Questo articolo contiene una serie di sovraccoperte che ho creato e fatto stampare presso la mia tipografia di fiducia nel corso degli anni. Qualcuna ha un articolo dedicato, qualcuna no; perché probabilmente non c’era molto da dire in merito.
Sì ok, la prima apparizione del Signore degli Anelli si è rivelata ai lettori del nostro paese con le sembianze dell’Astrolabio; ma, dal momento che conteneva soltanto i primi due libri1Chiariamo questo punto perché può risultare un po’ ambiguo: le vicende narrate nel Signore degli Anelli sono suddivise in sei parti (libri). Nelle edizioni in tre volumi, ognuna ne contiene due. non è mai stata considerata completa. Quindi l’edizione Rusconi del 1970 può a buon diritto definirsi la “prima vera edizione italiana”.
Ho sempre adorato questo grosso tomo, la cui particolarità è il dualismo nella colorazione: il lato frontale è bianco, quello posteriore nero, quasi a rappresentare l’epico scontro tra le forze del bene e quelle del male che si svolge all’interno della storia. Il prezzo di vendita online è un po’ altino, per cui mi sono creato una “copia per poveri” fino a quando non ho avuto un piccolo colpo di fortuna.
L’immagine fa un po’ schifo ma non sono riuscito a trovarne una migliore. È un volume molto timido, che si fa vedere poco in giro e, quelle poche volte, non viene mai fotografato come meriterebbe.
Al momento i prezzi delle opere di Tolkien stanno subendo una bolla speculatoria senza precedenti. A seguito della causa legale che ha portato Bompiani a sostituire la traduzione di Vittoria Alliata con quella di Ottavio Fatica (qui puoi leggere qualche informazione in più) il costo di tutti i suoi libri, a torto o a ragione, è schizzato alle stelle.
Per questo motivo ho deciso di tirare i remi in barca e lasciar passare la tempesta, in attesa di tempi migliori per recuperare i libri nella mia wishlist.
Non mi è però passata la voglia di sperimentare. Ho pertanto deciso di riprodurre questa iconica copertina, ad opera del grande Piero Crida, e applicarla a una differente edizione un po’ meno pregiata che ho nella mia libreria.
Non ho (ri)disegnato queste mappe, sono 100% opera di Christopher Tolkien.
Ma andiamo con ordine…
A differenza della travagliata storia delle mappe del Signore degli Anelli (solo quest’anno Bompiani è riuscita a includerle tutte e tre nel suo nuovo volume unico, benché piuttosto bruttine), lo Hobbit le ha sempre avute tutte, già tradotte sin dalla prima edizione.
Siccome ne avevo bisogno per un progetto di cui vi parlerò tra circa un mesetto, perché per il momento è super top secret (ora posso svelarlo, è questo), e mi servivano originali, ho cominciato a scartabellare tutte le mie edizioni italiane per trovare quelle stampate meglio.
E, indovina un po’? Le migliori in assoluto sono quelle allegate alla prima edizione italiana pubblicata da Adelphi! Sì lo so, è ridicolo: dover prendere un libro di mezzo secolo fa perché Bompiani non si è mai sbattuta per inserire mappe qualitativamente decenti nelle proprie edizioni.
E non sto parlando di piccoli dettagli visibili solo con la lente…
Per capirci, quella sopra è la mappa dell’attuale edizione Deluxe Bompiani rilegata, la versione più lussuosa esistente, attualmente in vendita a ben 30 euro. Quella sotto è la prima edizione italiana del 1973.
Premessa: ho amici scemi. Sì vabbè, abbiamo tutti qualche amico scemo, dirai. Eh… ma i miei, chi più, chi meno, sono quasi tutti scemi. E io sono più scemo di loro.
Ma non divaghiamo.
Ieri sera, il mio scemamico Dario mi manda un messaggio con un link a un articolo su Reddit nel quale un pazzo (non saprei in quale altro modo definirlo) è riuscito a comprimere il film Shrek, e a farlo stare dentro gli 1,44 MegaBytes di un floppy disk anni ’90. Eh già, l’intero film.
Non ci è dato conoscere i dettagli precisi, a parte che le immagini e l’audio sono stati talmente ridotti di dimensioni da risultare appena comprensibili (ma pur sempre comprensibili). Alla mirabolante velocità di 4 frame al secondo sembra più uno slideshow che un film, ma si tratta in ogni caso di un risultato affascinante e ammirevole.
