Questo post è un pochino più al passo sugli ultimi anni…
Mi piace muovere il mouse, premere bottoni e far scivolare la punta del pennino sulla tavoletta grafica. :)
Questa è una selezione di alcuni lavori2Vabbè, non proprio lavori… Quelli non posso per ovvi motivi o semplicemente perché sono troppo noiosi. :) che ho svolto negli ultimi anni.
Mentre navigavo distrattamente su Google sono incappato in un interessante esperimento: qualcuno ha provato a creare una mini versione del set di casa Baggins:
Mi auguri un buon giorno, o vuoi dire che è un buon giorno che mi piaccia o no? O che quest’oggi ti senti buono, o che è un giorno in cui si deve essere buoni?
Gandalf
Il presente post raggruppa tutta la serie di articoli che ho dedicato allo splendido set LEGO 79003:
In tutta sincerità preferisco di gran lunga assi reali al posto di quelle disegnate. Ho anche invertito l’apertura del cancello, mi sembrava più naturale.
Versione 2 – Retro.
Una volta agganciata ai cardini la differenza con quella rotonda (versione 1) è minima. Gli spigoli si confondono col muro retrostante, pertanto il look finale non ne risente.
Questo sarà un articolo brevissimo, perché in fondo non c’è poi molto da dire.
Le modifiche a casa Baggins sono ormai pressoché ultimate. Ho ordinato tutti i pezzi necessari e nelle prossime settimane dovrebbero arrivare. Il problema è che stare con le mani in mano è difficile, ho quindi deciso di apportare qualche miglioria al tetto della casa. Che poi tecnicamente più che un tetto è proprio il terreno, perché i buchi hobbit vengono scavati dentro le colline.
Il logo di Lemonskin è nato in concomitanza col nome della nostra, omonima, software house.1… che si occupa di sviluppare applicazioni per piattaforma iOS.
Era necessario trovare un dominio WEB che fosse disponibile, impresa piuttosto impegnativa di questi tempi.
2011
Correva l’anno 2011, cominciavamo la nostra avventura nello sviluppo di applicazioni iOS e serviva un simbolo identificativo per distinguerci nell’oceano di altri sviluppatori.
L’idea iniziale, com’è prevedibile, è stata una fetta di limone2In realtà mezzo limone, visto frontalmente.. Dopo aver considerato varie forme e angolazioni — intero, a fette, a spicchi… — l’idea di averlo pronto da spremere ci piaceva.
Ricapitoliamo: Scopro che cinque anni fa LEGO rilascia un set dedicato a casa Baggins. Io adoro Tolkien e, in particolare, lo Hobbit per cui devo averlo. Per una botta di culo inaspettata lo pago più o meno il prezzo originario. Nel libro però i Nani sono tredici, qui ne vengono forniti soltanto quattro. Comincio una frenetica ricerca che mi porta a pagarli sostanzialmente il doppio della casa. Finalmente, dopo altre peripezie più o meno degne di nota, arrivano tutti.
Missione compiuta e via a inventarmi qualcos’altro di nuovo? Ma manco per il cavolo! Adesso è necessario riuscire a sistemarli tutti all’interno di quel minuscolo buco Hobbit.1Buco sì, ma “non brutto, sudicio e umido, pieno di vermi e intriso di puzza, e nemmeno un buco spoglio, arido e secco, senza niente su cui sedersi né da mangiare: era un buco-hobbit, vale a dire comodo…“
Hmmm… come procedere? Semplice, lancio il fedele LEGO Digital Designer e mi metto al lavoro…
Aveva a malapena girato la maniglia, che furono tutti dentro, facendo cortesi cenni di saluto e dicendo: “Al vostro servizio!” uno dopo l’altro. Dori, Nori, Ori, Óin e Glóin erano i loro nomi; e di lì a poco due cappucci purpurei, un cappuccio grigio, un cappuccio marrone e un cappuccio bianco pendevano dall’attaccapanni e i nani si avviavano a grandi passi per raggiungere gli altri, con le manone ficcate nelle cinture d’oro e d’argento. Era già diventata quasi una folla. Qualcuno chiese della birra chiara, qualcun altro della birra scura, uno il caffè e tutti delle torte…
Lo Hobbit
Allora1Non si comincia mai una frase con “allora”!, tre giorni fa il set LEGO 79003 è finalmente arrivato e, come è ormai mia consuetudine, ho cominciato a montarlo un po’ alla volta.
Ci ho messo davvero poco, perché era composto solo da quattro sacchettini, per un totale di 622 pezzi.
Siccome sono sempre l’ultimo a sapere le cose, ho scoperto da pochi giorni che nel 2012, in concomitanza con l’uscita del pessimo film di PJ, LEGO ha sfornato questo piccolo capolavoro: casa Baggins.
