
Un giorno mi sono detto: “voglio disegnare una mappa di Marte”. Così, tanto per fare qualcosa di differente.
E ho disegnato una mappa di Marte. Cioè di una parte di Marte, sebbene non poi così piccola.
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Un giorno mi sono detto: “voglio disegnare una mappa di Marte”. Così, tanto per fare qualcosa di differente.
E ho disegnato una mappa di Marte. Cioè di una parte di Marte, sebbene non poi così piccola.
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Il mio rapporto con Harry Potter non è mai stato dei migliori, ma recentemente mi sono lasciato sedurre dalla magia di MinaLima e mi sto pertanto riavvicinando al mondo della stregoneria.
C’è però un oggetto che mi ha sempre affascinato all’inverosimile ed è la famosa mappa del Malandrino, che mostra in tempo reale la posizione di tutti i principali personaggi all’interno del castello di Hogwarts.
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I segnalibri delle edizioni Minalima di Harry Potter si fermano qui. L’editore inglese responsabile della collana (non merita di essere nominato) ha deciso di interrompere la collaborazione con il duo artistico. Le ragioni ufficiali non sono state rese note, ma è facile immaginare la solita questione pecuniaria: affidarsi a un artista qualsiasi, chiamato a imitare lo stile di Minalima, costa meno e rende di più. Nel frattempo, il prezzo dei volumi è lievitato dai 35 euro iniziali ai 50 dell’ultimo in uscita, che per quanto mi riguarda rimarrà a prendere polvere sullo scaffale delle librerie (e comunque lo stile del dorso sta anche male vicino agli altri).
Si conclude mestamente un progetto artistico splendido, sacrificato sull’altare del profitto. Peccato: la magia avrebbe meritato di meglio.
Alcuni giorni fa (parliamo del 2021), grazie a un’amica appassionata di libri magici, ho scoperto il mondo di MinaLima. Ora, senza dilungarmi in spiegazioni troppo dettagliate1Poi l’ho fatto lo stesso, ma ormai mi conoscete e mi volete bene lo stesso (vero?). :) (perché non è da escludere il fatto che io possa essere l’unico al mondo che non li conoscesse), dietro questo studio grafico si nascondono — mica tanto — due talentuosissimi artisti inglesi2Vabbè, lui è brasiliano; giusto per complicarmi la vita, eh! Non poteva essere inglese pure lui, così avrei potuto evitare di dover scrivere questa nota?
In ogni caso il loro negozio è a Londra., Miraphora Mina e Eduardo Lima, che si sono occupati di tutto ciò che di visivo si può vedere nei film di Harry Potter: dai poster ai giornali, agli arazzi, ai libri magici, alle mappe, ai quadri, alle confezioni delle caramelle… Insomma, tutto.

È iniziato tutto con la Supermappa. La stimolante idea di condensare tutti gli spostamenti dei personaggi dello Hobbit e del Signore degli Anelli all’interno di un’unica mappa ce l’avevo da un bel po’, e finalmente sono riuscito a realizzarla.
Sono contento, mi piace e l’ho appesa nella stanza TV. È però un po’ scomoda da consultare, date le dimensioni (80×60 cm). Io leggo principalmente a letto per cui non mi andava di alzarmi ogni volta, oppure di tenere una Supermappa a mo’ di coperta. Per cui, dopo averci rimuginato sopra per qualche settimana, le ho dato una nuova forma.
Continua a leggereIeri, mentre facevo un po’ di ordine nella mia libreria multimediale, ho deciso di ridisegnare le locandine dei film di Tolkien. Non sono mai stato un fan dei poster coi faccioni degli attori, pessima tradizione inaugurata dalle più recenti trilogie di Star Wars.
Ecco qui i risultati:



A quanto pare, ultimamente sono un pochino ossessionato dalle prime edizioni dello Hobbit. Dopo aver acquistato la prima italiana, il facsimile della prima inglese e una autentica seconda inglese, mi è venuta un’idea.
Come sappiamo, qui da noi il romanzo di J.R.R. Tolkien è arrivato con un ritardo di 36 anni. In questo lungo arco di tempo l’autore ha apportato alcune modifiche e correzioni, in particolare in prossimità della pubblicazione del Signore degli Anelli, per rendere gli eventi più coerenti tra loro. Pertanto noi italiani non abbiamo mai avuto modo di leggere la primissima stesura.
