Ci sono due libri che rileggo regolarmente ogni anno. Il primo è lo Hobbit, per il quale nutro un amore incondizionato, il secondo è the Martian, conosciuto anche come Sopravvissuto.
È un romanzo fanta-scientifico (nel senso che c’è molto spazio, ma ancora di più scienza, chimica e fisica) di Andy Weir del 2011, dal quale quattro anni dopo è stato tratto un discreto film diretto da Ridley Scott (Alien, Blade Runner).
A causa di una mia probabile distrazione (o di un “amico” che aveva promesso di tenerla per sé e ha in seguito cambiato idea) nel corso degli anni una copia di test del libro1Senza sovraccoperta né mappa interna. è finita in vendita sulle varie piattaforme eBay, Vinted ecc… Viene spacciata come preziosissima e unica al mondo, e proposta a un migliaio di euro, ma non vale assolutamente niente. Non acquistarla, anzi, fammi la cortesia di segnalare l’inserzione perché, in quanto copia realizzata a uso strettamente personale, non può assolutamente essere venduta.
Doverosa premessa
Qui in Italia Tolkien ha sempre diviso. Nei primi anni dalla pubblicazione delle sue opere, lo scontro era principalmente politico; chi diceva che era un romanzo di destra, chi diceva che non lo era, e giù a darsi bastonate. Poi, col tempo, gli animi si sono placati e abbiamo avuto un periodo relativamente tranquillo nel quale ci si limitava a leggere e ad apprezzare i suoi capolavori. Da un paio di anni a questa parte è però sorto un nuovo contrasto, che riguarda la vecchia e la nuova traduzione, e le modalità che hanno portato a uno scontro prima verbale e poi legale tra le parti in causa. Personalmente ho sempre evitato tutte queste polemiche, che ritengo inutili e sterili: Mi piace Tolkien, leggo Tolkien. Punto.
La mia collaborazione con l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani si è limitata a un piccolo scherzo, che trovavo simpatico e intrigante, così come tutto il progetto che c’è dietro.
Ho naturalmente le mie opinioni per quanto riguarda le due traduzioni, che sono solo mie e al di sopra di tutto il rumore che leggo online.
Queste riproduzioni sono da considerarsi un omaggio alla prima traduzione del Signore degli Anelli, che è il libro con cui sono cresciuto. Nel malaugurato caso (mi auguro solo frutto di mie preoccupazioni infondate) qualcuno possa ritenersi offeso, si sappia non era assolutamente mia intenzione. Per me è una semplice e sincera manifestazione d’amore per una traduzione che adoro.
Poco più di un anno fa, all’incirca ai primi di marzo 2020, ho intrapreso un progetto titanico e segretissimo. Oggi i tempi sono maturi per poterne parlare (o per finire dietro le sbarre, vediamo…).
Ho perso il conto di quante volte abbia finora nominato la “prima edizione” italiana del Signore degli Anelli in questo blog, per cui non andrò per le lunghe: Nel 1967 la casa editrice Astrolabio ha portato il romanzo in Italia e ne ha messo in commercio la prima parte, con l’intenzione di completare l’opera pubblicando le due rimanenti entro l’anno successivo. Lo scarso successo di vendite ha decretato la fine del progetto. In seguito tutti i diritti della traduzione sono stati donati a Rusconi e sappiamo tutti come è andata a finire.
Nei tre anni in cui è uscita al cinema la trilogia sullo Hobbit di Peter Jackson (della quale ho parlato ampiamente qui e qui), ho completamente ignorato qualsivoglia informazione a riguardo (franchise compreso).
Non l’ho fatto naturalmente per timore di spoiler — d’altra parte lo Hobbit lo rileggo almeno una volta all’anno — ma perché mi piace lasciarmi travolgere dalle emozioni tutte insieme. Tanto per dire, i primi due film li ho guardati solo la sera prima dell’uscita nelle sale del terzo capitolo.
In questo modo mi sono perso tante chicche interessanti, che ho dovuto andare a recuperare svariati anni dopo (non avevo preso molto bene l’opera di Jackson, quindi l’avevo disconosciuto per qualche tempo).
Questo articolo contiene una serie di sovraccoperte che ho creato e fatto stampare presso la mia tipografia di fiducia nel corso degli anni. Qualcuna ha un articolo dedicato, qualcuna no; perché probabilmente non c’era molto da dire in merito.
