Inky 1 Inky 2 Inky 3

L’utente Apple

Apple user

L’utente Apple non è un normale utente.

E’ un individuo che ha trovato il Nirvana in un periodo in cui la gente imparava a conoscere gli altri computer (e, insieme a questi, nuove fantasiose bestemmie e imprecazioni).
È una persona che aveva capito, per caso o per furbizia, qual era la direzione giusta che l’era digitale avrebbe dovuto percorrere, ed era un individuo realizzato e felice.

Oggi purtroppo quel Nirvana lo sta perdendo, e dell’antica, incondizionata gratificazione comincia a serbarne soltanto il ricordo. Anzi, è piuttosto incazzato e tale ragione è un’attenuante da tenere sempre in considerazione quando capita di incontrarne uno.

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Be like Han!

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Così Han Solo sta passeggiando lungo i corridoi di Bespin, in compagnia del suo vecchio amico Lando.

Leia è lì, e non è niente male. Han pensa a una fugace cena — qualche bicchiere di vino, un po’ di flirting — e via di corsa agli alloggi degli ospiti con sua Prelibatezza Reale.

Ma la porta si apre e c’è Darth Vader.

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Aria nuova

Il vecchio sito è morto, viva il re!

Che mi piacciano le cose semplici ed essenziali credo lo si sia ormai ampiamente capito.
Questo sito — che ha recentemente passato il traguardo dell’anno e mezzo — è sempre stato di mio gradimento, ma c’era qualche piccolo dettaglio che non mi convinceva pienamente. Innanzitutto il cosiddetto header1L’intestazione, ovvero il menu principale, la form della ricerca, ecc. era troppo grande.2Lo so che ormai, con l’avvento dei monitor superaccaddì va di moda sprecare spazio, tanto che molti siti utilizzano la metà superiore dello schermo solo per mostrare il titolo e/o una inutile immagine di intestazione, ma io sono della vecchia guardia e ai miei tempi ogni singolo pixel era importante

Il loghetto animato era simpatico (perlomeno a me) ma, con l’aggiunta del menu e del campo di ricerca subito sotto, andava a finire che occorreva cominciare a scrollare la pagina prima ancora di aver letto l’inizio del primo articolo.

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Huawei (C1-)P8

x
Importante

Questa è la recensione di un prodotto che ho ricevuto (temporaneamente) per una valutazione. Mi sembra pertanto corretto specificare apertamente tutte le condizioni in essere: non ho percepito alcun compenso dalla società produttrice (non potrò nemmeno tenere il dispositivo), e sono certo di aver impiegato la massima onestà intellettuale nel giudizio, anche se c’è la possibilità concreta che, nel caso in cui il prodotto mi avesse fatto schifo, avrei probabilmente evitato di scriverci un articolo. Tuttavia, non facendo queste cose per lavoro, direi che è una condizione piuttosto ragionevole. :)

Android non mi è mai stato particolarmente simpatico. Forse a causa del fatto che sia così frammentato; al momento ci sono in commercio centinaia di dispositivi con differenti versioni del sistema operativo — alcune di oltre due anni fa — al punto che non è per niente facile capire quali siano i migliori o i peggiori, o se una determinata caratteristica sia o meno presente.
C’è poi il problema delle interfacce: ogni produttore modifica il software a seconda dei propri gusti e questo rende spesso problematico passare da uno smartphone all’altro senza un periodo più o meno lungo di adattamento.

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Fiat Lu(mia)x

Il mio primo cellulare è stato un Nokia, il mio ultimo cellulare — anche se adesso si definisce smartphone, che fa più fico — è un Nokia e, ironia della sorte, sarà anche l’ultimo realizzato dal famoso marchio finlandese.

Introduzione (facoltativa, si può anche saltare)

Da quando iPhone è arrivato in Italia ho sempre avuto un iPhone. Non tanti eh, il giusto. Ho comprato il 3G perché è stato il primo, il 3GS perché ero ricco e me lo potevo permettere e infine il 4S, saltando a pie’ pari il 4 perché non offriva molto più del precedente modello.
Nel frattempo si avvicendavano gli aggiornamenti del sistema operativo che rendevano il mio dispositivo sempre più lento, mentre le nuove uscite non presentavano a mio avviso sufficienti motivazioni per giustificare una sostituzione.