Fino a oggi.


A causa di una mia probabile distrazione (o di un “amico” che aveva promesso di tenerla per sé e ha in seguito cambiato idea) nel corso degli anni una copia di test del libro1Senza sovraccoperta né mappa interna. è finita in vendita sulle varie piattaforme eBay, Vinted ecc… Viene spacciata come preziosissima e unica al mondo, e proposta a un migliaio di euro, ma non vale assolutamente niente. Non acquistarla, anzi, fammi la cortesia di segnalare l’inserzione perché, in quanto copia realizzata a uso strettamente personale, non può assolutamente essere venduta.
Qui in Italia Tolkien ha sempre diviso. Nei primi anni dalla pubblicazione delle sue opere, lo scontro era principalmente politico; chi diceva che era un romanzo di destra, chi diceva che non lo era, e giù a darsi bastonate. Poi, col tempo, gli animi si sono placati e abbiamo avuto un periodo relativamente tranquillo nel quale ci si limitava a leggere e ad apprezzare i suoi capolavori. Da un paio di anni a questa parte è però sorto un nuovo contrasto, che riguarda la vecchia e la nuova traduzione, e le modalità che hanno portato a uno scontro prima verbale e poi legale tra le parti in causa. Personalmente ho sempre evitato tutte queste polemiche, che ritengo inutili e sterili: Mi piace Tolkien, leggo Tolkien. Punto.
La mia collaborazione con l’Associazione Italiana Studi Tolkieniani si è limitata a un piccolo scherzo, che trovavo simpatico e intrigante, così come tutto il progetto che c’è dietro.
Ho naturalmente le mie opinioni per quanto riguarda le due traduzioni, che sono solo mie e al di sopra di tutto il rumore che leggo online.
Queste riproduzioni sono da considerarsi un omaggio alla prima traduzione del Signore degli Anelli, che è il libro con cui sono cresciuto. Nel malaugurato caso (mi auguro solo frutto di mie preoccupazioni infondate) qualcuno possa ritenersi offeso, si sappia non era assolutamente mia intenzione. Per me è una semplice e sincera manifestazione d’amore per una traduzione che adoro.
Poco più di un anno fa, all’incirca ai primi di marzo 2020, ho intrapreso un progetto titanico e segretissimo. Oggi i tempi sono maturi per poterne parlare (o per finire dietro le sbarre, vediamo…).
Ho perso il conto di quante volte abbia finora nominato la “prima edizione” italiana del Signore degli Anelli in questo blog, per cui non andrò per le lunghe: Nel 1967 la casa editrice Astrolabio ha portato il romanzo in Italia e ne ha messo in commercio la prima parte, con l’intenzione di completare l’opera pubblicando le due rimanenti entro l’anno successivo. Lo scarso successo di vendite ha decretato la fine del progetto. In seguito tutti i diritti della traduzione sono stati donati a Rusconi e sappiamo tutti come è andata a finire.
Continua a leggereNon è calda e non è neppure una coperta, ma mi piacciono i titoli d’effetto. :)
Quando Adelphi, quasi 50 anni fa, ha pubblicato la prima edizione italiana dello Hobbit, apparentemente la qualità dei materiali non è stata la sua principale preoccupazione.
È un libro che si presenta piuttosto povero, benché appartenesse (e appartiene tuttora, visto che dal 1973 continua a essere stampato in questa veste) alla collana deluxe dell’azienda.

La copertina e (soprattutto) il dorso della mia edizione risultano alquanto disastrati, non tanto per l’integrità strutturale del volume, ma per il fatto che quello specifico cartoncino sembra essere molto sensibile al passare del tempo: ha infatti la tendenza a macchiarsi e a imbrunire facilmente, al semplice contatto con la luce. Non essendo un chimico, le mie sono naturalmente soltanto supposizioni; non so a quali torture può averlo sottoposto il precedente proprietario, però non mi è mai capitato di trovare in vendita copie, non dico perfette, ma che non presentassero analoghi problemi di scurimento.