Sì ok, la prima apparizione del Signore degli Anelli si è rivelata ai lettori del nostro paese con le sembianze dell’Astrolabio; ma, dal momento che conteneva soltanto i primi due libri1Chiariamo questo punto perché può risultare un po’ ambiguo: le vicende narrate nel Signore degli Anelli sono suddivise in sei parti (libri). Nelle edizioni in tre volumi, ognuna ne contiene due. non è mai stata considerata completa. Quindi l’edizione Rusconi del 1970 può a buon diritto definirsi la “prima vera edizione italiana”.
Ho sempre adorato questo grosso tomo, la cui particolarità è il dualismo nella colorazione: il lato frontale è bianco, quello posteriore nero, quasi a rappresentare l’epico scontro tra le forze del bene e quelle del male che si svolge all’interno della storia. Il prezzo di vendita online è un po’ altino, per cui mi sono creato una “copia per poveri” fino a quando non ho avuto un piccolo colpo di fortuna.
L’immagine fa un po’ schifo ma non sono riuscito a trovarne una migliore. È un volume molto timido, che si fa vedere poco in giro e, quelle poche volte, non viene mai fotografato come meriterebbe.
Al momento i prezzi delle opere di Tolkien stanno subendo una bolla speculatoria senza precedenti. A seguito della causa legale che ha portato Bompiani a sostituire la traduzione di Vittoria Alliata con quella di Ottavio Fatica (qui puoi leggere qualche informazione in più) il costo di tutti i suoi libri, a torto o a ragione, è schizzato alle stelle.
Per questo motivo ho deciso di tirare i remi in barca e lasciar passare la tempesta, in attesa di tempi migliori per recuperare i libri nella mia wishlist.
Non mi è però passata la voglia di sperimentare. Ho pertanto deciso di riprodurre questa iconica copertina, ad opera del grande Piero Crida, e applicarla a una differente edizione un po’ meno pregiata che ho nella mia libreria.
A differenza della travagliata storia delle mappe del Signore degli Anelli (solo quest’anno Bompiani è riuscita a includerle tutte e tre nel suo nuovo volume unico, benché molto, molto, molto brutte), lo Hobbit le ha sempre avute tutte, già tradotte sin dalla prima edizione.
Siccome ne avevo bisogno per un progetto di cui vi parlerò tra circa un mesetto, perché per il momento è super top secret (ora posso svelarlo, è questo), e mi servivano originali, ho cominciato a scartabellare tutte le mie edizioni italiane per trovare quelle stampate meglio.
E, indovina un po’? Le migliori in assoluto sono quelle allegate alla prima edizione italiana pubblicata da Adelphi nel 1973! Sì, lo so, è ridicolo: dover prendere un libro di mezzo secolo fa perché Bompiani non si è mai sbattuta per inserire mappe qualitativamente decenti nelle proprie edizioni.
Quest’anno così travagliato è ormai giunto agli sgoccioli. È tempo di alberi, presepi, auguri e regali; come tradizione, quindi, mi sono messo all’opera per realizzare qualche pensierino per amici e parenti.1Tranne quelli serpenti, che i regali non li vedranno nemmeno in foto. O forse sì, se leggeranno questo articolo. :)
Il bigliettino che accompagna le strenne è per me ancora più importante dei doni stessi, perché è qualcosa di personale: è una dichiarazione scritta dei sentimenti che proviamo, e deve giungere a segno toccando le corde del cuore. Per questo motivo preferisco crearlo a mano ogni Natale. Questa operazione mi porta via alcuni giorni ma, siccome i regali li acquisto nel corso dell’anno (quando trovo qualcosa che è perfetto per qualcuno), è l’unica incombenza che mi rimane prima di stappare lo spumante e tagliare il panettone.
Adoro i libri pop-up; quelli che, quando li apri, ti spunta un vero castello davanti agli occhi. O un drago, o un paesaggio montano, oppure una battaglia. Ecco, in questo 2020 volevo qualcosa di treddì.
Mi sono messo quindi a sperimentare, come sempre con righello, taglierino e un sacco di carta…
La Supermappa è nata così: qualche settimana fa mi è passata per la testa l’idea di creare una mappa gigantesca della Terra di Mezzo1E intendevo grande davvero: 120 x 80 centimetri, il doppio delle mie mappe più grandi… in pratica l’equivalente di un tavolo da cucina. che potesse includere sia la nomenclatura classica Alliata/Principe che quella nuova di Fatica, in cui inserire un numero spropositato di dettagli (possibilmente tutte le informazioni contenute nelle mappe della Contea e di Rohan-Gondor-Mordor):
Da sempre mi piace ideare e costruire mathom.1Mathom è un termine hobbit che significa “oggetto che non ha una particolare utilità ma che non si vuole buttare via“. :) Dalle mappe ai contratti, dai segnalibri ai veri e propri libri, dagli esperimenti col legno al completo (ri)montaggio di interi film.
