Anno zero rappresenta uno spartiacque tra i post che sono nati su questo blog e quelli che provengono da altri luoghi e da epoche più remote.1E, già che ci sono, ne approfitto per spiegarti il funzionamento del sito, e pure come navigarlo al meglio, alé!
Continua a leggereYou are already naked

Quasi tutto – ogni aspettativa altrui, tutto l’orgoglio, qualsiasi paura di imbarazzo o di fallimento – tutto ciò svanisce di fronte alla morte, lasciando solo ciò che è veramente importante.
Steve Jobs
Ricordarti che sei destinato a morire è il sistema migliore che conosco per non cadere nella trappola di pensare di avere qualcosa da perdere.
Sei già nudo. Non c’è alcuna ragione per non seguire il tuo cuore.
Questo è il mio piccolo contributo a uno dei pensieri più profondi (e meno noti) di Steve Jobs.
L’ho stampato, incorniciato e appeso alla parete, in una posizione in cui posso sempre vederlo. Perché mi aiuta a non perdere mai di vista quali sono le priorità nella vita, cosa è davvero importante e cosa non lo è.
Here’s to the crazy one

E mentre alcuni li vedono come folli,
noi ne vediamo il genio.
Perché coloro che sono abbastanza folli
da pensare di poter cambiare il mondo,
lo cambiano davvero.
Blue Marble
Quando compriamo un nuovo iPhone, tra le immagini di sfondo predefinite ce n’è una molto bella della Terra.
Una foto comune al giorno d’oggi, ma vi siete mai chiesti se sia stata scattata con una vera macchina fotografica o sapientemente costruita al computer? Una domanda meno ovvia di quello che può inizialmente sembrare.
Si scopre così che quell’immagine non è reale, ma il risultato di un collage di numerose riprese da satellite (ed altre fonti), applicate alla superficie di un globo tridimensionale. È chiamata Blue Marble 2002 ed è ispirata a un progetto della Nasa risalente ad alcuni anni prima (Blue Marble 2000), al fine di ottenere l’immagine più precisa possibile del nostro pianeta. Più tardi, nel 2005, è stata creata una nuova versione (Blue Marble IPCC) che è al momento il modello più fedele (anche nei colori) e dettagliato della superficie terrestre mai prodotto.
Continua a leggereIt’s like Twitter. except we charge people to use it
From: Simon Edhouse
Date: Monday 16 November 2009 2.19pm
To: David Thorne
Subject: Logo Design
Hello David,
I would like to catch up as I am working on a really exciting project at the moment and need a logo designed. Basically something representing peer to peer networking. I have to have something to show prospective clients this week so would you be able to pull something together in the next few days? I will also need a couple of pie charts done for a 1 page website. If deal goes ahead there will be some good money in it for you.
Simon
Continua a leggereChi è Frok?
Frok è la parte irrazionale di me. Quella che fa le cose senza pensarci, per lo più cazzate.
Che non si pente mai perché ragionare non è nelle sue corde.
Quella che si incazza per ogni cosa perché è un’abitudine e non perché quel qualcosa faccia incazzare per davvero.
Quella egoista, impulsiva, spendacciona e anche un po’ cogliona.
Però anche sincera ed è per questo che le voglio bene.
Splash!

Questo sabato, finalmente, siamo riusciti ad andare a Hydromania, il parco acquatico di Roma. Era un evento pianificato da tempo ma ogni volta succedeva sempre qualcosa (pigrizia, centri commerciali, dormite fino a tarda ora, ecc.) che ce lo impediva. Invece questa volta ci siamo messi d’impegno e ce l’abbiamo fatta.
Continua a leggereSono fuori dal tunnel-el-el-el…
Ammazzare draghi è divertente: una volta, due, tre, quattro… Cinquanta, cento… Eccheppalle, basta!

Dopo più di tre anni di gioco praticamente ininterrotto ho “chiuso” con WoW.
Non è una decisione sofferta, forzata, o altro, semplicemente ho perso interesse verso un meccanismo di gioco che, da un certo livello in poi, diventa ripetitivo, frustrante ed anche un po’ noioso.
Continua a leggereMi raccomando