Pensavo fosse finita lì ma poi è arrivata la domanda “stai pensando quello che sto pensando io?“.
Ho scoperto, solo alcune settimane fa, che nel 1967, in occasione dell’uscita della prima edizione italiana del (primo volume del) Signore degli Anelli, la casa editrice Astrolabio ha stampato dei piccoli volantini pubblicitari per illustrare l’opera. Questi sono stati distribuiti un po’ dappertutto, tanto che alcune librerie lo allegavano al libro stesso.
Naturalmente, siccome sono curioso come una suocera, mi è subito salita la scimmia di conoscere il contenuto di tale depliant, che oggi è apparentemente più raro del libro stesso. Non c’è stato verso di rimediare immagini a risoluzione sufficiente per riprodurne un facsimile, così ho deciso di ricostruirlo incrociando le varie fonti grafiche che il mio amico Google è riuscito a trovare; ho inoltre tempestato di domande alcuni fortunati collezionisti che ne erano in possesso per ottenere riscontro sui dettagli più piccoli e (per molti, ma non per me) più insignificanti.
Chi frequenta con maggiore o minore assiduità la Terra di Mezzo sa che esistono due volumi straordinari, spesso definiti companion perché accompagnano e completano la lettura dell’opera magna di J.R.R. Tolkien (ma anche gli altri suoi racconti). Il primo è L’Atlante della Terra di Mezzo di Karen Wynn Fonstad; il secondo, I Viaggi di Frodo di Barbara Strachey, sarà il protagonista del presente articolo.
Qual è la differenza tra i due?
L’Atlante della Terra di Mezzo (o degli Hobbit, nel caso della mia personale reinterpretazione) rappresenta l’approfondimento più solido e strutturato. È un’opera impegnativa, che richiede una consultazione lenta e ponderata: non si limita a tracciare i confini geografici, ma seziona il mondo di Tolkien attraverso piante architettoniche, sezioni di edifici e analisi geologiche. È lo strumento ideale per chi desidera immergersi totalmente nella complessità fisica di Arda, comprendendo non solo dove si svolgono i fatti, ma come sono costruiti i luoghi che li ospitano.
Di carattere opposto è i Viaggi di Frodo, una guida preziosa e decisamente più dinamica. Qui il focus è interamente rivolto ai percorsi: le sue tavole, agili e di immediata lettura, fungono da diario di bordo quotidiano della Compagnia. È un compagno di viaggio discreto che permette di verificare in pochi istanti la posizione dei protagonisti e il tempo trascorso, rendendolo perfetto per una consultazione rapida che non interrompa il ritmo incalzante della narrazione.
Inizialmente sarebbe dovuta essere una mappa, nello specifico una versione più grande delle tre mappe in formato A2 che ho realizzato alcune settimane fa. L’intenzione era di crearne una gigantesca in formato A01Che è quattro volte le dimensioni di un A2 e otto volte quelle di un A4; in pratica l’equivalente di un tavolo da cucina., che includesse sia la nomenclatura classica (Alliata/Principe) che quella nuova (Fatica).
Come avrai notato seguendo il mio blog, nel corso degli anni ho scritto numerosi articoli per ogni singola mappa che ho disegnato. Tutte le volte che apportavo modifiche importanti preferivo raccontarle in un nuovo post, anziché aggiornare il precedente. Così, col tempo, le mappe si sono evolute, arricchite di dettagli e di stile, mentre i vecchi contenuti sono rimasti sparsi e un po’ dimenticati, spesso forieri di confusione.
Nelle prossime settimane cercherò di raccogliere questi piccoli orfanelli e combinarli in un’unica versione completa e aggiornata, che possa finalmente sostituire tutto il materiale precedente. In questo modo resterà soltanto un unico articolo, chiaro e definitivo.
Mancava un’ultima mappa per completare il trittico della topografia della Terra di Mezzo, e dunque eccola qui. Anzi, siccome questa volta ho voluto fare lo sborone, ne sono arrivate addirittura trentasei (sì, 36!) in un colpo solo!
Ma andiamo con ordine (e con un necessario, piccolo riassunto).
Quando nel lontano 1954 è stato pubblicato in Inghilterra il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien ha voluto corredarlo di tre mappe, disegnate dal figlio Christopher, con l’intenzione di aiutare il lettore a orientarsi meglio all’interno delle vicende narrate.
