Inky 1 Inky 2 Inky 3

Lo Hobbit italiano del 1937

A quanto pare, ultimamente sono un pochino ossessionato dalle prime edizioni dello Hobbit. Dopo aver acquistato la prima italiana, il facsimile della prima inglese e una autentica seconda inglese, mi è venuta un’idea.

Come sappiamo, qui da noi il romanzo di J.R.R. Tolkien è arrivato con un ritardo di 36 anni. In questo lungo arco di tempo l’autore ha apportato alcune modifiche e correzioni, in particolare in prossimità della pubblicazione del Signore degli Anelli, per rendere gli eventi più coerenti tra loro. Pertanto noi italiani non abbiamo mai avuto modo di leggere la primissima stesura.

Fino a oggi.

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L’unico, vero, inimitabile, Astrolabio

Attenzione!

A causa di una mia probabile distrazione (o di un “amico” che aveva promesso di tenerla per sé e ha in seguito cambiato idea) nel corso degli anni una copia di test del libro1Senza sovraccoperta né mappa interna. è finita in vendita sulle varie piattaforme eBay, Vinted ecc… Viene spacciata come preziosissima e unica al mondo, e proposta a un migliaio di euro, ma non vale assolutamente niente. Non acquistarla, anzi, fammi la cortesia di segnalare l’inserzione perché, in quanto copia realizzata a uso strettamente personale, non può assolutamente essere venduta.

Doverosa premessa

Qui in Italia Tolkien ha sempre diviso. Nei primi anni dalla pubblicazione delle sue opere, lo scontro era principalmente politico; chi diceva che era un romanzo di destra, chi diceva che non lo era, e giù a darsi bastonate. Poi, col tempo, gli animi si sono placati e abbiamo avuto un periodo relativamente tranquillo nel quale ci si limitava a leggere e ad apprezzare i suoi capolavori. Da un paio di anni a questa parte è però sorto un nuovo contrasto, che riguarda la vecchia e la nuova traduzione, e le modalità che hanno portato a uno scontro prima verbale e poi legale tra le parti in causa. Personalmente ho sempre evitato tutte queste polemiche, che ritengo inutili e sterili: Mi piace Tolkien, leggo Tolkien. Punto.

La mia collaborazione con l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani si è limitata a un piccolo scherzo, che trovavo simpatico e intrigante, così come tutto il progetto che c’è dietro.

Ho naturalmente le mie opinioni per quanto riguarda le due traduzioni, che sono solo mie e al di sopra di tutto il rumore che leggo online.

Queste riproduzioni sono da considerarsi un omaggio alla prima traduzione del Signore degli Anelli, che è il libro con cui sono cresciuto. Nel malaugurato caso (mi auguro solo frutto di mie preoccupazioni infondate) qualcuno possa ritenersi offeso, si sappia non era assolutamente mia intenzione. Per me è una semplice e sincera manifestazione d’amore per una traduzione che adoro.

Poco più di un anno fa, all’incirca ai primi di marzo 2020, ho intrapreso un progetto titanico e segretissimo. Oggi i tempi sono maturi per poterne parlare (o per finire dietro le sbarre, vediamo…).

Indice

Introduzione

Ho perso il conto di quante volte abbia finora nominato la “prima edizione” italiana del Signore degli Anelli in questo blog, per cui non andrò per le lunghe: Nel 1967 la casa editrice Astrolabio ha portato il romanzo in Italia e ne ha messo in commercio la prima parte, con l’intenzione di completare l’opera pubblicando le due rimanenti entro l’anno successivo. Lo scarso successo di vendite ha decretato la fine del progetto. In seguito tutti i diritti della traduzione sono stati donati a Rusconi e sappiamo tutti come è andata a finire.

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Pocket Mathom

Nei tre anni in cui è uscita al cinema la trilogia sullo Hobbit di Peter Jackson (della quale ho parlato ampiamente qui e qui), ho completamente ignorato qualsivoglia informazione a riguardo (franchise compreso).

Non l’ho fatto naturalmente per timore di spoiler — d’altra parte lo Hobbit lo rileggo almeno una volta all’anno — ma perché mi piace lasciarmi travolgere dalle emozioni tutte insieme. Tanto per dire, i primi due film li ho guardati solo la sera prima dell’uscita nelle sale del terzo capitolo.