LEGO 79003 – Un incontro inaspettato. (2012)
Nonostante abbia sviluppato un odio viscerale nei confronti della pellicola, che stravolge quasi tutte le vicende originali, trovo la scelta di luoghi e personaggi molto azzeccata, e LEGO è riuscita a condensarla magicamente all’interno di questo gioiellino, che risponde al nome ufficiale di “79003 – Un incontro inaspettato” e mette allegria solo a guardarlo.
Fin dall’assemblaggio dei primi pezzi della Benny’s spaceship! SPACESHIP! SPACESHIP! mi sono reso conto che le sue esagerate dimensioni non mi avrebbero consentito di poterla esporre nella solita vetrinetta, e questo avrebbe rappresentato un grande problema.
Versione finale. È possibile esporla anche con la massima estensione alare.
Che fare allora? Trascinarmi fino all’Ikea a comprare un espositore Strömbsprûmptz più capiente e farmi di conseguenza cacciare di casa da Mian? No, direi di no.
E allora l’ingegno tipico di chi non ha di meglio da fare mi ha suggerito l’idea di esporla inclinata, in modo da ridurre la superficie e, al tempo stesso, rendere la posa più dinamica e affascinante.
Ok, sono ricaduto in piena dipendenza LEGO, basta vedere gli ultimi cinque articoli di questo sito (blog?). Ma è sempre così, vado a periodi.
Dopo aver ricostruito il Galaxy Explorer, ho riguardato e rivalutato il film the LEGO Movie e mi sono innamorato della Benny’s Spaceship, Spaceship, SPACESHIP!1È il suo nome ufficiale :)
Oltre a essere un set particolarmente cazzuto, strizza vistosamente l’occhio al LEGO Classic Space, ed è probabilmente per quello che non ho saputo resistere. E poi Benny… Come si fa a non amare Benny?
Un paio di settimane fa ho deciso di riesumare una delle più iconiche creazioni LEGO degli anni ’70 dal vecchio scatolone dei LEGO, il mitico Galaxy Explorer LL928.
Purtroppo però, non avendo più tutti i pezzi originali, mi sono un po’ arrabattato utilizzando quello che avevo, e ne è uscito un modello AMM.1A Modo Mio. Modificato per modificato mi sono divertito ad aggiungere appendici, cannoni, motori, alettoni e quant’altro. Tuttavia il pensiero tornava continuamente alla versione originaria e, in un momento di debolezza emotiva (in cui ho anche acquistato la SSS2Sorvoliamo su questo dettaglio fino a ulteriori aggiornamenti. ;)), mi sono deciso a ordinare i mattoncini mancanti.
Chi ama Star Wars o — come si chiamava allora — Guerre Stellari, non può dimenticare la mitica scena dell’inseguimento del Millennium Falcon da parte della flotta dell’Impero durante l’evacuazione dal pianeta Hoth, e la brillante idea di Han di nascondersi dentro un provvidenziale tunnel sulla superficie di un asteroide. Che poi si è dimostrato non essere un tunnel.
Lo scorso anno (2016) LEGO ha pensato bene di rilasciare un piccolo set, senza numerazione1Il che già fa capire che, per ottenerlo, saranno dolori!, a perenne celebrazione della divertente vicenda. Purtroppo non si è trattato di una vendita regolare ma di una versione molto esclusiva, regalata in qualche manifestazione a pochi fortunati che hanno acquistato prodotti LEGO per oltre 150 dollari e andata esaurita in meno di un’ora. Com’era prevedibile è subito diventata un pezzo da collezione, raggiungendo all’istante prezzi assurdi sulle aste online.
Dopo essermi divertito a ricostruire il vecchio Galaxy Explorer AAM (e conseguente ripristino dello stesso alla versione originale) del 1979, mi è improvvisamente riesplosa la voglia di LEGO.
Un progettino che avevo sempre tenuto in un cassetto, per mancanza di pezzi fisici per sperimentare, era la piccola navetta spaziale classica di Elite. Volevo realizzarla con un numero ridottissimo di pezzi, cercando però di inserire il maggior numero possibile di dettagli.
Qui di seguito una breve galleria fotografica del Cobra MK III AMM finale.