Sono partito da una spesa intorno ai 600 euro e mi ritrovo oggi a osservare iPhone in vendita a un prezzo che arriva a oltrepassare i 1000 euro per le versioni più complete, in totale contrapposizione alla regola che, solitamente, vede i costi diminuire all’evolversi di una tecnologia.
Un po’ troppo, direi, per un dispositivo che uso solo per telefonare, mandare messaggi e visionare siti porno (scherzo, quelli li guardo sul computer che ha lo schermo più grande). ;)

Quando è uscito, l’iPhone aveva un senso. Era veramente avanti 5 anni sulla concorrenza. Possedeva un display touch che solo recentemente altri brand sono riusciti a eguagliare per precisione e reattività. Introduceva un browser che per la prima volta era un vero browser, con cui ci si poteva collegare alla propria banca e fare operazioni in tutta sicurezza. Aveva questa tastiera virtuale che, se pure andava a gusti personali, quando non serviva la si poteva togliere di mezzo e godere di uno schermo generoso.Con gli anni è arrivato Android che, per quanto non mi sia mai piaciuto, ha avuto il grande pregio di non lasciar riposare Apple sugli allori (come ha fatto Palm ai suoi tempi e sappiamo tutti com’è andata a finire).
Infine è giunta Microsoft che ha spinto tutti verso interfacce semplici, schematiche e moderne, anche se è partita con forte ritardo e ha fatto — e fa tuttora — una fatica tremenda a inseguire la concorrenza (anche se al momento nel nostro paese, curiosamente e in controtendenza con il resto del mondo, la vendita di dispositivi Windows Phone ha superato quella di iOS; Android si trova autorevolmente al primo posto, con oltre il 70% del mercato).

Quindi la domanda è: ha senso oggi spendere 1000 euro per un iPhone? O anche 800 per un Android di fascia alta, quando ci sono alternative molto più economiche che fanno sostanzialmente le stesse cose?

L’introduzione sarebbe anche finita ma, se proprio ci tenete…

Nì.

Voglio dire, se una cosa piace allora un senso ce l’ha. Sono sempre stato convinto che i compromessi siano una brutta cosa. Per risparmiare due lire magari ti ritrovi con un dispositivo che ti fa incazzare tutti i giorni, e uno smartphone lo si usa sempre.
Se una cosa è utile e piace non si guarda il prezzo.
Chiariamoci, anche una Ferrari è utile e mi piace. Però, se non posso permettermela, o se posso permetterla ma non la posso mantenere, o se anche riuscissi a mantenerla ma ci dovessi dormire dentro con la famiglia perché mi sono dovuto vendere la casa, allora avrebbe poco senso.

Quindi diciamo che una cosa deve essere utile, piacere ed essere accessibile. Se mi sono sempre trovato bene con un iPhone, allora tanto vale rimanere nell’ecosistema Apple, invece di andarmela a rischiare su una strada che non conosco.
Ora, dal momento che ho la fortuna di essere nato in uno splendido paese, avanzato tecnologicamente, benestante e civile, nel quale non mi devo preoccupare di andare a cercare acqua potabile presso pozzi prosciugati, di prendermi la malaria semplicemente camminando per le strade o di avere la costante angoscia di dover rimediare qualcosa da mettere sotto i denti per rivedere il sole domani mattina, 1000 euro non sono sostanzialmente un problema.
Entra però in gioco il fattore buonsenso. Se con uno smartphone devo fare A, B e C e A, B e C me li fa anche uno che costa la metà, perché devo spendere il doppio?

Ecco, io ora sono a questo punto. Ho acquistato iPhone fino a quando sono stato convinto che non ci fossero alternative valide per le mie esigenze. Oggi mi accorgo che ci faccio poche ma imprescindibili cose. E sono cose che fanno anche tutti gli altri smartphone.

Il mio nuovo dispositivo è un Lumia 830. Ho impiegato diversi giorni a capirci qualcosa perché il sito Microsoft (che ha assorbito il marchio Nokia qualche tempo fa) non è affatto chiaro riguardo le differente tra le decine di modelli apparentemente tutti uguali ma alla fine ne è emerso uno che racchiudeva sostanzialmente tutto ciò di cui avevo bisogno: uno schermo generoso, un tasto dedicato all’avvio della fotocamera (su iPhone ho sempre sofferto tale mancanza), una fotocamera più che discreta, memoria espandibile e un sistema operativo semplice e pratico, molto veloce anche sui modelli con hardware meno performante.

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Fóttitti!

Fin da piccolo mi hanno insegnato ad ascoltare prima di aprire bocca.
Non sempre lo faccio naturalmente, perché sono umano, istintivo e, soprattutto, italiano. Quindi ben lontano dall’essere perfetto. Ma, quelle rare volte che mi ricordo, ci metto tutta la mia buona volontà. E solitamente ne ricavo qualcosa di utile.

Un’altra cosa che mi hanno insegnato è comprendere gli errori che commetto quando qualcuno me li fa notare, ringraziarlo, memorizzarli ed evitarli in futuro.

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La teoria della relatività spiegata semplice (con l’aiuto di Spok)

Viviamo in un periodo di grandi scoperte e teorie interessanti, ma nessuno ce le spiega. Pertanto, per molti di noi, rimangono concetti astratti, di cui conosciamo il nome ma non la sostanza. Con questo articolo vorrei dare il via a una serie di guide veloci su molti temi che vorremmo conoscere ma che, purtroppo, nemmeno da Google riusciamo a ottenere risposte semplici e immediate.

