configurazioni di ogni genere, disinstallato e reinstallato pacchetti più volte, creato e distrutto database come Penelope faceva e disfaceva la sua tela durante la notte, e ho passato parecchio tempo a impazzire tra versioni di PHP e altri simpatici inconvenienti tecnici. Alla fine, però, sono riuscito a mettere in piedi una versione più snella e ottimizzata di questo sito.

Ma, siccome io sono io, ho deciso di approfittarne anche per fare un’opera di drastica pulizia degli articoli.1Il blog esiste, in varie forme e con diverse incarnazioni estetiche, da oltre un quarto di secolo. E con «drastica» intendo proprio DRASTICA.

Ho cominciato a ripubblicare gli articoli uno per uno, correggendo piccoli errori, aggiungendo le informazioni SEO necessarie (se non sai cosa siano, non preoccuparti: non è importante) e, soprattutto, sostituendo tutte le vecchie immagini, che ormai avevano le dimensioni di francobolli. Questo, naturalmente, mi porterà via una vita, perché quando possibile cerco di recuperare quelle originali.

Alcuni articoli, invece, finiranno direttamente nel cestino: quelli che non hanno più alcuna utilità o che, dopo dieci, quindici o venticinque anni, non mi dicono più niente. Insomma, voglio rimettere a nuovo un po’ tutto, a partire dagli indirizzi degli articoli, che non avranno più numeri assurdi come 47831, ma una numerazione progressiva, ordinata e finalmente comprensibile. Tipo 56.

Ho calcolato, molto a spanne, che tutto questo lavoro mi porterà via più o meno un anno, a seconda del tempo che riuscirò a dedicargli ogni giorno.

Questo blog continuerà naturalmente a rimanere qui, almeno fino alla scadenza dello spazio web e del dominio. Nel frattempo, però, sarebbe bene che cominciassi a familiarizzare con il nuovo indirizzo:


lemonskin.synology.me


Poi magari non se ne farà nulla e rimarrò qui. Magari ottimizzerò tutto il sito e lo trasferirò al posto di questo, magari manterrò entrambi i domini e continuerà a funzionare anche lemonskin.net. Per il momento è tutto da decidere.

Quello che posso dirti è che, almeno per un po’, i due siti funzioneranno contemporaneamente: questo continuerà a essere aggiornato, anche se con una certa lentezza, mentre l’altro crescerà progressivamente, man mano che riuscirò a recuperare e rimettere in ordine i vecchi articoli.

Tra l’altro, ti consiglio di farci un salto: ci sono già alcuni vecchi articoli davvero belli, che meritano una seconda vita. Puoi distinguere i due siti molto facilmente dal colore del logo: questo ha quello verde, mentre il nuovo sfoggia un bel rosso (che doveva essere temporaneo ma sta cominciando a piacermi).

Quindi niente paura: magari mi vedrai un po’ meno in giro, ma non sto mollando un cazzo di niente. Sto solo lavorando dietro le quinte, e paradossalmente più di prima, per preparare quello che verrà. E verranno tante cose, ne sono sicuro. :)

4 pensieri su “Cose da fare”

  1. Adesso devo sapere dopo 10, 15 o 25 di cosa? Anni? Riletture?
    Familiarizzo… Familiarizzo… Promesso!
    Buon lavoro!

    1. Avevo un blog quando tutti avevano un blog.
      Adesso ho ancora un blog quando nessuno ha più un blog.
      Anni, comunque (grazie). :)

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