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La mia Tolkien-libreria


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I libri multipli del SdA contano come uno (gli Astrolabi* contano singolarmente. Per ora anche HomE è singola.

Introduzione

Non mi sono mai ritenuto un collezionista, sono sempre stato immune da serie complete, collane di libri a puntate, album di figurine e in generale, come lo definisce qualcuno, dal completismo.

Ho decine di robottoni anni ‘80-‘90-‘00 assortiti a caso, i set LEGO più disparati uno vicino all’altro senza alcuno schema logico e una serie di scaffali con libri che sembrano estratti da un bambino bendato durante una pesca di beneficenza.

Tutto quello che ho è perché mi piaceva e lo volevo. Per questo la mia “collezione” di libri e gadget è quanto più eterogenea ci possa essere e ho oggetti comunissimi ai quali dò un valore sentimentale più alto di altri che vengono ritenuti ben più rari e preziosi. Non mi interessa il costo di un oggetto, perché, se mi piace, non lo venderò mai.

Ma non voglio tirarla lunga come mio solito, lo scopo di questo post è semplicemente elencare tutto quello che possiedo sulla Terra di Mezzo, quello che è in arrivo e quello che sto cercando e mi auguro di riuscire a trovare in futuro.

Ho sei scaffali della mia libreria con libri di (e su) Tolkien: i primi due sono interamente dedicati alla mia passione, lo Hobbit; il terzo e il quarto contengono le varie edizioni del Signore degli Anelli; Il quinto, nella parte sinistra, l’arte della Terra di mezzo e a destra i racconti. Nel sesto scaffale ci sono libri sulla cartografia di Arda e tutto ciò che concerne lo studio delle opere di J.R.R.

Legenda dei simbolini:

Libro non ancora letto.
Libro non leggibile (maggiori informazioni qui).
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I segnalibri della Terra di Mezzo

Non sono impazzito: non comincerò a creare centrotavola, sottobicchieri, magliette o tazze con le mappe di Tolkien. Ho solo fatto di necessità virtù e ho realizzato alcuni simpatici segnalibri.

È successo semplicemente che, in questo periodo di tensione generale e reclusione forzata a causa di quel virus — lo specifico perché magari fra tre anni non ce ne ricorderemo nemmeno più, (speriamo!) – mi sono ritrovato a leggere ben sei libri contemporaneamente e sono rimasto a corto di cartoncini segnapagina.

Così, invece di ricorrere a Post-it, fogliacci, scatole della pizza o alla coda del gatto, ho deciso di ridurre e adattare alcuni dei miei lavori, rendendoli utili anche al di fuori del semplice orientamento nella Terra di Mezzo.

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La mappa di Rohan, Gondor e Mordor

Al momento della pubblicazione dell’edizione inglese del Signore degli Anelli, Tolkien aveva previsto tre mappe da includere all’interno dei libri:

Gli editori italiani, tuttavia, hanno sempre preferito includere solo l’ultima, non so se per pigrizia (molti luoghi dovevano essere necessariamente tradotti) o per risparmiare qualche lira/euro/moneta nanica.

La mia nuova missione, quindi, ha vertuto (come suona male, sembro Fatica) sul farmi da solo tutto ciò che mancava, per cui eccomi qui a parlare della seconda mappa del libro inglese, ovvero il dettaglio delle regioni di Rohan, Gondor e Mordor, nelle quali avviene buona parte delle vicende narrate nella seconda parte del libro.

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La mappa della Contea

J.R.R. ha scritto il Signore degli Anelli prevedendo l’inclusione di numerose mappe (addirittura cinque nelle intenzioni iniziali), per consentire ai lettori di seguire agevolmente gli spostamenti dei numerosi personaggi.

Alla pubblicazione del libro, il 29 luglio del 1954, queste si sono ridotte a tre, e hanno sempre fatto parte di tutte le edizioni inglesi e americane (e, probabilmente, anche in altre lingue):

Indovina un po’ come è andata qui da noi? Per contenere i costi ce ne siamo beccati soltanto una, l’ultima delle tre; bellissima e onnicomprensiva, però troppo poco dettagliata sulle corte distanze. E infatti, ogni volta che rileggevo il libro, mi perdevo buona parte delle meraviglie della prima parte del viaggio.

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Scassinatore cerca buon lavoro e con ragionevole ricompensa

Quando si parte per una nuova Avventura, è sempre buona norma portare con sé il fazzoletto, un sacchetto di ottima Erba Pipa1Consiglio caldamente varietà rinomate, tipiche della Contea e dintorni, quali la Stella del Sudil Vecchio Tobia oppure la Foglia di Pianilungone. – naturalmente anche la pipa! – ma, soprattutto, preservare l’integrità di tutti i propri beni: vuoi quelli che porteremo con noi, vuoi tutto ciò che lasceremo indietro, stipulando un solido contratto assicurativo con una società rispettabile e affidabile.

Bilbo questo non lo ha fatto, e sappiamo bene tutti i guai nei quali è incorso quando ha finalmente fatto ritorno nella Contea, dopo il suo lungo viaggio fino a Erebor.

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