Se ti piace quello che scrivo, o (se non ti piace ma) sei affascinato dalle mappe e dagli altri curiosi oggetti cartacei che realizzo, puoi sostenere questo piccolo blog con una piccola donazione, oppure acquistando qualcuno dei miei lavori. :)
Contattami
Le domande più frequenti:Posso vendere tutte le mappe?
Come avrai sicuramente letto sul blog, disegno mappe per divertimento. Non è per me un lavoro ma un semplice hobby. Quando mi è possibile condivido volentieri i miei scarabocchi perché so che, come me, ci sono tantissimi lettori non soddisfatti delle stampe incluse all’interno di alcuni libri. Sfortunatamente non tutto è legalmente vendibile. Questo perché i diritti commerciali di molte proprietà intellettuali, come quelle di Tolkien o Martin, sono protetti da agguerrite schiere di avvocati molto facili alle minacce e all’azione.
Poi capisco benissimo che certi limiti sono assurdi. Nessuno vuole istituire un mercato illegale di mappe o fare concorrenza alle grandi società editoriali. Tutti i disegni che ho realizzato li ho fatti principalmente per me stesso, per meglio seguire le vicende narrate nei libri e comprendere bene tutta la geografia di questi meravigliosi mondi. E so molto bene che, se qualcuno desidera uno dei miei lavori, è unicamente per stretto uso personale.
In ogni caso, se sei interessato a qualche lavoro in particolare, contattami comunque e vediamo se riusciamo a trovare una soluzione. :)
Che carta utilizzi per stampare le mappe?
Generalmente per le mappe medie (50 x 35 cm) e grandi (80 x 35 cm) e superiori utilizzo una carta bianca da 120 grammi.
Per la mappa Watercolor e le sue varianti mi avvalgo di una carta pregiata da 190 grammi, perché è necessaria una qualità superiore per far risaltare al meglio i colori vibranti che la contraddistinguono.
Nel caso avessi preferenze particolari sulla tipologia di carta, fammelo sapere.
I costi delle mappe
Cerco di tenere i prezzi più bassi possibile ma, dal momento che non stampo mappe a livello industriale, non ho tutte quelle agevolazioni (e sconti) che si otterrebbero normalmente ordinando centinaia o migliaia di copie. C’è un omino nella tipografia che mi dedica il suo tempo: prende il singolo ordine, effettua la stampa e taglia la mappa in misura. Poi io mi devo recare a Roma (abito sul lago di Bracciano) a prendere fisicamente la mappa e prepararla per la spedizione. Quindi ogni mio lavoro include tanto amore, tempo e buona volontà (prima, durante e dopo la realizzazione).
Non lo dico per spaventarti, ma solo per metterti al corrente della realtà produttiva artigianale.
In linea di massima sono disponibili tre dimensioni per le mappe:
Formato piccolo (dimensioni A4): 12 euro;
Formato medio (50 x 35 centimetri): 25 euro;
Formato grande (80 x 60 centimetri): 35 euro;
Le mappe molto colorate richiedono un tipo di carta più pesante e pregiato (vedi la sezione “che carta utilizzi?), per cui il costo della dimensione media e grande è rispettivamente di 30 e 40 euro.2Sorry, non dipende da me. La carta da 190 grammi costa più della stampa stessa!
Posso realizzare anche mappe e disegni con misure personalizzabili, la dimensione massima può raggiungere i 133 x 100 centimetri.
Naturalmente, più mappe (o altri lavori) acquisti, più ti posso venire incontro con qualche sconto cumulativo. :)
Nota: all’inizio del 2025 la tipografia mi ha comunicato un aumento di tutte le stampe di alcuni euro e, seppur a malincuore, mi vedo costretto ad adeguare i costi dei miei lavori.
I costi di spedizione
Per quanto riguarda le stampe di medie e grandi dimensioni utilizzo un robusto tubo di cartone, e spedisco con corriere Bartolini 24/48 ore. Il costo è di 10 euro (tubo compreso). L’invio di pacchi che non comprendono il tubo viene 7 euro.
È possibile assicurare la spedizione con un costo extra di 5 euro, puoi leggere maggiori informazioni a riguardo in questo articolo (ti consiglio di farlo perché è molto importante).
In alternativa, se hai un tuo corriere di fiducia, puoi pagarmi il costo del tubo e farlo venire a ritirare al mio indirizzo.
Come ultima possibilità, se abiti in provincia di Roma, ci possiamo incontrare qui da me e potrai prendere il tutto senza alcun sovrapprezzo.