Ho quindi deciso, fin da subito, di fabbricare una sorta di protezione intorno al libro, che gli consentisse però di “respirare”.
Continua a leggereQuesto articolo contiene una serie di sovraccoperte che ho creato e fatto stampare presso la mia tipografia di fiducia nel corso degli anni. Qualcuna ha un articolo dedicato, qualcuna no; perché probabilmente non c’era molto da dire in merito.
Ho rifatto la sovraccoperta, questa volta per davvero. :)
Sì ok, la prima apparizione del Signore degli Anelli si è rivelata ai lettori del nostro paese con le sembianze dell’Astrolabio; ma, dal momento che conteneva soltanto i primi due libri1Chiariamo questo punto perché può risultare un po’ ambiguo: le vicende narrate nel Signore degli Anelli sono suddivise in sei parti (libri). Nelle edizioni in tre volumi, ognuna ne contiene due. non è mai stata considerata completa. Quindi l’edizione Rusconi del 1970 può a buon diritto definirsi la “prima vera edizione italiana”.
Ho sempre adorato questo grosso tomo, la cui particolarità è il dualismo nella colorazione: il lato frontale è bianco, quello posteriore nero, quasi a rappresentare l’epico scontro tra le forze del bene e quelle del male che si svolge all’interno della storia. Il prezzo di vendita online è un po’ altino, per cui mi sono creato una “copia per poveri” fino a quando non ho avuto un piccolo colpo di fortuna.

L’immagine fa un po’ schifo ma non sono riuscito a trovarne una migliore. È un volume molto timido, che si fa vedere poco in giro e, quelle poche volte, non viene mai fotografato come meriterebbe.
Al momento i prezzi delle opere di Tolkien stanno subendo una bolla speculatoria senza precedenti. A seguito della causa legale che ha portato Bompiani a sostituire la traduzione di Vittoria Alliata con quella di Ottavio Fatica (qui puoi leggere qualche informazione in più) il costo di tutti i suoi libri, a torto o a ragione, è schizzato alle stelle.
Per questo motivo ho deciso di tirare i remi in barca e lasciar passare la tempesta, in attesa di tempi migliori per recuperare i libri nella mia wishlist.
Non mi è però passata la voglia di sperimentare. Ho pertanto deciso di riprodurre questa iconica copertina, ad opera del grande Piero Crida, e applicarla a una differente edizione un po’ meno pregiata che ho nella mia libreria.
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Premessa: ho amici scemi. Sì vabbè, abbiamo tutti qualche amico scemo, dirai. Eh… ma i miei, chi più, chi meno, sono quasi tutti scemi. E io sono più scemo di loro.
Ma non divaghiamo.
Ieri sera, il mio scemamico Dario mi manda un messaggio con un link a un articolo su Reddit nel quale un pazzo (non saprei in quale altro modo definirlo) è riuscito a comprimere il film Shrek, e a farlo stare dentro gli 1,44 MegaBytes di un floppy disk anni ’90. Eh già, l’intero film.
Non ci è dato conoscere i dettagli precisi, a parte che le immagini e l’audio sono stati talmente ridotti di dimensioni da risultare appena comprensibili (ma pur sempre comprensibili). Alla mirabolante velocità di 4 frame al secondo sembra più uno slideshow che un film, ma si tratta in ogni caso di un risultato affascinante e ammirevole.
Pensavo fosse finita lì ma poi è arrivata la domanda “stai pensando quello che sto pensando io?“.
Sì, che ho un amico scemo.
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Ho scoperto, solo alcune settimane fa, che nel 1967, in occasione dell’uscita della prima edizione italiana del (primo volume del) Signore degli Anelli, la casa editrice Astrolabio ha stampato dei piccoli volantini pubblicitari per illustrare l’opera. Questi sono stati distribuiti un po’ dappertutto, tanto che alcune librerie lo allegavano al libro stesso.
Naturalmente, siccome sono curioso come una suocera, mi è subito salita la scimmia di conoscere il contenuto di tale depliant, che oggi è apparentemente più raro del libro stesso. Non c’è stato verso di rimediare immagini a risoluzione sufficiente per riprodurne un facsimile, così ho deciso di ricostruirlo incrociando le varie fonti grafiche che il mio amico Google è riuscito a trovare; ho inoltre tempestato di domande alcuni fortunati collezionisti che ne erano in possesso per ottenere riscontro sui dettagli più piccoli e (per molti, ma non per me) più insignificanti.