In questo modo mi sono perso tante chicche interessanti, che ho dovuto andare a recuperare svariati anni dopo (non avevo preso molto bene l’opera di Jackson, quindi l’avevo disconosciuto per qualche tempo).

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Una calda coperta per Bilbo

Non è calda e non è neppure una coperta, ma mi piacciono i titoli d’effetto. :)

Quando Adelphi, quasi 50 anni fa, ha pubblicato la prima edizione italiana dello Hobbit, apparentemente la qualità dei materiali non è stata la sua principale preoccupazione.

È un libro che si presenta piuttosto povero, benché appartenesse (e appartiene tuttora, visto che dal 1973 continua a essere stampato in questa veste) alla collana deluxe dell’azienda.

La copertina e (soprattutto) il dorso della mia edizione risultano alquanto disastrati, non tanto per l’integrità strutturale del volume, ma per il fatto che quello specifico cartoncino sembra essere molto sensibile al passare del tempo: ha infatti la tendenza a macchiarsi e a imbrunire facilmente, al semplice contatto con la luce. Non essendo un chimico, le mie sono naturalmente soltanto supposizioni; non so a quali torture può averlo sottoposto il precedente proprietario, però non mi è mai capitato di trovare in vendita copie, non dico perfette, ma che non presentassero analoghi problemi di scurimento.

Ho quindi deciso, fin da subito, di fabbricare una sorta di protezione intorno al libro, che gli consentisse però di “respirare”.

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Sovraccoperte à gogo

Questo articolo contiene una serie di sovraccoperte che ho creato e fatto stampare presso la mia tipografia di fiducia nel corso degli anni. Qualcuna ha un articolo dedicato, qualcuna no; perché probabilmente non c’era molto da dire in merito.


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La prima edizione italiana (1970) del Signore degli Anelli

Nota

Ho rifatto la sovraccoperta, questa volta per davvero. :)

Sì ok, la prima apparizione del Signore degli Anelli si è rivelata ai lettori del nostro paese con le sembianze dell’Astrolabio; ma, dal momento che conteneva soltanto i primi due libri1Chiariamo questo punto perché può risultare un po’ ambiguo: le vicende narrate nel Signore degli Anelli sono suddivise in sei parti (libri). Nelle edizioni in tre volumi, ognuna ne contiene due. non è mai stata considerata completa. Quindi l’edizione Rusconi del 1970 può a buon diritto definirsi la “prima vera edizione italiana”.

Ho sempre adorato questo grosso tomo, la cui particolarità è il dualismo nella colorazione: il lato frontale è bianco, quello posteriore nero, quasi a rappresentare l’epico scontro tra le forze del bene e quelle del male che si svolge all’interno della storia. Il prezzo di vendita online è un po’ altino, per cui mi sono creato una “copia per poveri” fino a quando non ho avuto un piccolo colpo di fortuna.

L’immagine fa un po’ schifo ma non sono riuscito a trovarne una migliore. È un volume molto timido, che si fa vedere poco in giro e, quelle poche volte, non viene mai fotografato come meriterebbe.

Al momento i prezzi delle opere di Tolkien stanno subendo una bolla speculatoria senza precedenti. A seguito della causa legale che ha portato Bompiani a sostituire la traduzione di Vittoria Alliata con quella di Ottavio Fatica (qui puoi leggere qualche informazione in più) il costo di tutti i suoi libri, a torto o a ragione, è schizzato alle stelle.

Per questo motivo ho deciso di tirare i remi in barca e lasciar passare la tempesta, in attesa di tempi migliori per recuperare i libri nella mia wishlist.

Non mi è però passata la voglia di sperimentare. Ho pertanto deciso di riprodurre questa iconica copertina, ad opera del grande Piero Crida, e applicarla a una differente edizione un po’ meno pregiata che ho nella mia libreria.

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Le mappe dello Hobbit

A differenza della travagliata storia delle mappe del Signore degli Anelli (solo quest’anno Bompiani è riuscita a includerle tutte e tre nel suo nuovo volume unico, benché molto, molto, molto brutte), lo Hobbit le ha sempre avute tutte, già tradotte sin dalla prima edizione.

