La telefonata

E' mercoledì e tengo un dito nel naso.
Mi chiedo se sia più il caso essere malinconico o contento, e scelgo contento. Non tanto perché siamo vicini a Natale e questo non fa testo, visto che Natale incombe all'incirca da gennaio; sono contento perché ha piovuto tutta la settimana e stanotte ha smesso e fuori c'è un sole surgelato ma non gocciola e stasera posso mettere il costume da Babbo Natale per andare al lavoro.

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L'inferno è esotermico o endotermico?

Gustavo Doré - Inferno
Gustavo Doré – Inferno

Un professore di termodinamica ha assegnato un'esercitazione a casa agli studenti del suo corso di laurea. Il compito consisteva in una domanda:

L'inferno è esotermico1Esotermico = Libera calore o endotermico2Endotermico = Assorbe calore?

Sostenete la risposta con delle prove.

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Galateo di roleplaying per signorine

Questo breve manuale è indirizzato alle fanciulle desiderose di giocare a Twilight 2000, Danger International, Delta Force e affini, senza sapere nulla di armi (e senza alcun desiderio di impararlo).

Sei seduta al tavolo di gioco, con persone apparentemente normali. Non farti ingannare dalla prima impressione: i modi urbani e l'aspetto rassicurante nascondono dei folli invasati, come avrai modo di scoprire.
Prendiamo una situazione tipica. Siete dei prodi mercenari trincerati in una foresta mentre attorno a voi piove il prodotto nazionale annuo di munizioni del regno di Ruritania. Il Master si rivolge all'individuo seduto accanto a te e gli chiede quali siano le sue intenzioni. «Suicidarsi? Arrendersi? Farsi prendere dal panico?» pensi tu. Niente di tutto questo. L'individuo consulta la propria scheda con espressione di tranquilla competenza e annuncia: «Prendo il ci-nove-barra-tre e lo carico con sei braz, sgnaccolo la fivola, arroccio il barigonzolo, faccio tre whops con scappellamento a destra in due fasi punto sette che diventano zero punto uno perché sono in copertura zigrinata alare, quindi ho più centosettanta a cui sommo ottanta grazie al waka barra cinque dal momento che è notte».
Il Master lo guarda con compiacimento e tira vari etti di dadi sul tavolo facendolo sobbalzare violentemente e tenendo il computo dei morti con una calcolatrice tascabile. Generalmente, qualche altro individuo alza la testa con una luce indecifrabile negli occhi e fa notare che lui avrebbe optato per due whops anziché tre, data la pendenza del terreno e l'umidità dell'aria; qui di solito segue una disquisizione dotta e infarcita di citazioni di cui ti risparmio pietosamente i particolari.

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Oggi mi rode

Oggi mi rode.
Più del solito, intendo. È proprio uno di quei giorni in cui striscio per vicoli bui tra le viscere della terra, con gli occhi di serpente e la mia ombra rubata.
Acido e tempeste si miscelano gorgogliando tra i denti di squalo, con ritmica frequenza, i polmoni respirano ghiaccio e lava. Sono pronto a fronteggiare chiunque, il veleno mi brucia le labbra.

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Vacanza virtuale

No, non sono sparito, mi sono solo concesso una vacanza virtuale.
Da qualche mese frequento un newsgroup tecnico americano, un po' per bisogno, un po' per diletto, un po' per perfezionare quella sorta di Inglese maccheronico che si impara a scuola, istituti superiori inclusi.

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Vladimiro e i suoi colori

vladimiro

Vladimiro è un ragazzo di circa quarant'anni. Alto, magro, con una folta barba nera ben curata. Veste casual, maglioncino blu sopra una camicia a righe bianche e rosse e un paio di jeans.
Ha i capelli spettinati, tutti orientati sulla destra, come se un vento dispettoso seguisse i movimenti della sua testa. Sorride sempre, ama la vita e non lo nasconde.
L'ho conosciuto per caso, in uno dei miei numerosi viaggi. Sono uscito dall'autostrada e, imboccando una piccola strada extraurbana, ho incontrato la sua creatura. Ci sono entrato, dentro è un supermercato, ampio e ben organizzato. Ho cominciato subito a fare la spesa con un amico il cui volto ora mi sfugge. Pasta, molta pasta… «Stasera ci si fa una spaghettata senza precedenti!».

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Leggende metropolitane

Queste notizie le ho raccolte qua e là. Storie che tutti abbiamo sentito e a cui abbiamo un po' creduto in età più giovane.
Alcune sono veramente incredibili ma fanno comunque rizzare i capelli in testa quando le ascoltiamo, altre sono certamente impossibili, o almeno ce lo auguriamo.
Leggende che ci si racconta ancora tra amici, davanti al camino, nelle fredde serate invernali…

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«Non sa chi sono io» funziona ancora

Mi ricordo di quando s'isolava a ripetizione il telefono della mia abitazione. Passavo intere giornate al bar sottocasa a conversare nervosamente con la segreteria preregistrata del 182. Dopo 24 ore la linea tornava attiva, ma la cosa durava poco e il dì successivo daccapo a digitare e protestare e così via per un mesetto. Fin quando non mi convinco a bussare all'ufficio competente dove un usciere mi spiega che l'utente non può entrare ma se c'ha qualcosa da reclamare deve consultare il 182. E' lì, di fronte al fatidico e granitico 'comma 22' (quello del paradosso tipo: non puoi avere diritto all'accesso se prima non hai il permesso ma il permesso ti viene concesso solo oltre la porta d'ingresso), è lì che ho avuto l'illuminazione e ho detto «Sono un giornalista!». Mi si sono spalancati i reticolati di protezione, mi hanno presentato un funzionario il quale si mise a mia totale disposizione per ogni possibile disfunzione telefonica vita natural durante. Ora purtroppo egli è beatamente in pensione.

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