Inky 1 Inky 2 Inky 3

Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa… e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire… Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi… Eppure c’era sempre uno, uno solo, uno che per primo… la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte… magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni… alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare… e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov’era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l’America. Poi rimaneva lì, immobile come se avesse dovuto entrare in una fotografia, con la faccia di uno che l’aveva fatta lui, l’America.

Novecento – Alessandro Baricco

Sino ad allora avevo pensato che ogni libro parlasse delle cose, umane o divine, che stanno fuori dai libri. Ora mi avvedevo che non di rado i libri parlano di libri, ovvero è come si parlassero fra loro. Alla luce di questa riflessione, la biblioteca mi parve ancora più inquietante. Era dunque il luogo di un lungo e secolare sussurro, di un dialogo impercettibile tra pergamena e pergamena, una cosa viva, un ricettacolo di potenze non dominabili da una mente umana, tesoro di segreti emanati da tante menti, e sopravvissuti alla morte di coloro che li avevano prodotti, o se ne erano fatti tramite.

Il nome della rosa – Umberto Eco

Lo Hobbit AMM 1.0

Aggiornamento!

Esiste una versione più recente di questo film, e il relativo articolo lo trovi qui. Ho deciso di non rimuovere questa pagina perché contiene maggiori dettagli sul perché sia nato il progetto. È quindi consigliabile leggere prima qui e poi passare all’altro.1Maggiori informazioni sugli articoli antiquati.

In un buco nella terra viveva uno Hobbit…

… e in quello stesso buco dovrebbe rintanarsi, per la vergogna, Peter Jackson.

Ma andiamo con ordine.

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Povero Pinocchio, pignoso pagliaccetto

Un Tautogramma è un componimento nel quale tutte le parole hanno la stessa lettera iniziale.1Per esempio: ”Eco era estremamente enciclopedico ed estroso; elettrizzante esempio eloquente ed erudito, emozionante emblema espositivo, esaltante ed eterno esploratore etimologico ed espressivo. Evviva!”

Vignetta dal Pinocchio di Jacovitti
Vignetta dal Pinocchio di Jacovitti

Nel 1995 l’immenso Umberto Eco, in collaborazione con gli studenti di un suo corso di comunicazione, pubblicò un divertente libro contenente, tra le altre cose, l’intera storia di Pinocchio scritta utilizzando (quasi) esclusivamente la lettera “P”:

Povero papà (Peppe), palesemente provato penuria, prende prestito polveroso pezzo pino. Poi, perfettamente preparatolo, pressatolo, pialla pialla, progetta, prefabbricane pagliaccetto.
Prodigiosamente procrea, plasmando plasticamente, piccolo pupo pel pelato, pieghevole platano!
Perbacco!
Pigola, può parlare, passeggiare, percorrere perimetri, pestare pavimento, precoce protagonista (però provvisto pallido pensiero), propenso produrre pasticci. Pronunciando panzane, protubera propria proboscide pignosa, prolunga prominente pungiglione, profilo puntuto.
Perde persino propri piedi piagati, perusti!
Piagnucola. Papà paziente provvede.
Pinocchio privo pomodori, panciavuota, pela pere.
Poco pasciuto, pilucca picciuolo.
Padre, per provvedergli prestazioni professorali, premurosamente porta Pegno palandrana.

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Il salottino, che insieme alla camera da letto componeva tutto l’appartamento, era tappezzato di libri; le pareti sparivano dietro gli scaffali; le vecchie rilegature offrivano allo sguardo il loro bel colore brunito dal tempo. I libri, troppo stretti, invadevano la camera attigua, prolungandosi sopra le porte e nell’incavo delle finestre; se ne vedevano sui mobili, sul camino e perfino in fondo a certi armadi lasciati aperti; quei preziosi volumi non assomigliavano a quei libri da ricchi ospitati in biblioteche tanto opulente quanto inutili; sembrava che si sentissero a casa loro, padroni del luogo e, seppure accatastati, a loro completo agio; d’altronde, non un granello di polvere, non un’orecchia nelle pagine, non una macchia sulle copertine; si vedeva che una mano amica li accudiva ogni mattino.

Parigi nel XX secolo – Jules Verne

Millennium Falcon blueprints

Nell’attesa che i servizi postali di mezza Europa mi recapitino a casa tutti gli elementi per completare le modifiche al Millennium Falcon Lego, colgo l’occasione per parlare di un paio di libri, a mio avviso spettacolari, che molto hanno contribuito alla comprensione e realizzazione delle stesse.

Sono molto simili, entrambi descrivono fin nei minimi dettagli la struttura tecnica, gli armamenti, la disposizione dei componenti, il generale funzionamento della navetta, seppur lo facciano con approcci differenti.