Adesso che, a quanto pare, l’abbiamo sfangata1Slang romanesco: uscire dai problemi, dalle difficoltà. posso raccontare una storia.
Dal 2000 a oggi, da quando cioé Mian vive con me in Italia, abbiamo sempre dovuto combattere con la burocrazia (tipicamente) italiana. Nel caso specifico parlo del permesso di soggiorno. Interminabili file ai vari sportelli dell’Ufficio Immigrazione, Comune, Questura e chi più ne ha più ne metta. Nel frattempo cambiavano leggi, procedure, certificati.
Penso che negli ultimi sei anni abbiamo testato tutte le tipologie di permesso, dal soggiorno per vacanza, passando per quello di studio (con relativa iscrizione a istituti scolastici) fino ad approdare a quello per lavoro. Il tutto condito da voli pindarici e circhi a tre piste a ogni cambio, senza escludere spedizioni di documentazione cartacea da e verso l’altra parte del mondo.
Continua a leggereTi amo
Io ti amo
e se non ti basta
ruberò le stelle al cielo
per farne ghirlanda
e il cielo vuoto
non si lamenterà di ciò che ha perso
che la tua bellezza sola
riempirà l’universo.
Io ti amo
e se non ti basta
vuoterò il mare
e tutte le perle verrò a portare
davanti a te
e il mare non piangerà
di questo sgarbo
che onde a mille, e sirene
non hanno l’incanto
di un solo tuo sguardo.
A…
Alla mia età, l’idea di perdere qualche persona cara (o anche di stirare le zampe io stesso) è da cominciare a prendere in semi-seria considerazione.
Il tempo è un ottimo maestro, peccato che uccida tutti i suoi allievi diceva qualche saggio di epoche remote il cui nome probabilmente non saprò mai, perché per aprire Google e cercare mi pesa troppo il culo.1Hector Berlioz, per la cronaca.
Ogni tanto, non sempre ma capita, compare nel mondo una persona magica. Una di quelle che capisci subito che è nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma lei è quella giusta. Una persona che, razionalmente, conduce una vita sbandata, apparentemente irresponsabile. Ma che, se ci pensi bene, è proprio la vita che vorresti fare tu, solo che per averla dovresti tagliare troppi legami e rischiare oltre un limite difficilmente accettabile. Soprattutto perché da quel punto non si torna più indietro.
Una persona che c’è sempre quando serve, che è un gradino sopra la gente comune, che trova la soluzione a ogni problema senza pensarci nemmeno tanto. Ed è l’unica che ti riesce a capire perfettamente, che ti fa sentire al sicuro, specie se ti trovi in quell’età in cui non sei più un bambino ma non sei ancora pronto per fare l’uomo.
Nürburgring: pensieri ed emozioni

Nürburgring, anzi Nordschleife. Il circuito su cui la Formula 1 non corre più dal 1976, anno dell’incidente a Niki Lauda. La prima volta ci entrai quasi per caso; 3 giri, insieme ad un amico del Barchetta Club Italia, sulla strada per un raduno in Olanda. Unico pazzo del gruppo, sulla via del ritorno mi fermai nuovamente, e rimasi lì due giorni. A girare. A guardare.
La prima volta che ci vai vedi solo la pista: 20,8 Km di curve. Circa 80. Tutte diverse. Salita, discesa, dossi in mezzo alla curva o proprio sul punto di staccata, curve in contropendenza. Il paradiso di chi ama guidare. 80 curve; a Monza ce ne sono 6. E sono curve adatte alle Formula 1 di oggi, mostri da 800 CV. Al Ring anche i 130 CV della Barchetta sono difficili da scaricare.
Vedi le vie di fuga: praticamente inesistenti! L’inferno verde, lo chiamano. Fa paura, ma è talmente bello che con il passare dei giri inizi ad osare. Impari a non alzare il piede. Al Ring vince chi frena poco, non chi accelera tanto.
Il triangolo delle Bermuda

Il triangolo delle Bermuda è divenuto celebre dopo che lo scrittore Charles Berlitz, nel 1974, pubblicò il libro ‘Bermuda: il Triangolo maledetto’1Sperling & Kupfer, Milano 1976, ristampa BUR, 1980., che riuscì a vendere complessivamente la bellezza di diciotto milioni di copie in tutto il mondo.
Il triangolo in questione si trova nell’Atlantico ed è compreso tra Miami, le isole Bermuda e l’isola di Porto Rico. Secondo quanto narrato nel libro di Berlitz, all’interno del triangolo si sarebbero verificate misteriose sparizioni di navi e aerei. Giornalisti, scrittori e pseudoricercatori si sono sbizzarriti nella ricerca di una soluzione del ‘mistero’ delle Bermuda. Sono state ipotizzate anomalie del campo magnetico terrestre e del campo gravitazionale, vortici anomali di vento e acqua, deformazioni dello spazio-tempo, fino a tirare in ballo improbabili interventi da parte di esseri alieni o di misteriosi sopravvissuti della mitica civiltà di Atlantide.
Continua a leggereIo, Cecilia, il Majong, il Comune di Genova e l’amore infinito
Adesso tutti hanno questa palla del Majong o come si chiama, anche Koch che è una figura di intellettuale di tutto rispetto perde tempo con le tesserine colorate per OS X l’hanno fatto quelli di Omniweb è carino io detesto quei giochi l’ho preso per Cecilia ho fatto male, ieri notte Cecilia mi ha svegliato dicendo che vedeva le tessere quando chiudeva gli occhi, non fa altro a stento mangia, una volta l’ho beccata che faceva giocare da solo il computer e lei guardava e basta, come dire che lei e il computer ormai sono la stessa cosa, ma lei non è d’accordo mi manda un email stamattina che recita:
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