Partiamo con la teoria della relatività che, in realtà, sono due. :)

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Right on Commander

La schermata di caricamento su Commodore Amiga
La schermata di caricamento su Commodore Amiga
Avviso spoiler

Se non hai mai giocato a Elite negli ultimi 30+ anni e hai intenzione di farlo, evita di leggere questo articolo perché contiene rivelazioni su tutte le missioni speciali.

Elite è un videogioco di simulazione spaziale, creato originariamente da David Braben e Ian Bell nel 1984, che si è diffuso su quasi tutte le piattaforme di home computer esistenti durante il corso degli anni ’80. È stato il primo gioco ad avvalersi di grafica tridimensionale, sebbene la limitata potenza dei computer dell’epoca permettesse soltanto l’uso della modalità fil-di-ferro, ciononostante è considerato ancora oggi il capostipite di tutti i giochi spaziali e, di sicuro, uno dei più originali.

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Buona Pasqua 2015!

Hello Spank

Da quando i social network sono entrati nella nostra vita virtuale e reale, ogni anno, inevitabilmente, come fosse una personale crociata contro l’umanità, ho pubblicato foto di teneri agnellini, abbacchi1Che poi sono sempre agnellini, ma macellati a poco più di un mese dalla nascita e, in generale, tutti quei simpatici animaletti che ci fanno uscire gli occhi a forma di cuoricini quando portiamo i nostri bambini in visita a un agriturismo, fattoria, zoo, cazzi&mazzi.
In contrapposizione alla dolcezza di tali foto affiancavo immagini e filmati in cui veniva mostrato come queste bestiole venissero2E vengono tuttora, visto che facciamo passi da gigante con la tecnologia ma, su certe cose, non ci siamo affatto evoluti rispetto al Medioevo. preparate per la nostra tavola in allevamenti intensivi, in condizioni ben oltre i limiti del buonsenso, a volte scuoiati ancora vivi e uccisi coi metodi più dolorosi e brutali al solo scopo di non “indurirne” le carni.
Infine ci aggiungevo qualche frase su quanto foste, tutti indistintamente, dei pezzi di merda a condannare bambini innocenti al solo scopo di onorare una tradizione solo di nome che è spesso in forte contraddizione con il vostro credo (o non credo).

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OS X: audio HDMI regolabile da tastiera

Articolo antiquato

Questo articolo è obsoleto. C’è una nuova applicazione, chiamata Better Display specifica per questa funzione, e non va in conflitto con il risparmio energetico. Puoi scaricarla qui.1Maggiori informazioni sugli articoli antiquati.

Una delle più grandi comodità di OS X è la possibilità di poter regolare il volume di sistema tramite tre appositi bottoni presenti sulla tastiera.
Una delle più grandi (e gravi) mancanze di OS X è l’impossibilità di gestire il segnale audio nel caso di un collegamento HDMI.

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Buone Feste 2014!

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Buone fantascientifiche feste! :)

In questi giorni sto sistemando la mia collezione di libri e mi sono tornati sotto mano alcuni vecchi romanzi Urania.
Ricordo che da piccolo, in casa mia, non mancavano mai perché mio padre è sempre stato un grande appassionato di fantascienza. Così, ogni volta che ne vedo uno, si risvegliano piacevoli memorie.
Ho fatto 2 + 2 e ho pensato di creare una copertina ad hoc, per augurarvi un buon Natale e uno sfavillante (sarebbe anche ora) anno nuovo. :)

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Drobo 5N/FS e NFS

Articolo antiquato

Questo articolo potrebbe essere ancora valido, come potrebbe non esserlo. Non utilizzo più il Drobo con il protocollo NFS, per cui ignoro se la procedura descritta funzioni ancora. Molto probabilmente sì, ma non sono (più) in grado di verificarlo.1Maggiori informazioni sugli articoli antiquati.

Aggiornamento: 5 agosto 2015

L’articolo si riferisce a una vecchia versione dell’utility NFS, la 1.2.8.
Recentemente ho installato una nuova versione, denominata NFSv3 (1.3.2). Ora non so se sia opera dello stesso autore e quindi se sia o meno un aggiornamento della precedente. C’ho litigato un bel po’ per farla funzionare e in questo momento non ho voglia di indagare. In ogni caso la procedura di installazione è la stessa, con le seguenti differenze:

– Il file si scarica da qui.

