
Varenne, il cui nome è un omaggio alla rue de Varenne di Parigi — così chiamata dalla grande garenne, l’antica riserva di caccia di Saint-Germain-des-Prés, e dove oggi ha sede l’Ambasciata italiana —, è stato il trottatore più vincente della storia: 62 vittorie su 73 corse e 70 podi, il 96% del totale.
In poco più di quattro anni di attività agonistica, insieme al nostro cuore si è preso tutto ciò che c’era da prendere, come l’Italia ai Mondiali quest’anno; poi, dopo un quarto di secolo di meritato riposo, durante il quale ha generato oltre 2.500 discendenti e Mario Biondi muto, questa notte ha raggiunto le praterie dei Grandi Cavalli, dove al dio degli Uomini non è dato accedere.
Dove sono ora cavallo e cavaliere? Dove il corno che soffiava?
Il lamento dei Rohirrim – J.R.R. Tolkien
Dove l’elmo e l’usbergo, e il lustro crine fluente al vento?
Dove la mano sull’arpa, e il rosso fuoco ardente?
Dove la primavera e la messe, e l’alto grano crescente?
Passati come pioggia sulla montagna, come vento sui pascoli;
Giorni tramontati a Occidente, dietro i colli, dentro l’ombra.
Chi raccoglierà il fumo della legna morta che arde,
O vedrà gli anni scorrere e dal Mare ritornare?
È il canto che Aragorn recita all’ingresso di Edoras: un tributo alla bellezza e alla grandezza di ciò che è stato, la celebrazione dei momenti felici, delle grandi imprese e degli affetti più cari; un invito a custodirne il ricordo affinché nulla di tutto questo vada mai perduto.
Traduzione libera mia, perché quelle Alliata/Principe e Fatica non mi convincevano.