Siccome ne avevo bisogno per un progetto di cui vi parlerò tra circa un mesetto, perché per il momento è super top secret (ora posso svelarlo, è questo), e mi servivano originali, ho cominciato a scartabellare tutte le mie edizioni italiane per trovare quelle stampate meglio.

E, indovina un po’? Le migliori in assoluto sono quelle allegate alla prima edizione italiana pubblicata da Adelphi nel 1973! Sì, lo so, è ridicolo: dover prendere un libro di mezzo secolo fa perché Bompiani non si è mai sbattuta per inserire mappe qualitativamente decenti nelle proprie edizioni.

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AMMini 100,1 (sottotitolo: una cosa da scemi)

Premessa: ho amici scemi. Sì vabbè, abbiamo tutti qualche amico scemo, dirai. Eh… ma i miei, chi più, chi meno, sono quasi tutti scemi. E io sono più scemo di loro.

Ma non divaghiamo.

Ieri sera, il mio scemamico Dario mi manda un messaggio con un link a un articolo su Reddit nel quale un pazzo (non saprei in quale altro modo definirlo) è riuscito a comprimere il film Shrek, e a farlo stare dentro gli 1,44 MegaBytes di un floppy disk anni ’90. Eh già, l’intero film.

Non ci è dato conoscere i dettagli precisi, a parte che le immagini e l’audio sono stati talmente ridotti di dimensioni da risultare appena comprensibili (ma pur sempre comprensibili). Alla mirabolante velocità di 4 frame al secondo sembra più uno slideshow che un film, ma si tratta in ogni caso di un risultato affascinante e ammirevole.

Pensavo fosse finita lì ma poi è arrivata la domanda “stai pensando quello che sto pensando io?“.

Sì, che ho un amico scemo.

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Il volantino dell’Astrolabio

Ho scoperto, solo alcune settimane fa, che nel 1967, in occasione dell’uscita della prima edizione italiana del (primo volume del) Signore degli Anelli, la casa editrice Astrolabio ha stampato dei piccoli volantini pubblicitari per illustrare l’opera. Questi sono stati distribuiti un po’ dappertutto, tanto che alcune librerie lo allegavano al libro stesso.

Naturalmente, siccome sono curioso come una suocera, mi è subito salita la scimmia di conoscere il contenuto di tale depliant, che oggi è apparentemente più raro del libro stesso. Non c’è stato verso di rimediare immagini a risoluzione sufficiente per riprodurne un facsimile, così ho deciso di ricostruirlo incrociando le varie fonti grafiche che il mio amico Google è riuscito a trovare; ho inoltre tempestato di domande alcuni fortunati collezionisti che ne erano in possesso per ottenere riscontro sui dettagli più piccoli e (per molti, ma non per me) più insignificanti.

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Buone feste 2020! (all’ombra della Montagna)

Quest’anno così travagliato è ormai giunto agli sgoccioli. È tempo di alberi, presepi, auguri e regali; come tradizione, quindi, mi sono messo all’opera per realizzare qualche pensierino per amici e parenti.1Tranne quelli serpenti, che i regali non li vedranno nemmeno in foto. O forse sì, se leggeranno questo articolo. :)

Il bigliettino che accompagna le strenne è per me ancora più importante dei doni stessi, perché è qualcosa di personale: è una dichiarazione scritta dei sentimenti che proviamo, e deve giungere a segno toccando le corde del cuore. Per questo motivo preferisco crearlo a mano ogni Natale. Questa operazione mi porta via alcuni giorni ma, siccome i regali li acquisto nel corso dell’anno (quando trovo qualcosa che è perfetto per qualcuno), è l’unica incombenza che mi rimane prima di stappare lo spumante e tagliare il panettone.

Adoro i libri pop-up; quelli che, quando li apri, ti spunta un vero castello davanti agli occhi. O un drago, o un paesaggio montano, oppure una battaglia. Ecco, in questo 2020 volevo qualcosa di treddì.

Mi sono messo quindi a sperimentare, come sempre con righello, taglierino e un sacco di carta…

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I Percorsi dell’Anello

Chi frequenta con maggiore o minore assiduità la Terra di Mezzo sa che esistono due volumi straordinari, spesso definiti companion perché accompagnano e completano la lettura dell’opera magna di J.R.R. Tolkien (ma anche gli altri suoi racconti). Il primo è L’Atlante della Terra di Mezzo di Karen Wynn Fonstad; il secondo, I Viaggi di Frodo di Barbara Strachey, sarà il protagonista del presente articolo.