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Quest’anno così travagliato è ormai giunto agli sgoccioli. È tempo di alberi, presepi, auguri e regali; come tradizione, quindi, mi sono messo all’opera per realizzare qualche pensierino per amici e parenti.1Tranne quelli serpenti, che i regali non li vedranno nemmeno in foto. O forse sì, se leggeranno questo articolo. :)
Il bigliettino che accompagna le strenne è per me ancora più importante dei doni stessi, perché è qualcosa di personale: è una dichiarazione scritta dei sentimenti che proviamo, e deve giungere a segno toccando le corde del cuore. Per questo motivo preferisco crearlo a mano ogni Natale. Questa operazione mi porta via alcuni giorni ma, siccome i regali li acquisto nel corso dell’anno (quando trovo qualcosa che è perfetto per qualcuno), è l’unica incombenza che mi rimane prima di stappare lo spumante e tagliare il panettone.
Adoro i libri pop-up; quelli che, quando li apri, ti spunta un vero castello davanti agli occhi. O un drago, o un paesaggio montano, oppure una battaglia. Ecco, in questo 2020 volevo qualcosa di treddì.
Mi sono messo quindi a sperimentare, come sempre con righello, taglierino e un sacco di carta…
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Chi frequenta con maggiore o minore assiduità la Terra di Mezzo sa che esistono due volumi straordinari, spesso definiti companion perché accompagnano e completano la lettura dell’opera magna di J.R.R. Tolkien (ma anche gli altri suoi racconti). Il primo è L’Atlante della Terra di Mezzo di Karen Wynn Fonstad; il secondo, I Viaggi di Frodo di Barbara Strachey, sarà il protagonista del presente articolo.
L’Atlante della Terra di Mezzo (o degli Hobbit, nel caso della mia personale reinterpretazione) rappresenta l’approfondimento più solido e strutturato. È un’opera impegnativa, che richiede una consultazione lenta e ponderata: non si limita a tracciare i confini geografici, ma seziona il mondo di Tolkien attraverso piante architettoniche, sezioni di edifici e analisi geologiche. È lo strumento ideale per chi desidera immergersi totalmente nella complessità fisica di Arda, comprendendo non solo dove si svolgono i fatti, ma come sono costruiti i luoghi che li ospitano.
Di carattere opposto è i Viaggi di Frodo, una guida preziosa e decisamente più dinamica. Qui il focus è interamente rivolto ai percorsi: le sue tavole, agili e di immediata lettura, fungono da diario di bordo quotidiano della Compagnia. È un compagno di viaggio discreto che permette di verificare in pochi istanti la posizione dei protagonisti e il tempo trascorso, rendendolo perfetto per una consultazione rapida che non interrompa il ritmo incalzante della narrazione.

Credo che non avrò mai le possibilità economiche, o la follia, o il permesso di Mian, o il coraggio di acquistare una prima edizione inglese dello Hobbit, pubblicata nel lontano 1937 in sole 1500 copie1Molte delle quali sono andate perdute nel tempo e in un grande incendio nel magazzino di Allen & Unwin. :(
Dovrò accontentarmi e farmi andar bene la mia facsimile edition, che non sarà del tutto originale, ma ne è una copia esatta al 100% 95%.
E allora? E allora, dopo la prima italiana di alcuni mesi fa, mi sono comprato una seconda edizione, originale, inglese. Si tratta di una dodicesima impression del 1961, per cui non propriamente rarissima (anche se ne sono state stampate solo 2500 copie), ma, ehi, è pur sempre una seconda edizione!2Una piccola curiosità: questo libro è una seconda edizione perché c’è scritto nella pagina delle informazioni (vedi sotto). Ma, parlando recentemente con un collezionista inglese, alcuni ritengono che è possibile anche definirla una “prima edizione, dodicesima impression“.
Sinceramente mi sembra una forzatura (leggi → cazzata), però è anche vero che la impression (una sorta di ristampa) si riferisce sempre alla prima edizione.
