
Da quando i social network sono entrati nella nostra vita virtuale e reale, ogni anno, inevitabilmente, come fosse una personale crociata contro l’umanità, ho pubblicato foto di teneri agnellini, abbacchi1Che poi sono sempre agnellini, ma macellati a poco più di un mese dalla nascita e, in generale, tutti quei simpatici animaletti che ci fanno uscire gli occhi a forma di cuoricini quando portiamo i nostri bambini in visita a un agriturismo, fattoria, zoo, cazzi&mazzi.
In contrapposizione alla dolcezza di tali foto affiancavo immagini e filmati in cui veniva mostrato come queste bestiole venissero2E vengono tuttora, visto che facciamo passi da gigante con la tecnologia ma, su certe cose, non ci siamo affatto evoluti rispetto al Medioevo. preparate per la nostra tavola in allevamenti intensivi, in condizioni ben oltre i limiti del buonsenso, a volte scuoiati ancora vivi e uccisi coi metodi più dolorosi e brutali al solo scopo di non “indurirne” le carni.
Infine ci aggiungevo qualche frase su quanto foste, tutti indistintamente, dei pezzi di merda a condannare bambini innocenti al solo scopo di onorare una tradizione solo di nome che è spesso in forte contraddizione con il vostro credo (o non credo).