Metodi di pagamento
Per il pagamento accetto sia il bonifico bancario che PayPal (preferibilmente la formula “amici e familiari” così non si trattengono una percentuale e posso farti prezzi più bassi).
Quello dei due che ti è più comodo.
Accettazione con riserva
Nel caso in cui il corriere ti dovesse consegnare il pacco con qualche difetto (strappi, buchi, schiacciamenti o qualsiasi altro danno sospetto, anche lieve) è molto importante che lo accetti CON RISERVA. Devi espressamente comunicarlo al corriere prima di prenderlo in consegna e ti devi assicurare che l’abbia registrato correttamente sul sistema (nel caso dovesse fare storie, tira fuori il cellulare e registra un video inquadrando il pacco, il corriere e la tua richiesta di riserva).
Questo è l’unico modo per avvalersi della possibilità di ottenere qualsiasi rimborso per la spedizione stessa e per il contenuto del pacco. Purtroppo i corrieri cercano sempre di svicolare quando ci sono problemi con la consegna.
Vendi copie digitali dei tuoi lavori?
No.
Mi piacerebbe esserti di aiuto, ma da alcuni anni ho preso la decisione di non far circolare copie digitali dei miei lavori a causa di spiacevoli inconvenienti che si sono verificati nel tempo (ho trovato alcuni miei disegni in vendita su siti tipo Etsy ed Ebay). Mi sento pertanto più a mio agio nel vendere unicamente le versioni cartacee.
Comprendo che ci sono tantissime persone oneste al mondo, purtroppo non ho modo di conoscerle; per cui mi sono dato una regola generale da seguire, valida per tutti.
A seconda delle dimensioni dei fogli e della quantità di stampe posso cercare di venirti incontro con i costi.
Se hai bisogno di un consiglio, scambiare quattro chiacchiere, o se vuoi qualcosa di personalizzato puoi contattarmi a questo indirizzo email. Ci sono tante cose che posso realizzare, come per esempio copie delle sovraccoperte di libri non più in produzione, o mappe non soggette a licenza, o segnalibri, o qualsiasi altra cosa; non hai che da chiedere e una soluzione la troviamo di sicuro. :)
Dopo essermi cimentato nell’impegnativa interpretazione del Contratto da Scassinatore dello Hobbit di Peter Jackson, ho deciso di fare trentuno e replicare invece quello originale, con cui Thorin Scudodiquercia e compagni assoldano Bilbo Baggins all’interno dell’omonimo libro.
Si tratta in realtà di una breve lettera scritta in Tengwar, la lingua più diffusa nella Terra di Mezzo. E la calligrafia appartiene a Tolkien stesso, che si era creato una copia per proprio diletto. L’ho estratta dalle pagine di un libro (l’Arte dello Hobbit), ripulita e riprodotta su cartoncino.
Quando ho realizzato il Contratto da Scassinatore (per via di varie vicissitudini e inesperienza ci ho impiegato circa una settimana), ho giurato a me stesso che mai più mi sarei imbarcato nell’impresa di crearne un altro.
E infatti, siccome sono un uomo di parola, negli ultimi due giorni è proprio quello che ho fatto: sono stato contattato da un ragazzo, come me grande amante di Tolkien, a cui sarebbe piaciuto averne una copia (mi auguro lo utilizzerà in modo legale, e solo con Hobbit di comprovata moralità) e ne ho apprezzato l’entusiasmo. Che poi è la stessa passione che ha spinto me a intraprendere questo simpatico progetto.
Ho deciso così di tenere un piccolo diario di costruzione, per mostrare il lavoro che c’è dietro e fornire un aiuto visivo a chi volesse cimentarsi nella stessa impresa.
Pensavo di aver ormai concluso il mio lavoro sulle mappe della Terra di Mezzo: avevo riprodotto tutto ciò che mi ero prefissato e non pensavo ci fossero più sorprese dietro l’angolo; invece, come un fulmine a ciel sereno, ne è comparsa una di cui ignoravo completamente l’esistenza
Si tratta di un disegno, a opera del bravissimo Francesco Bisaro, che è apparso solamente nella versione italiana DeLuxe del Signore degli Anelli (quella illustrata da Alan Lee) e al momento estremamente difficoltosa da reperire:
Sono passati parecchi anni da quando ho letto il Silmarillion e, avendo recentemente acquistato una splendida versione rilegata con illustrazioni di Ted Nasmith, ho deciso che è giunta l’ora di un nuovo viaggio nelle prime due Ere di Arda.