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Storia dell’Invincibile Esercito

Aggiornamento!

Circa sette anni dopo questo tentativo molto spartano ho ripubblicato tutto in un libro rilegato professionalmente. :)

La copertina
La copertina

Come già ho avuto modo di affermare in passato1Svariate volte, peraltro., c’è stato un tempo in cui mi divertivo a scrivere insulsi libruccoli senza senso, in cui narravo improbabili storie più o meno fantasy. Quelle porcherie ce le ho ancora ma, mettiti tranquillamente il cuore in pace, sono troppo stupide per essere ammesse nuovamente alla luce del sole.

Tuttavia, come da tradizione, tutte o quasi si aprivano con una citazione di qualche ipotetico e, naturalmente, inesistente libro antico. Che in genere serve a dare maggiore profondità alla storia, nel mio caso invece aveva l’unico scopo di mettere subito in chiaro la natura prettamente idiota dell’opera.

Frasi di questo tipo:

“Ricapitoliamo: al passaggio del Viceré, e SOLO al passaggio del Viceré, date fuoco alla dinamite e fuggite come il vento.
È tutto chia…”

Dal libro “Il misterioso cratere di Tung’Aman”, scritto dal Viceré Grancù, detto il centenario2Da “le sabbie del tempo” – 2008
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Allora, ricapitolando…

Mappa della Terra-di-Contorno
Apri il link in un nuovo pannello per una risoluzione più elevata.

“Ricapitolando”… libro… Afferrata la sottile ironia? ;P

Vabbè, veniamo al dunque. Come ho già affermato in questo articolo ho scritto un libro1Disponibile anche in versione brossurata e con copertina rigida (in realtà le edizioni fisiche non esistono più da un po’ di tempo)., una parodia del Signore degli Anelli.
Potrebbe esistere un racconto fantasy senza la relativa mappa?
Sì, però ho deciso di crearla lo stesso.

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Un Uccello per schernirli…

Una misteriosa Dama Nera, un Uccello di fuoco, un Mago incontinente, un Elfo con un terribile segreto, una Regina sboccata, svariati Re, uno più stupido dell’altro, un povero cristo tirato dentro per caso e altri personaggi degni di oblìo.
E… Ah sì, anche un regno da salvare, perché l’originalità è sempre importante…

Sono un paio di mesi che non aggiorno il blog. E che non leggo un libro, tra l’altro (vergogna!), ma c’è una ragione.

Ne ho scritto uno!

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O Gnomo

Sfogliando distrattamente Lo Hobbit annotato (non è ancora il momento di leggerlo), ho scoperto che nel 1962 l’opera è stata pubblicata in Portogallo con l’originario nome di O Gnomo, e illustrazioni a cura di António Quadros.1Inutile che metta il link a Wikipedia, la biografia è presente solo in Portoghese (ma se ci tenete…).

Disegni che, tra l’altro, a Tolkien non sono affatto piaciuti.
Ma a me sì, e pure tanto. Ragion per cui li riporto qui, per la gioia dei vostri riconoscenti occhi.

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To Middle-Earth and back again

In questi giorni ho preso il coraggio a due mani e ho finalmente cominciato a leggere Il Silmarillion di Tolkien, una sorta di opera omnia in cui sono narrati tutti gli eventi sociologici, storici e geografici dei suoi racconti, dalla creazione del mondo a… boh, non l’ho ancora finito, immagino fino alla fine. ;)

Ma non è del Silmarillion che volevo parlare. Come qualcuno già sa, il mio libro preferito in assoluto è Lo Hobbit. L’ho comprato per caso quasi 30 anni fa, su insistenza di un libraio che non smetterò mai di ringraziare. Cercavo un regalo per il compleanno di mio padre e sono tornato a casa con questo racconto. Poi ho letto per curiosità le prime dieci pagine e mi sono recato nuovamente in libreria a comprargli un altro libro. Questo me lo sono tenuto io!

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Il dono della sintesi

Sto scrivendo un racconto, e il lato ironico della cosa è che non è mai stata mia intenzione farlo.

Tutto è cominciato qualche mese fa quando la costante frequentazione di un caro amico ha fatto riemergere passioni comuni, tra cui i giochi di ruolo, la lettura di libri (non solo) fantasy e, per l’appunto, il piacere di scrivere brevi racconti. Abitudine che avevo personalmente perso da diverso tempo.
Ci siamo scambiati vecchi manoscritti e, la lettura di uno in particolare, ha risvegliato in me il desiderio, quasi l’impulso di crearne una mia personale versione. E, forse inconsciamente, anche di aprire questo blog.

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