Qual è la differenza tra i due?

L’Atlante della Terra di Mezzo (o degli Hobbit, nel caso della mia personale reinterpretazione) rappresenta l’approfondimento più solido e strutturato. È un’opera impegnativa, che richiede una consultazione lenta e ponderata: non si limita a tracciare i confini geografici, ma seziona il mondo di Tolkien attraverso piante architettoniche, sezioni di edifici e analisi geologiche. È lo strumento ideale per chi desidera immergersi totalmente nella complessità fisica di Arda, comprendendo non solo dove si svolgono i fatti, ma come sono costruiti i luoghi che li ospitano.

Di carattere opposto è i Viaggi di Frodo, una guida preziosa e decisamente più dinamica. Qui il focus è interamente rivolto ai percorsi: le sue tavole, agili e di immediata lettura, fungono da diario di bordo quotidiano della Compagnia. È un compagno di viaggio discreto che permette di verificare in pochi istanti la posizione dei protagonisti e il tempo trascorso, rendendolo perfetto per una consultazione rapida che non interrompa il ritmo incalzante della narrazione.

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Il mio secondo tesssoro!

Oops!… I Did It Again

Credo che non avrò mai le possibilità economiche, o la follia, o il permesso di Mian, o il coraggio di acquistare una prima edizione inglese dello Hobbit, pubblicata nel lontano 1937 in sole 1500 copie1Molte delle quali sono andate perdute nel tempo e in un grande incendio nel magazzino di Allen & Unwin. :(

Dovrò accontentarmi e farmi andar bene la mia facsimile edition, che non sarà del tutto originale, ma ne è una copia esatta al 100% 95%.

E allora? E allora, dopo la prima italiana di alcuni mesi fa, mi sono comprato una seconda edizione, originale, inglese. Si tratta di una dodicesima impression del 1961, per cui non propriamente rarissima (anche se ne sono state stampate solo 2500 copie), ma, ehi, è pur sempre una seconda edizione!2Una piccola curiosità: questo libro è una seconda edizione perché c’è scritto nella pagina delle informazioni (vedi sotto). Ma, parlando recentemente con un collezionista inglese, alcuni ritengono che è possibile anche definirla una “prima edizione, dodicesima impression“.
Sinceramente mi sembra una forzatura (leggi → cazzata), però è anche vero che la impression (una sorta di ristampa) si riferisce sempre alla prima edizione.

Potrei dire semplicemente “ho una dodicesima impression” oppure, se devo proprio aggiungere questo termine perché suona figo, sarebbe forse più corretto dire una “ottava impression della seconda edizione”.

O forse no.

La verità è che le case editrici inglesi un tempo facevano dei casini assurdi. :D

Ma perch… ma com… ma se avevi det…EH LO SO! L’avevo detto.

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La Supermappa della Terra di Mezzo

La Supermappa è nata così: qualche settimana fa mi è passata per la testa l’idea di creare una mappa gigantesca della Terra di Mezzo1E intendevo grande davvero: 120 x 80 centimetri, il doppio delle mie mappe più grandi… in pratica l’equivalente di un tavolo da cucina. che potesse includere sia la nomenclatura classica Alliata/Principe che quella nuova di Fatica, in cui inserire un numero spropositato di dettagli (possibilmente tutte le informazioni contenute nelle mappe della Contea e di Rohan-Gondor-Mordor):

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Sostienimi! :)

Un dettaglio del "contrattone"

Da sempre mi piace ideare e costruire mathom.1Mathom è un termine hobbit che significa “oggetto che non ha una particolare utilità ma che non si vuole buttare via“. :) Dalle mappe ai contratti, dai segnalibri ai veri e propri libri, dagli esperimenti col legno al completo (ri)montaggio di interi film.

Se ti piace quello che scrivo, o (se non ti piace ma) sei affascinato dalle mappe e dagli altri curiosi oggetti cartacei che realizzo, puoi sostenere questo piccolo blog con una piccola donazione, oppure acquistando qualcuno dei miei lavori. :)

Contattami

Le domande più frequenti:
Posso vendere tutte le mappe?