La mappa allegata al libro (anche quella della versione DeLuxe) l’ho sempre trovata molto povera: è piccola, monocromatica e piuttosto pasticciata, così ho deciso di rifarmela da solo, tenendo da una parte la versione inglese e dall’altra quella italiana (e il sempre immancabile Atlante degli Hobbit per ulteriori aggiunte).
Non sono impazzito: non comincerò a creare centrotavola, sottobicchieri, magliette o tazze con le mappe di Tolkien. Ho solo fatto di necessità virtù e ho realizzato alcuni simpatici segnalibri.
È successo semplicemente che, in questo periodo di tensione generale e reclusione forzata a causa di quel virus — lo specifico perché magari fra tre anni non ce ne ricorderemo nemmeno più, (speriamo!) – mi sono ritrovato a leggere ben sei libri contemporaneamente e sono rimasto a corto di cartoncini segnapagina.
Così, invece di ricorrere a Post-it, fogliacci, scatole della pizza o alla coda del gatto, ho deciso di ridurre e adattare alcuni dei miei lavori, rendendoli utili anche al di fuori del semplice orientamento nella Terra di Mezzo.
Gli editori italiani, tuttavia, hanno sempre preferito includere solo l’ultima, non so se per pigrizia (molti luoghi dovevano essere necessariamente tradotti) o per risparmiare qualche lira/euro/moneta nanica.
La mia nuova missione, quindi, ha vertuto (come suona male, sembro Fatica) sul farmi da solo tutto ciò che mancava, per cui eccomi qui a parlare della seconda mappa del libro inglese, ovvero il dettaglio delle regioni di Rohan, Gondor e Mordor, nelle quali avviene buona parte delle vicende narrate nella seconda parte del libro.
J.R.R. ha scritto il Signore degli Anelli prevedendo l’inclusione di numerose mappe (addirittura cinque nelle intenzioni iniziali), per consentire ai lettori di seguire agevolmente gli spostamenti dei numerosi personaggi.
Alla pubblicazione del libro, il 29 luglio del 1954, queste si sono ridotte a tre, e hanno sempre fatto parte di tutte le edizioni inglesi e americane (e, probabilmente, anche in altre lingue):
Indovina un po’ come è andata qui da noi? Per contenere i costi ce ne siamo beccati soltanto una, l’ultima delle tre; bellissima e onnicomprensiva, però troppo poco dettagliata sulle corte distanze. E infatti, ogni volta che rileggevo il libro, mi perdevo buona parte delle meraviglie della prima parte del viaggio.
Quando si parte per una nuova Avventura, è sempre buona norma portare con sé il fazzoletto, un sacchetto di ottima Erba Pipa1Consiglio caldamente varietà rinomate, tipiche della Contea e dintorni, quali la Stella del Sud, il Vecchio Tobia oppure la Foglia di Pianilungone. – naturalmente anche la pipa! – ma, soprattutto, preservare l’integrità di tutti i propri beni: vuoi quelli che porteremo con noi, vuoi tutto ciò che lasceremo indietro, stipulando un solido contratto assicurativo con una società rispettabile e affidabile.
Bilbo questo non lo ha fatto, e sappiamo bene tutti i guai nei quali è incorso quando ha finalmente fatto ritorno nella Contea, dopo il suo lungo viaggio fino a Erebor.
Questo è un articolo che ho pubblicato alcuni mesi fa ma che ho deciso di riscrivere e riorganizzare, perché le copertine stavano aumentando a vista d’occhio e preferisco non dover ricorrere a pagine multiple per visualizzarle tutte. Ora ci sono dei semplici link, soluzione che mi sembra più semplice e pulita.
In questi giorni, complice l’acquisto di un nuovo televisore e conseguente riorganizzazione di applicazioni e file multimediali, sono passato da Kodi a Plex.
Ne ho approfittato per dare un’impostazione grafica coerente alla mia collezione di film, creando alcuni poster minimal, perché adoro quest’arte.
La mia collezione
Preciso subito che sono copertine fatte al volo, massimo 5-10 minuti l’una, pertanto non sono il massimo della bellezza o della semplificazione: la prima cosa che mi è venuta in mente l’ho buttata giù di getto e appiccicata sopra.
Alcuni disegni non sono miei, li ho presi da Google e adattati o ridisegnati per dar loro un po’ di coerenza con gli altri poster, ma tutti gli eventuali diritti rimangono naturalmente dei rispettivi proprietari.
Le ciambelline nella parte superiore di alcuni poster sono una rappresentazione grafica di DVD multipli, per ricordarmi che sono collezioni, ovvero raccolte di film.
Facci quello che vuoi; io li metto qui, così un domani che ne avrò nuovamente bisogno, saprò dove trovarli. :)