Dal 1° giugno al 28 ottobre del 2018 si è svolta a Oxford quella che molto probabilmente è stata la più grande mostra dedicata a J.R.R. Tolkien e alle sue opere.
Ho sempre amato lo Hobbit e il Signore degli Anelli sopra ogni altra cosa ma non ho mai sentito la necessità di ampliare le mie conoscenze riguardo il loro prolifico autore. Certo, ho letto il Silmarillion (lo sto, tra l’altro, rileggendo in questi giorni) e tutti gli altri suoi racconti, ma non mi sono mai addentrato all’interno del suo mondo, e delle ragioni che l’hanno spinto a crearlo in maniera così credibile.
Fino a quest’anno quando, divertendomi a disegnare qualche mappa, mi è improvvisamente scoppiata la voglia di saperne il più possibile. Tagliando corto, la mia scarna libreria si è ampliata a dismisura con volumi interessantissimi, incentrati sulla biografia, i linguaggi, la Terra di Mezzo e le sue creature.
Uno di questi è Tolkien: Maker of Middle-Earth, un meraviglioso table book (ovvero un tomo di dimensioni così considerevoli che va letto appoggiato a un tavolo o una scrivania) stampato apposta per la mostra di cui sopra, e che racchiude tutto il materiale che è stato mostrato a Oxford. L’esibizione me la sono persa perché non ne avevo proprio sentito parlare ma adesso, invece di mangiarmi le mani, posso felicemente sfogliare questo immenso volume e far finta di essere là. Non è la stessa cosa, naturalmente, ma è documentato così bene da non farmi rimpiangere la lunga coda per accedere alla Weston Library in una piovosa giornata inglese.
Esiste una versione più recente di questa mappa, puoi trovarla qui, ma ho deciso di tenere anche l’articolo sulla vecchia, perché contiene informazioni più dettagliate su come è nato il progetto. È quindi consigliabile leggere prima il presente articolo e poi passare all’altro.1Maggiori informazioni sugli articoli antiquati.
Quando stavo cominciando a pensare di aver terminato la riproduzione di tutte le mappe della Terra di Mezzo che mi interessavano, come un fulmine a ciel sereno ne è comparsa una dallo stile molto cartoonesco (o, oserei dire, hobbitesco), di cui non ero a conoscenza.
Si tratta di un disegno, a opera del bravissimo Francesco Bisaro, che appare solamente nella versione italiana DeLuxe del Signore degli Anelli, quella illustrata da Alan Lee, e al momento introvabile come il Gronchi rosa (infatti non ce l’ho ora sì):
A mia disposizione avevo soltanto questa foto a bassa risoluzione presa da un’asta Ebay (è così che l’ho scoperta) ma, grazie alla cortesia di alcuni amici del gruppo Collezionisti Tolkieniani Italiani di Facebook (in particolare Giovanna Licata e Matteo Callegari), sono riuscito a ottenere alcune foto più dettagliate; e da quelle ho cominciato il lavoro.
*** CALCOLI *** Totale libri: 96. Totale libri illeggibili: 7. Totale libri leggibili: 96 – 7 = 89 (i libri multipli del SdA contano come uno (x ora anche HomE)) Totale libri letti: 54 Calcolo libri da leggere: totale leggibile – letti = 89-54 = 35 Calcolo percentuale progresso: letti*100/totale leggibile = 54*100/89 = 60,67 %.
Introduzione
Non mi sono mai ritenuto un collezionista, sono sempre stato immune da serie complete, collane di libri a puntate, album di figurine e in generale, come lo definisce qualcuno, dal completismo.
Ho decine di robottoni anni ‘80-‘90-‘00 assortiti a caso, i set Lego più disparati uno vicino all’altro senza alcuno schema logico e una serie di scaffali con libri che sembrano estratti da un bambino bendato durante una pesca di beneficenza.
Tutto quello che ho è perché mi piaceva e lo volevo. Per questo la mia “collezione” di libri e gadget è quanto più eterogenea ci possa essere e ho oggetti comunissimi ai quali dò un valore sentimentale più alto di altri che vengono ritenuti ben più rari e preziosi. Non mi interessa il costo di un oggetto, perché, se mi piace, non lo venderò mai.
Ma non voglio tirarla lunga come mio solito, lo scopo di questo post è semplicemente elencare tutto quello che possiedo sulla Terra di Mezzo, quello che è in arrivo e quello che sto cercando e mi auguro di riuscire a trovare in futuro.