Come avrai sicuramente letto sul blog, disegno mappe per divertimento. Non è per me un lavoro ma un semplice hobby. Quando mi è possibile condivido volentieri i miei scarabocchi perché so che, come me, ci sono tantissimi lettori non soddisfatti delle stampe incluse all’interno di alcuni libri. Sfortunatamente non tutto è legalmente vendibile. Questo perché i diritti commerciali di molte proprietà intellettuali, come quelle di Tolkien o Martin, sono protetti da agguerrite schiere di avvocati molto facili alle minacce e all’azione.

Poi capisco benissimo che certi limiti sono assurdi. Nessuno vuole istituire un mercato illegale di mappe o fare concorrenza alle grandi società editoriali. Tutti i disegni che ho realizzato li ho fatti principalmente per me stesso, per meglio seguire le vicende narrate nei libri e comprendere bene tutta la geografia di questi meravigliosi mondi. E so molto bene che, se qualcuno desidera uno dei miei lavori, è unicamente per stretto uso personale.

In ogni caso, se sei interessato a qualche lavoro in particolare, contattami comunque e vediamo se riusciamo a trovare una soluzione. :)

Che carta utilizzi per stampare le mappe?

Generalmente per le mappe medie (50 x 35 cm) e grandi (80 x 35 cm) e superiori utilizzo una carta bianca da 120 grammi.

Per la mappa Watercolor e le sue varianti mi avvalgo di una carta pregiata da 190 grammi, perché è necessaria una qualità superiore per far risaltare al meglio i colori vibranti che la contraddistinguono.

Nel caso avessi preferenze particolari sulla tipologia di carta, fammelo sapere.

I costi delle mappe

Cerco di tenere i prezzi più bassi possibile ma, dal momento che non stampo mappe a livello industriale, non ho tutte quelle agevolazioni (e sconti) che si otterrebbero normalmente ordinando centinaia o migliaia di copie. C’è un omino nella tipografia che mi dedica il suo tempo: prende il singolo ordine, effettua la stampa e taglia la mappa in misura. Poi io mi devo recare a Roma (abito sul lago di Bracciano) a prendere fisicamente la mappa e prepararla per la spedizione. Quindi ogni mio lavoro include tanto amore, tempo e buona volontà (prima, durante e dopo la realizzazione).

Non lo dico per spaventarti, ma solo per metterti al corrente della realtà produttiva artigianale.

In linea di massima sono disponibili tre dimensioni per le mappe:

  • Formato piccolo (dimensioni A4): 12 euro;
  • Formato medio (50 x 35 centimetri): 25 euro;
  • Formato grande (80 x 60 centimetri): 35 euro;
  • Le mappe molto colorate richiedono un tipo di carta più pesante e pregiato (vedi la sezione “che carta utilizzi?), per cui il costo della dimensione media e grande è rispettivamente di 30 e 40 euro.2Sorry, non dipende da me. La carta da 190 grammi costa più della stampa stessa!

Posso realizzare anche mappe e disegni con misure personalizzabili, la dimensione massima può raggiungere i 133 x 100 centimetri.

Naturalmente, più mappe (o altri lavori) acquisti, più ti posso venire incontro con qualche sconto cumulativo. :)

Nota: all’inizio del 2025 la tipografia mi ha comunicato un aumento di tutte le stampe di alcuni euro e, seppur a malincuore, mi vedo costretto ad adeguare i costi dei miei lavori.

I costi di spedizione

Per quanto riguarda le stampe di medie e grandi dimensioni utilizzo un robusto tubo di cartone, e spedisco con corriere Bartolini 24/48 ore. Il costo è di 10 euro (tubo compreso). L’invio di pacchi che non comprendono il tubo viene 7 euro.

È possibile assicurare la spedizione con un costo extra di 5 euro, puoi leggere maggiori informazioni a riguardo in questo articolo (ti consiglio di farlo perché è molto importante).

In alternativa, se hai un tuo corriere di fiducia, puoi pagarmi il costo del tubo e farlo venire a ritirare al mio indirizzo.

Come ultima possibilità, se abiti in provincia di Roma, ci possiamo incontrare qui da me e potrai prendere il tutto senza alcun sovrapprezzo.

