Benvenuta Rosie!

Ci siamo lasciati qualche giorno fa con la (relativamente) avvilente notizia della dipartita della mia fedele Jenny, pace ai circuiti integrati suoi.

Dopo una frenetica ricerca, durata un'intera giornata (per i miei standard si è trattato di una cerca velocissima, perché non potevo stare senza), ho individuato quella che spero sarà una degna succeditrice.

Si tratta del modello One by Wacom, e sì… è proprio il nome ufficiale. Da non confondere con la Wacom One, che è un modello superiore dotato di schermo lcd.

Ora, io dico, Wacom ha quattro tavolette grafiche in croce e non ha quel minimo di fantasia per trovare nomi univoci? Vabbè…

Non ha nulla di particolare, come Jenny è l'attuale versione più economica, la cosiddetta entry level. Ha, se non erro, qualcosa come 2.000 livelli di pressione (ovvero è in grado di regolare lo spessore della linea tracciata a seconda di quanto forte si preme il pennino contro la tavoletta) contro i… boh… 250 della precedente.

Quanti livelli di pressione ti servono per i tuoi disegni?

Zero. :)

Davvero, per disegnare mappe non ho alcuna esigenza particolare. Anzi, se dovessi stare attento alla dimensione del tratto mentre faccio scorrere il pennino, diventerei matto.

Non che non mi facciano comodo di tanto in tanto: se sto tratteggiando un fiume è bello partire dalla sorgente con una linea molto sottile per poi ingrossarla scorrendo verso la foce.

Dubito possa esistere un fiume così complesso. Sembrano più delle radici. :)

Una tavoletta semplicissima è quella che avevo e quella di cui ho bisogno. Purtroppo questa non ha bottoni programmabili, che erano comodi per effettuare modifiche al volo, ma ho già riconfigurato la mia bellissima tastiera per arginare tale mancanza.

Manca anche il gommino sul lato posteriore della penna. Lo trovavo comodo ma, a pensarci bene, richiedeva un movimento da majorette tutte le volte che dovevo cancellare qualcosa. Sto già prendendo la mano con una piccola macro che mi consente di attivare e disattivare la funzione al volo.

È vero che i due bottoni sul pennino sono programmabili, e si può assegnare proprio la funzione "gomma". Però, mentre disegno, li premo sempre inavvertitamente e quindi preferisco lasciarli disabilitati.

L'ho chiamata Rosie, in onore a Rosie Cotton, la ragazza di cui Sam Gamgee è perdutamente innamorato (e, grazie a lei, non perde mai la speranza, nemmeno nei momenti più disperati del suo viaggio con Frodo). Siccome tutte le mie precedenti mappe del Signore degli Anelli sono state disegnate con Jenny (e probabilmente molte altre ne arriveranno), mi sembra un nome più che appropriato. :)

Non ci sono grandi differenze rispetto alla precedente, e mi sono trovato subito a casa; però la superficie è più ruvida e restituisce la sensazione di disegnare sulla carta. È piacevole, ma la vecchia tavoletta era così consumata che era come pattinare sul vetro.

Devo solo prenderci un po' la mano.

E quale migliore occasione, se non realizzando un nuovo, misteriosissimo progetto (che, a dire il vero, avevo cominciato con Jenny, per cui c'è ancora il suo marchio)? Sto leggendo una nuova saga di libri (che, per una volta, esulano dal mondo di J.R.R.) e, dal momento che la geografia è parecchio incasinata, ho deciso che una bella cartina mi sarebbe stata molto utile.

Anche perché ho cercato un po' su Google e, nella nostra lingua, c'è il vuoto pneumatico.

Sono ancora all'inizio, e la geografia di questi territori è spaventosamente complessa, per cui credo mi servirà qualche settimana di lavoro. Un ottimo sistema per abituarmi a Rosie.

Hmmm… che dici, mi sa che questo progetto non è poi così misterioso, eh…? ;)

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