Ho sei scaffali della mia libreria con libri di (e su) Tolkien: i primi due sono interamente dedicati alla mia passione, lo Hobbit; il terzo e il quarto contengono le varie edizioni del Signore degli Anelli; Il quinto, nella parte sinistra, l’arte della Terra di mezzo e a destra i racconti. Nel sesto scaffale ci sono libri sulla cartografia di Arda e tutto ciò che concerne lo studio delle opere di J.R.R.
Legenda dei simbolini:
Libro letto.
Libro non leggibile (scritto in una lingua che non conosco).
*** HOBBIT 1 ***
Lo Hobbit (29)
Aggiunto: 26 apr 2020
Letto: 7 mag 2020
The Hobbit 3D
J.R.R. Tolkien / John Howe — Prima edizione
Un piccolo libro pop-up che riproduce le scene più caratteristiche del Lo Hobbit, illustrate da John Howe. Non è dotato del sorprendente dinamismo tipico dei libri di Matthew Reinhart, ma è stato il primo pop-up dedicato a Tolkien. Pertanto mi fa molto piacere possederlo. Nonostante in generale abbia una qualità pari al nuovo, c’erano un paio di punti in cui presentava degli strappetti (prontamente riparati). Sfortunatamente c’è molta tensione in alcuni meccanismi del libro e alla lunga alcuni elementi sono destinati a soccombere. Del resto ha più di vent’anni ed è stato un regalo, pertanto non ho nulla da recriminare. :)
La storia di questo libro è curiosa. Una giovane disegnatrice inglese ha avuto la brillante idea di illustrare Lo Hobbit e ha spedito alcuni disegni ad HarperCollins (la casa editrice che detiene i diritti delle opere di Tolkien).
Il progetto è piaciuto così tanto che è stato immediatamente pubblicato in numerose edizioni: questa è la versione Deluxe cinese, che sono riuscito a reperire mentre mi trovavo in Asia.
La trasposizione a fumetti de Lo Hobbit. Contrariamente a lavori simili David Wenzel ha mantenuto una narrazione completa, senza tagliare nulla.
Un libriccino fantastico, comprato per caso e che rileggo sempre molto volentieri.
Aggiunto: 9 gen 2005
Letto: 17 gen 2019
The Annotated Hobbit
J.R.R. Tolkien / Douglas A. Anderson — Terza edizione
Un libro meraviglioso, pieno di note che, accompagnando la lettura del racconto, forniscono una marea di informazioni sulle diverse versioni del testo, eventi che hanno ispirato l’autore, disegni e illustrazioni internazionali e altre interessanti curiosità.
Si è trattato di un ripiego quando mi sono rotto le palle di inseguire l’introvabile edizione italiana (che all’epoca non era affatto introvabile ma veniva venduta al triplo del prezzo di copertina e la cosa mi infastidiva). Pagato una ventina di euro si è dimostrato qualitativamente superiore ed esente dai numerosi errori contenuti nella controparte di Bompiani. Una delle migliori spese mai fatte.
Aggiunto: 29 mag 2022
Letto: 8 mag 2024
The Hobbit
Illustrato da Michael Hague
J.R.R. Tolkien / Michael Hague — Prima edizione
Non so nulla di questo libro e non conosco Michael Hague.
Ma, cercando un po’ online, e chiedendo informazioni ad amici collezionisti, sembrerebbe un’opera ricca di magnifiche illustrazioni a pagina intera. L’ho trovato per davvero pochi euro, per cui non me lo sono lasciato scappare.
Aggiunto: 29 mag 2022
The Annotated Hobbit
J.R.R. Tolkien / Douglas A. Anderson — Prima edizione
L’edizione cinese de Lo Hobbit Annotato da Douglas A. Anderson.
Una copia trovata per caso (l’ha trovata Mian, a dirla tutta) ma di una straordinaria bellezza, nonostante sia interamente in lingua cinese.
Una splendida edizione DeLuxe con cofanetto realizzata da Houghton Mifflin Harcourt nel 1973.
È dotata di una copertina con trama verde in rilievo e decorazioni dorate. All’interno il testo è di colore nero con titoli e altri dettagli in verde, così come le mappe e le immagini.
Aggiunto: 23 ott 2020
The Hobbit
Edizione del 50° anniversario
J.R.R. Tolkien — Prima edizione
Un’edizione DeLuxe con cofanetto realizzata da Houghton Mifflin Harcourt in occasione dei 50 anni dalla pubblicazione de Lo Hobbit nel 1987 (anche se la mia è una seconda stampa del 1991).