– Le stringhe di connessione, da mettere nel file export (vedi) sotto sono le seguenti:

/mnt/DroboFS/Shares/Nadine 0.0.0.0/0(rw,insecure,no_subtree_check,all_squash,anonuid=99,anongid=99)

/mnt/DroboFS/Shares/Nadine ::/128(rw,insecure,no_subtree_check,all_squash,anonuid=99,anongid=99)

Probabilmente non cambia nulla ai fini pratici rispetto all’altra stringa, forse qualche trascurabile dettaglio nei privilegi, ma così l’ho trovata (modificando naturalmente il path alla mia partizione Drobo) e così funziona, per cui non indago oltre.

Una delle più interessanti e meno conosciute caratteristiche del Drobo è che è una scatoletta basata su sistema operativo Linux. Questo significa che è in grado di fare ben più che tenere i nostri dati importanti al sicuro; può all’occorrenza svolgere i lavori di un piccolo computer grazie alle DroboApps, una serie di utili addons che possono essere installati in pochi minuti.
Alcuni esempi possono essere un client torrent, un media server, un programma che tiene sincronizzate le informazioni importanti con siti come Dropbox o Copy, senza il bisogno di tenere il nostro computer costantemente acceso.

Oggi vi spiegherò come abilitare il protocollo NFS.

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L’ironia di Star Trek

Mi fa sempre ridere come uno scemo. :)
Mi fa sempre ridere come uno scemo. :)

Han non spara per primo, Han spara e basta.

Greedo

Per quelli che, come me, sono nati negli anni ’70, Star Wars (o, meglio, Guerre Stellari) rappresenta qualcosa al tempo stesso magico e straordinario.
Mai prima di allora si era visto un film di fantascienza così profondo, con tematiche che andavano oltre i semplici scontri tra astronavi; tanto da rappresentare, in modo molto simile al Signore degli Anelli, una metafora storica della società umana.
Naturalmente l’abbiamo capito molti anni dopo, all’epoca spade laser e droidi protocollari erano più che sufficienti a scatenare la nostra fantasia e farci innamorare incondizionatamente dello spazio.

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E chissenefrega?

In questi giorni si fa tanto parlare del SETI1SETI, acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence, è un programma dedicato alla ricerca della vita intelligente extraterrestre, abbastanza evoluta da poter inviare segnali radio nel cosmo., di possibile vita al di fuori del nostro pianeta, del paradosso di Fermi2“Dove sono tutti quanti? Se ci sono così tante civiltà evolute, perché non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?”, della teoria del Grande Filtro3In pratica ipotizza una serie di passi evolutivi, dalla nascita della vita alla capacità di inviare comunicazioni attraverso lo spazio; non è escluso ci siano altri esseri intelligenti, ma non è scontato che possano aver agevolmente raggiunto l’ultimo gradino. e del presidente dell’Uruguay che dà dei “figli di puttana” ai dirigenti FIFA.4Vabbè, questa l’ho messa solo perché mi farebbe ridere immaginare Napolitano in una situazione analoga. :)

Argomenti come la possibile esistenza di altri esseri viventi al di fuori della nostra giurisdizione sono sempre affascinanti, inesauribili spunti di discussione e fantascientifiche supposizioni, magari in quelle notti d’estate quando le stelle si stagliano splendenti sul nero infinito.

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Quando ti si rompe l’hard disk di backup e la cosa ti salva il…

Io ho una sola, immensa paura a livello informatico: perdere le foto. Tutto il resto, applicazioni, musica, giochi, documenti, può finire all’inferno in qualunque momento ma le immagini di momenti irripetibili, di persone e animali cari che ora non ci sono più sono per me importanti quanto l’aria che respiro.

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Vero amore

Zen e Pippo
Zen e Pippo
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Polvere e cenere

A Pasquetta sono andato a trovare un amico che non vedevo da oltre vent’anni.
La nostra relazione è sempre stata un po’ burrascosa: un attrarsi e scontrarsi ciclico, scandito da caratteri complicati e poco propensi a compromesso e diplomazia. La sua malattia certo non aiutava, la mia non pervenuta sensibilità nemmeno.

Non mi sono mai sentito pronto a questo passo, non sono io quello che riallaccia i rapporti. Ma in questo lui è stato inevitabilmente più testardo di me per cui, per una volta, ho finalmente mosso il culo. Ho sempre saputo dov’era, più per logica supposizione che per certezza acquisita, eppure l’ho trovato solo al termine di una meticolosa ricerca.

Non pensavo sarei mai giunto ad affermare una cosa del genere ma la sua è davvero una bella tomba. Elegante marmo bianco, immensa foto sorridente di quelle sincere, non il genere triste e fuoriluogo, del tipo “andava tutto così bene e poi…” che spesso capita di trovare in posti così. Solare, probabilmente come mai l’avevo visto durante il nostro breve periodo di comune vita spericolata.

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O la ri-riconquista del tesoro

Mappa di Thorin
La mappa di Thrór, dello Hobbit

Mi rendo conto che alla mia età fare queste cose è un po’ infantile, ma non ho mai detto di essere cresciuto. :)

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