Metodi di pagamento

Per il pagamento accetto sia il bonifico bancario che PayPal (preferibilmente la formula “amici e familiari” così non si trattengono una percentuale e posso farti prezzi più bassi).

Quello dei due che ti è più comodo.

Accettazione con riserva

Nel caso in cui il corriere ti dovesse consegnare il pacco con qualche difetto (strappi, buchi, schiacciamenti o qualsiasi altro danno sospetto, anche lieve) è molto importante che lo accetti CON RISERVA. Devi espressamente comunicarlo al corriere prima di prenderlo in consegna e ti devi assicurare che l’abbia registrato correttamente sul sistema (nel caso dovesse fare storie, tira fuori il cellulare e registra un video inquadrando il pacco, il corriere e la tua richiesta di riserva).

Questo è l’unico modo per avvalersi della possibilità di ottenere qualsiasi rimborso per la spedizione stessa e per il contenuto del pacco. Purtroppo i corrieri cercano sempre di svicolare quando ci sono problemi con la consegna.

Vendi copie digitali dei tuoi lavori?

No.

Mi piacerebbe esserti di aiuto, ma da alcuni anni ho preso la decisione di non far circolare copie digitali dei miei lavori a causa di spiacevoli inconvenienti che si sono verificati nel tempo (ho trovato alcuni miei disegni in vendita su siti tipo Etsy ed Ebay). Mi sento pertanto più a mio agio nel vendere unicamente le versioni cartacee.

Comprendo che ci sono tantissime persone oneste al mondo, purtroppo non ho modo di conoscerle; per cui mi sono dato una regola generale da seguire, valida per tutti.

A seconda delle dimensioni dei fogli e della quantità di stampe posso cercare di venirti incontro con i costi.

Se hai bisogno di un consiglio, scambiare quattro chiacchiere, o se vuoi qualcosa di personalizzato puoi contattarmi a questo indirizzo email. Ci sono tante cose che posso realizzare, come per esempio copie delle sovraccoperte di libri non più in produzione, o mappe non soggette a licenza, o segnalibri, o qualsiasi altra cosa; non hai che da chiedere e una soluzione la troviamo di sicuro. :)



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Il vero Contratto da Scassinatore

Il vero contratto

Dopo essermi cimentato nell’impegnativa interpretazione del Contratto da Scassinatore dello Hobbit di Peter Jackson, ho deciso di fare trentuno e replicare invece quello originale, con cui Thorin Scudodiquercia e compagni assoldano Bilbo Baggins all’interno dell’omonimo libro.

Si tratta in realtà di una breve lettera scritta in Tengwar, la lingua più diffusa nella Terra di Mezzo. E la calligrafia appartiene a Tolkien stesso, che si era creato una copia per proprio diletto. L’ho estratta dalle pagine di un libro (l’Arte dello Hobbit), ripulita e riprodotta su cartoncino.

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Tolkien: Maker of Treasures

Dal 1° giugno al 28 ottobre del 2018 si è svolta a Oxford quella che molto probabilmente è stata la più grande mostra dedicata a J.R.R. Tolkien e alle sue opere.

Ho sempre amato lo Hobbit e il Signore degli Anelli sopra ogni altra cosa ma non ho mai sentito la necessità di ampliare le mie conoscenze riguardo il loro prolifico autore. Certo, ho letto il Silmarillion (lo sto, tra l’altro, rileggendo in questi giorni) e tutti gli altri suoi racconti, ma non mi sono mai addentrato all’interno del suo mondo, e delle ragioni che l’hanno spinto a crearlo in maniera così credibile.

Fino a quest’anno quando, divertendomi a disegnare qualche mappa, mi è improvvisamente scoppiata la voglia di saperne il più possibile. Tagliando corto, la mia scarna libreria si è ampliata a dismisura con volumi interessantissimi, incentrati sulla biografia, i linguaggi, la Terra di Mezzo e le sue creature.

Uno di questi è Tolkien: Maker of Middle-Earth, un meraviglioso table book (ovvero un tomo di dimensioni così considerevoli che va letto appoggiato a un tavolo o una scrivania) stampato apposta per la mostra di cui sopra, e che racchiude tutto il materiale che è stato mostrato a Oxford. L’esibizione me la sono persa perché non ne avevo proprio sentito parlare ma adesso, invece di mangiarmi le mani, posso felicemente sfogliare questo immenso volume e far finta di essere là. Non è la stessa cosa, naturalmente, ma è documentato così bene da non farmi rimpiangere la lunga coda per accedere alla Weston Library in una piovosa giornata inglese.