È simpaticamente complementare alla precedente: questa volta la copertina ha la trama dorata in rilievo e decorazioni verdi. All’interno il testo è di colore nero con titoli e altri dettagli in giallo, così come le mappe e le immagini.
Aggiunto: 29 dic 2014
LETTO: ~2014
Lo Hobbit
Illustrato da Jemima Catlin
J.R.R. Tolkien / Jemima Catlin — Prima edizione
Ho acquistato questo libro in un periodo in cui non seguivo molto Tolkien, ma ero rimasto ipnotizzato dai meravigliosi (e numerosissimi, almeno uno per pagina!) disegni che accompagnano il testo.
L’ho pagato tra l’altro una stupidata, intorno agli 11 euro. Oggi comincia a essere difficile da trovare e il prezzo si è alzato di conseguenza, ma ritengo sia una delle più belle edizioni illustrate mai stampate.
Aggiunto: 2 nov 2021
The Hobbit
Edizione inglese deluxe
J.R.R. Tolkien — Prima edizione
Una meravigliosa edizione deluxe pubblicata da Harper Collins nel 2004.
Denominata “l’edizione definitiva” è stampata con materiale pregiato, ha la mappa di Thrór ripiegabile e numerosi disegni di J.R.R. Tolkien. Diciamo che è la versione moderna delle due precedenti edizioni verde e oro.
Aggiunto: 26 apr 2022
Letto: 23 Set 2023
The Hobbit
Edizione Folio Society
J.R.R. Tolkien — Prima edizione
I libri realizzati dalla Folio Society sono tra i più belli in assoluto.
Sono noti sia per l’alta qualità dei materiali che per la maniacale cura con cui vengono realizzati. Si avvalgono principalmente di illustratori alternativi rispetto ai classici HarperCollins (Alan Lee, Ted Nashmit, ecc.) e sono caratterizzati da copertine scintillanti e variopinte. La contropartita è un prezzo piuttosto elevato, ragion per cui ho sempre cercato di girar loro alla larga; ma con Lo Hobbit non ce l’ho proprio fatta.
Aggiunto: 4 lug 2020
The Hobbit
Cofanetto del 60° anniversario illustrato da Alan Lee
J.R.R. Tolkien / Alan Lee — Prima edizione
Pubblicato pochi mesi fa (Maggio 2020) rappresenta l’equivalente della versione DeLuxe illustrata da Alan Lee, ma separata in tre libri, per una più agevole lettura.
Completa il tutto anche un’edizione de Lo Hobbit di identico formato, il tutto contenuto all’interno di uno splendido contenitore illustrato su tre lati (sul destro, come si può vedere, c’è proprio la classica copertina utilizzata in molti volumi unici).
Molto bella la scelta di testo bicolore all’interno dei volumi, a inizio capitolo: rosso per il Signore degli Anelli e verde per lo Hobbit.
Aggiunto: 24 gen 2020
Letto: 25 Feb 2020
Lo Hobbit
Prima edizione italiana
J.R.R. Tolkien — Prima edizione
È il mio piccolo tesssoro, la prima edizione italiana de Lo Hobbit (1973) ed è il pezzo più pregiato della mia modesta raccolta.
Possiedo anche una sesta edizione del 1979 in condizioni immacolate. L’ho acquistata perché l’ho trovata a un prezzo ridicolo e perché penso sia una delle edizioni più belle dl lo Hobbit. Inoltre, fino al 1982 le mappe interne sono stampate su fogli ripiegabili e sono di una bellezza straordinaria.
Aggiunto: 12 mag 2020
Хоббіт
Edizione ucraina
J.R.R. Tolkien — Prima edizione
Un’edizione ucraina de Lo Hobbit. Non c’è un motivo particolare per cui mi sento così attratto dai libri sovietici, sarà per la marzialità del loro aspetto, o magari per la similarità tra il cirillico e le rune naniche.
Dubito che imparerò mai l’ucraino ma… hai visto mai?
Aggiunto: 20 mar 2020
Хоббит
Edizione russa
J.R.R. Tolkien — Prima edizione
No, voglio dire, un libro de Lo Hobbit con Gimli e Merry in copertina?
Lo voglio!
Assolutamente!