Cobra MK III Produttore: Faulcon DeLacy Dimensioni: 27.1 x 44 x 7.9 m Costo: 379,718 CR Equipaggio: 1-2 Velocità massima: 286 m/s Massa dello scafo: 180 t Capacità di carico: 18 t Capacità serbatoio: 16 t Distanza salto iperspaziale: 10.46 lyContinua a leggere
Questo modello non esiste più. Dopo averlo tenuto esposto per un paio di settimane mi sono deciso a ordinare i pezzi mancanti e ricomporre il glorioso (LL)928 in tutto il suo originale splendore. È stato comunque un esperimento divertente. :)
Fin da quando ero piccolo, ma piccolo piccolo, sono stato cresciuto a suon di LEGO da mia zia Matilde.1In realtà era la zia di mia madre, per cui tecnicamente la mia prozia. Ma l’ho sempre chiamata semplicemente “zia”. :) Devo molto probabilmente a lei tutta la fantasia che mi sono sempre portato dietro, e il gusto per il (bel) design, e le soluzioni anticonvenzionali con cui spesso affronto i problemi che incontro nella vita di tutti i giorni. E anche l’ironia, perché lei ne aveva tanta. :)
Nel mio grande sacchettone, che nel tempo si è trasformato in un più asettico scatolone trasparente, sono contenuti pezzi che si avvicinano pericolosamente ai 50 anni, segno che alcuni devo averli forzatamente ereditati da qualche cugino più grande. Oppure è successo un casino all’ufficio anagrafe. :)
Due paroline, che poi diventeranno quattro, sui nuovi portatili professionali presentati qualche giorno fa. Non per difendere Apple, visto che sono sempre il primo a criticarla, ma spesso è buona cosa mettere i puntini sulle i.
“Solo 16GB di RAM su un computer professionale, signori miei è uno scandalo!”
“Millemilionidieuro il prezzo di partenza, costano troppo!”
“Solo porte USB-C, sono pazzi!”
“Hanno tolto il MagSafe, imbecilli!”
Citazioni a caso da “gente di Internet”
Questi sono i quattro punti cardine su cui vertono le critiche. Diciamo che possono essere raggruppati in quattro categorie: potenza, prezzo, tecnologia, sicurezza.
Dopo aver cambiato il modem, improvvisamente la bilancia si è rifiutata di collegarsi a Internet. A nulla sono servite preghiere, bestemmie, riti propiziatori e macumbe. Alla fine l’ho impachettata e rispedita al mittente e sono tornato a utilizzare la Seca che, Internet o non Internet, funziona sempre. :)
Poi, col tempo, ho acquistato una bilancia Xiaomi, che funziona alla grande. Ma non ho mai avuto voglia di scriverci un articolo a riguardo. :P
Ho sempre avuto un rapporto molto conflittuale con le bilance. Sì, lo so, lo dicono tutti. Però io ci litigavo non perché (come è risaputo) mostrano molti più Kg di quanti non si abbiano, ma perché non sono mai riuscito a trovarne una veramente affidabile.
Ho provato quelle meccaniche, quelle digitali, il WiiFit di Nintendo ma, ogni volta — strano, eh? — non ero mai soddisfatto.
Seca 761
Tempo fa, dopo aver passato un paio di settimane a informarmi, ne ho comprata una di marca “Seca”, il modello 671 per la precisione. E, a proposito di precisione, questa segue rigorosamente la direttiva 90/384 CEE, taratura classe IIII. Che suona cazzuto ma in pratica significa che ha un margine di errore massimo di circa 100 grammi. Che vuol dire tanto.
Però — nelle mie storie c’è sempre un però —, contrariamente alle bilance digitali, il valore è difficile da leggere. Nello spazio di pochi di millimetri si passa da un Kg al successivo e piegarsi in basso per visualizzare la posizione corretta tende a falsare la misurazione. E comunque, essendo una bilancia meccanica, è soggetta ai movimenti per cui la lancetta non se ne sta mai ferma.
Il mio modesto contributo a due giganti del cinema italiano.
Anche questa composizione diventerà un quadretto da appendere alla parete, perché Bud e Terence sono stati molto di più che semplici pistoleri, poliziotti, pirati, pugili, piloti, meccanici, missionari, camionisti, giocatori d’azzardo, scommettitori, stuntman e sassofonisti. Hanno insegnato a generazioni di ragazzi che il bene vince sempre sul male e i bulli hanno vita breve.
E, come Stanlio e Ollio, strappano sempre fragorose risate, anche alla centesima visione. :)
Nelle belle giornate di sole le mie tartarughe (d’acqua) escono dal laghetto e si arrampicano sugli scivoli di legno e sulle pietre calde a godersi il tepore.
Foto mia, tartarughe pure. :)
Ho preso l’abitudine, da qualche tempo a questa parte, di uscire in giardino ogni ora e camminare dai cinquecento ai mille passi; perché lo dice il Fitbit — e io del Fitbit mi fid(av)o — e perché pare faccia bene. Anche e soprattutto a livello mentale: staccare dalle incazzature della vita quotidiana, anche per pochi minuti, aiuta ad arrivare a sera senza doversi macchiare le mani del sangue di qualcuno.
Apri il link in un nuovo pannello per una risoluzione più elevata.
“Ricapitolando”… libro… Afferrata la sottile ironia? ;P
Vabbè, veniamo al dunque. Come ho già affermato in questo articolo ho scritto un libro1Disponibile anche in versione brossurata e con copertina rigida (in realtà le edizioni fisiche non esistono più da un po’ di tempo)., una parodia del Signore degli Anelli. Potrebbe esistere un racconto fantasy senza la relativa mappa? Sì, però ho deciso di crearla lo stesso.