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Diario di un Contratto da Scassinatore (il making of)

Quando ho realizzato il Contratto da Scassinatore (per via di varie vicissitudini e inesperienza ci ho impiegato circa una settimana), ho giurato a me stesso che mai più mi sarei imbarcato nell’impresa di crearne un altro.

E infatti, siccome sono un uomo di parola, negli ultimi due giorni è proprio quello che ho fatto: sono stato contattato da un ragazzo, come me grande amante di Tolkien, a cui sarebbe piaciuto averne una copia (mi auguro lo utilizzerà in modo legale, e solo con Hobbit di comprovata moralità) e ne ho apprezzato l’entusiasmo. Che poi è la stessa passione che ha spinto me a intraprendere questo simpatico progetto.

Ho deciso così di tenere un piccolo diario di costruzione, per mostrare il lavoro che c’è dietro e fornire un aiuto visivo a chi volesse cimentarsi nella stessa impresa.

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La matta della Contea

Pensavo di aver ormai concluso il mio lavoro sulle mappe della Terra di Mezzo: avevo riprodotto tutto ciò che mi ero prefissato e non pensavo ci fossero più sorprese dietro l’angolo; invece, come un fulmine a ciel sereno, ne è comparsa una di cui ignoravo completamente l’esistenza

Si tratta di un disegno, a opera del bravissimo Francesco Bisaro, che è apparso solamente nella versione italiana DeLuxe del Signore degli Anelli (quella illustrata da Alan Lee) e al momento estremamente difficoltosa da reperire:

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Arriva il Beleriand!

Sono passati parecchi anni da quando ho letto il Silmarillion e, avendo recentemente acquistato una splendida versione rilegata con illustrazioni di Ted Nasmith, ho deciso che è giunta l’ora di un nuovo viaggio nelle prime due Ere di Arda.

La mappa allegata al libro (anche quella della versione DeLuxe) l’ho sempre trovata molto povera: è piccola, monocromatica e piuttosto pasticciata, così ho deciso di rifarmela da solo, tenendo da una parte la versione inglese e dall’altra quella italiana (e il sempre immancabile Atlante degli Hobbit per ulteriori aggiunte).

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La mia Tolkien-libreria


libri

letti

da leggere

progresso


I libri multipli del SdA contano come uno (gli Astrolabi* contano singolarmente. Per ora anche HomE è singola.

Introduzione

Non mi sono mai ritenuto un collezionista, sono sempre stato immune da serie complete, collane di libri a puntate, album di figurine e in generale, come lo definisce qualcuno, dal completismo.

Ho decine di robottoni anni ‘80-‘90-‘00 assortiti a caso, i set LEGO più disparati uno vicino all’altro senza alcuno schema logico e una serie di scaffali con libri che sembrano estratti da un bambino bendato durante una pesca di beneficenza.

Tutto quello che ho è perché mi piaceva e lo volevo. Per questo la mia “collezione” di libri e gadget è quanto più eterogenea ci possa essere e ho oggetti comunissimi ai quali dò un valore sentimentale più alto di altri che vengono ritenuti ben più rari e preziosi. Non mi interessa il costo di un oggetto, perché, se mi piace, non lo venderò mai.

Ma non voglio tirarla lunga come mio solito, lo scopo di questo post è semplicemente elencare tutto quello che possiedo sulla Terra di Mezzo, quello che è in arrivo e quello che sto cercando e mi auguro di riuscire a trovare in futuro.

Ho sei scaffali della mia libreria con libri di (e su) Tolkien: i primi due sono interamente dedicati alla mia passione, lo Hobbit; il terzo e il quarto contengono le varie edizioni del Signore degli Anelli; Il quinto, nella parte sinistra, l’arte della Terra di mezzo e a destra i racconti. Nel sesto scaffale ci sono libri sulla cartografia di Arda e tutto ciò che concerne lo studio delle opere di J.R.R.

Legenda dei simbolini:

Libro non ancora letto.
Libro non leggibile (maggiori informazioni qui).
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