Aggiunto: 14 mag 2020
Hobbitus Ille
J.R.R. Tolkien / Mark Walker — Settima edizione
Esiste una versione de Lo Hobbit tradotta in latino. Purtroppo non nello stile romano ma molto alla lettera, a partire dal testo inglese. Non che mi aspetti, non solo di cogliere questa velata differenza, ma anche solo di riuscire a capirci qualcosa visto le mie lacunose nozioni del liceo.
Ma un tentativo lo devo fare sicuramente. Dai, cavolo… lo Hobbit in latino! :)
Aggiunto: 27 lug 2020
Lo Hobbit
Edizione “Ronald Tolkien”
J.R.R. Tolkien — Prima edizione
Una particolarissima prima edizione scolastica del 1986, che presenta numerose note all’interno del testo per facilitare la lettura ai bambini e un’appendice finale con domande relative alle vicende dei vari capitoli. Note non del tutto corrette però: gli Elfi, ad esempio, sono definiti come “genietti dell’aria, propri della mitologia germanica, che vivevano per lo più nella foresta”.1A dirla tutta, comunque, prima di Tolkien, che ha ridefinito molte razze della mitologia fantasy, gli Elfi erano davvero una sorta di fatine del bosco; però, ci si aspetta che, chi ha redatto le note di questo libro, lo abbia almeno letto!
Ma la caratteristica più curiosa è rappresentata dal nome dell’autore: Ronald Tolkien. Una sbadataggine poi corretta nelle successive ristampe, ma che rende questa edizione praticamente unica.
Aggiunto: 14 ott 2024
Letto: 24 Dic 2024
Lo Hobbit
Edizione gli Adelphi
J.R.R. Tolkien — Dodicesima edizione
Si tratta della versione economica dello Hobbit di Adelphi (quella azzurra, in vendita ancora oggi, è considerata Deluxe). Non ha nulla di particolare, e in effetti anche la stampa è un po’ mediocre, ma l’ho trovata a 4 euro (spedizione compresa) e l’ho presa. :)
Aggiunto: 2012
Letto: ~2012
Lo Hobbit
Illustrato da Alan Lee
J.R.R. Tolkien / Alan Lee — Prima edizione
Questo Hobbit l’ho adottato. Una decina di anni fa il Conad vicino casa ha avuto un problema al tetto, è piovuto dentro, si è allagato e ha dovuto buttare un sacco di roba. Questo libro ha resistito strenuamente sul proprio scaffale, nonostante avesse bevuto così tanta acqua da essere diventato un pesce palla, coi fogli ondulati in ogni direzione. Ovviamente a nessuno interessava acquistarlo, perché faceva davvero pena.
Io l’ho comprato proprio per quel motivo. :)
Col tempo, stando nella libreria sotto la pressione di altri volumi, ha riacquistato una forma più che accettabile.
Aggiunto: 15 mag 1986
Letto: 15 Mag 1986
Lo Hobbit
Edizione Tascabili Bompiani
J.R.R. Tolkien — Settima edizione
A livello qualitativo questo libro è abbastanza scadente. Ma è il mio primo libro, quello che mi ha fatto nascere l’amore per il fantasy e per Tolkien, per cui sentimentalmente è in cima alla piramide.
Ho una seconda copia identica del 1988, perché la mia stava cominciando a rovinarsi e ne volevo una da battaglia.
Aggiunto: 7 feb 2020
The Hobbit
Prima edizione UK facsimile
J.R.R. Tolkien — Prima edizione
Si tratta del cofanetto lenticolare rilasciato nel 2018 in occasione degli 80 anni dalla pubblicazione dello Hobbit e contiene una copia esatta della prima edizione inglese del 1937 (errori ortografici compresi).
La particolarità riguarda il capitolo in cui Bilbo trova l’Anello, che è narrato in modo differente rispetto alle edizioni attuali (che sono state modificate da Tolkien per rendere gli eventi coerenti col Signore degli Anelli).
Ironicamente anche questa è una prima edizione, anche se un pelino meno pregiata, ma contiene materiale molto interessante, tra cui una mappa con rune che appaiono in controluce, un CD con registrazioni della voce di Tolkien e un piccolo libretto con la storia sulla nascita dello Hobbit.
Una splendida edizione nipponica dello Hobbit, che riprende la meravigliosa copertina di J.R.R.
Nonostante le due mappe nei risguardi siano in inglese sono comunque presenti, all’interno del libro, quelle in giapponese. La formattazione delle immagini è curiosa perché spesso sembrano non accontentarsi di una singola pagina ma sforano parzialmente in quella adiacente.
Aggiunto: 26 gen 2021
Letto: 26 gen 2021
Lo Hobbit
Prima edizione italiana distopica
J.R.R. Tolkien — Prima edizione
Questo è un libro che non esiste.
Mi sono divertito a ipotizzare come sarebbe stata una pubblicazione della prima edizione UK completamente in italiano. Già che c’ero ho analizzato tutti i cambiamenti e le revisioni che il testo ha subito nel corso degli anni e le ho riportate all’interno di note.
Non sono impazzito. Non comincerò a creare centrotavola, sottobicchieri, magliette o tazze con le mappe, ho solo fatto di necessità virtù: ho realizzato sei segnalibri. :)
È semplicemente accaduto che, in questo periodo di tensione generale e reclusione forzata ai domiciliari2A causa della diffusione del virus, lo specifico perché magari, fra tre anni, non ce ne ricorderemo più (speriamo!)., mi sono ritrovato a leggere ben sei libri contemporaneamente e sono rimasto a corto di cartoncini segnapagina.
Così, invece di utilizzare post-it, fogliacci, scatole della pizza o la coda del gatto, ho deciso di ridurre e modificare alcune delle mie mappe e stamparle su cartoncino ondulato, in modo che potessero rendersi utili in altri modi che non fossero il semplice orientarsi all’interno della Terra di Mezzo.
Come avrai notato seguendo il mio blog, nel corso degli anni ho scritto numerosi articoli per ogni singola mappa che ho disegnato. Tutte le volte che apportavo modifiche importanti preferivo raccontarle in un nuovo post, anziché aggiornare il precedente. Così, col tempo, le mappe si sono evolute, arricchite di dettagli e di stile, mentre i vecchi contenuti sono rimasti sparsi e un po’ dimenticati, spesso forieri di confusione.
Nelle prossime settimane cercherò di raccogliere questi piccoli orfanelli e combinarli in un’unica versione completa e aggiornata, che possa finalmente sostituire tutto il materiale precedente. In questo modo resterà soltanto un unico articolo, chiaro e definitivo.
Al momento della pubblicazione dell’edizione inglese del Signore degli Anelli, Tolkien aveva previsto tre mappe da includere all’interno dei libri:
Gli editori italiani, tuttavia, hanno sempre preferito includere solo l’ultima, non so se per pigrizia (molti luoghi dovevano essere necessariamente tradotti) o per risparmiare qualche lira/euro/moneta nanica.
La mia nuova missione, quindi, ha vertuto (come suona male, sembro Fatica) sul farmi da solo tutto ciò che mancava, per cui eccomi qui a parlare della seconda mappa del libro inglese, ovvero il dettaglio delle regioni di Rohan, Gondor e Mordor, nelle quali avviene buona parte delle vicende narrate nella seconda parte del libro.
Come avrai notato seguendo il mio blog, nel corso degli anni ho scritto numerosi articoli per ogni singola mappa che ho disegnato. Tutte le volte che apportavo modifiche importanti preferivo raccontarle in un nuovo post, anziché aggiornare il precedente. Così, col tempo, le mappe si sono evolute, arricchite di dettagli e di stile, mentre i vecchi contenuti sono rimasti sparsi e un po’ dimenticati, spesso forieri di confusione.
Nelle prossime settimane cercherò di raccogliere questi piccoli orfanelli e combinarli in un’unica versione completa e aggiornata, che possa finalmente sostituire tutto il materiale precedente. In questo modo resterà soltanto un unico articolo, chiaro e definitivo.
J.R.R. ha scritto il Signore degli Anelli prevedendo l’inclusione di numerose mappe (addirittura cinque nelle intenzioni iniziali), per consentire ai lettori di seguire agevolmente gli spostamenti dei numerosi personaggi.
Alla pubblicazione del libro, il 29 luglio del 1954, queste si sono ridotte a tre, e hanno sempre fatto parte di tutte le edizioni inglesi e americane (e, probabilmente, anche in altre lingue):
Indovina un po’ come è andata qui da noi? Per contenere i costi ce ne siamo beccati soltanto una, l’ultima delle tre; bellissima e onnicomprensiva, però troppo poco dettagliata sulle corte distanze. E infatti, ogni volta che rileggevo il libro, mi perdevo buona parte delle meraviglie della prima parte del viaggio.
Ho cercato in lungo e in largo il testo della prima edizione italiana del Signore degli Anelli, pubblicata orfana del secondo e terzo volume dalla casa editrice Astrolabio-Ubaldini nel 1967.
È un libro rarissimo, stampato (si dice) in sole 4-500 copie, tutte ormai in mano a fortunati collezionisti e con un valore commerciale che supera abbondantemente svariate migliaia di euro. Mi sarei semplicemente accontentato di poterlo leggere, in quanto contiene la localizzazione primordiale di Vittoria Alliata di Villafranca, senza le numerosissime correzioni apportate tre anni dopo da Quirino Principe, e che costituiscono la versione classica del Signore degli Anelli che tutti conosciamo.
Con mia immensa gioia, e grazie all’apprezzatissimo lavoro degli Hobbit di biblioteca, due ragazzi appassionati di Tolkien che lo posseggono e mi hanno fornito le foto delle prime pagine del libro, posso finalmente (dopo alcune tediosissime nottate passate a trascriverle) mettere a disposizione di tutti il primo capitolo. Perché sono convinto che beni rari e preziosi come questo debbano essere di pubblico dominio.
Ho trovato questo articolo (presumibilmente del 2003) mentre cercavo di approfondire la travagliata vicenda della traduzione italiana del Signore degli Anelli, e l’ho trovato molto interessante. Quirino Principe ha avuto un ruolo rilevante nel plasmare il romanzo di Tolkien nella forma in cui lo conosciamo oggi.
Ho deciso di pubblicare il testo integralmente, racchiudendo i paragrafi che ritengo poco inerenti all’argomento dentro cassettini espandibili.
Note sulla vicenda editoriale di Tolkien in Italia
L’avvento di Tolkien in Italia è una storia da narrarsi in breve, tutt’altro che complicata per ciò che riguarda i fatti puri e semplici. È molto intricata, e richiederebbe un discorso lungo e analitico, se la poniamo in relazione con le controversie ideologiche degli anni Settanta e Ottanta, e con gli indecorosi tentativi di strumentalizzazione che sono stati messi in atto di recente da varie parti. Per fortuna mia e dei lettori, ho il compito di parlare soltanto del primo aspetto, anche se non giuro di non sfiorare mai il secondo.
Il caso, che mi è stato benevolo, ha voluto che la vicenda editoriale di John Ronald Reuel Tolkien in Italia sia in gran parte legata al mio lavoro. Era, credo, il 1964 quando mi fu noto per la prima volta il nome dello scrittore anglo-sudafricano, e non per The Lord of the Rings bensì grazie a una citazione che fuggevolmente, in un libro sulle poetiche della fiaba, chiamava in causa Tree and Leaf. Dell’opera maggiore udii parlare Elémire Zolla nel 1968. Ne fui molto incuriosito, e decisi che avrei letto The Lord of the Rings non appena fosse possibile. Nessun presentimento, allora, di ciò che avrebbe riempito la mia esistenza per anni.
Tredici Nani hanno preso parte alla grande avventura di Bilbo Baggins, alla ricerca del tesoro del drago Smaug e alla riconquista dell’antico regno di Erebor. Molti ne sono emersi vincitori, qualcuno non ce l’ha fatta ed è perito durante l’impresa.
Bilbo Baggins
Quale è stato, dunque, il destino di questi valorosi personaggi? Al termine della Battaglia dei Cinque Eserciti i sopravvissuti si sono insediati a Erebor, per aiutare il nuovo Re sotto la Montagna, Daín II Piediferro, a ripristinarne l’antico splendore. In seguito, nel 2989, alcuni Nani si sono recati a Moria con l’intenzione di rivendicarne nuovamente possesso, dopo che era caduta nelle mani degli orchi.
Come è andata a finire? Vediamolo insieme, nell’ordine in cui i tredici personaggi si sono presentati alla porta di casa Baggins.
Da notare che le immagini sono ispirate ai Nani del (pessimo) film di Peter Jackson e pertanto si differenziano considerevolmente dalle descrizioni di Tolkien (ma trovo che molti di loro, a parte Thorin, Kíli e Ori, siano parecchio azzeccati).
Una curiosità: nello Hobbit nessun Nano ha nomi accentati, nel Signore degli Anelli inglese alcuni sì. Glóin, sempre nel SdA italiano, è l’unico ad avere l’accento anche nella traduzione Alliata/Principe.1Tuttavia, nella più recente traduzione di Ottavio Fatica, tutti i nomi sono finalmente riportati in maniera corretta.