Potrei dire semplicemente “ho una dodicesima impression” oppure, se devo proprio aggiungere questo termine perché suona figo, sarebbe forse più corretto dire una “ottava impression della seconda edizione”.
O forse no.
La verità è che le case editrici inglesi un tempo facevano dei casini assurdi. :D

Ma perch… ma com… ma se avevi det…EH LO SO! L’avevo detto.
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Ovvero la Mappa della Terra di Mezzo in stile giapponese (o perlomeno con uno stile di colori ispirato al Sol Levante).
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Che poi non è nemmeno una mappa, ma andiamo con ordine.
È un uccello? È un aereo? No, è Superman!
Innanzitutto cerchiamo di chiarire bene cos’è. :)
Inizialmente sarebbe dovuta essere una mappa, nello specifico una versione più grande delle tre mappe in formato A2 che ho realizzato alcune settimane fa. L’intenzione era di crearne una gigantesca in formato A01Che è quattro volte le dimensioni di un A2 e otto volte quelle di un A4; in pratica l’equivalente di un tavolo da cucina., che includesse sia la nomenclatura classica (Alliata/Principe) che quella nuova (Fatica).
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Come avrai notato seguendo il mio blog, nel corso degli anni ho scritto numerosi articoli per ogni singola mappa che ho disegnato. Tutte le volte che apportavo modifiche importanti preferivo raccontarle in un nuovo post, anziché aggiornare il precedente. Così, col tempo, le mappe si sono evolute, arricchite di dettagli e di stile, mentre i vecchi contenuti sono rimasti sparsi e un po’ dimenticati, spesso forieri di confusione.
Nelle prossime settimane cercherò di raccogliere questi piccoli orfanelli e combinarli in un’unica versione completa e aggiornata, che possa finalmente sostituire tutto il materiale precedente. In questo modo resterà soltanto un unico articolo, chiaro e definitivo.
Mancava un’ultima mappa per completare il trittico della topografia della Terra di Mezzo, e dunque eccola qui. Anzi, siccome questa volta ho voluto fare lo sborone, ne sono arrivate addirittura trentasei (sì, 36!) in un colpo solo!
Ma andiamo con ordine (e con un necessario, piccolo riassunto).
Quando nel lontano 1954 è stato pubblicato in Inghilterra il Signore degli Anelli, J.R.R. Tolkien ha voluto corredarlo di tre mappe, disegnate dal figlio Christopher, con l’intenzione di aiutare il lettore a orientarsi meglio all’interno delle vicende narrate.
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Da sempre mi piace ideare e costruire mathom.1Mathom è un termine hobbit che significa “oggetto che non ha una particolare utilità ma che non si vuole buttare via“. :) Dalle mappe ai contratti, dai segnalibri ai veri e propri libri, dagli esperimenti col legno al completo (ri)montaggio di interi film.
Se ti piace quello che scrivo, o (se non ti piace ma) sei affascinato dalle mappe e dagli altri curiosi oggetti cartacei che realizzo, puoi sostenere questo piccolo blog con una piccola donazione, oppure acquistando qualcuno dei miei lavori. :)
Come avrai sicuramente letto sul blog, disegno mappe per divertimento. Non è per me un lavoro ma un semplice hobby. Quando mi è possibile condivido volentieri i miei scarabocchi perché so che, come me, ci sono tantissimi lettori non soddisfatti delle stampe incluse all’interno di alcuni libri. Sfortunatamente non tutto è legalmente vendibile. Questo perché i diritti commerciali di molte proprietà intellettuali, come quelle di Tolkien o Martin, sono protetti da agguerrite schiere di avvocati molto facili alle minacce e all’azione.
Poi capisco benissimo che certi limiti sono assurdi. Nessuno vuole istituire un mercato illegale di mappe o fare concorrenza alle grandi società editoriali. Tutti i disegni che ho realizzato li ho fatti principalmente per me stesso, per meglio seguire le vicende narrate nei libri e comprendere bene tutta la geografia di questi meravigliosi mondi. E so molto bene che, se qualcuno desidera uno dei miei lavori, è unicamente per stretto uso personale.
In ogni caso, se sei interessato a qualche lavoro in particolare, contattami comunque e vediamo se riusciamo a trovare una soluzione. :)
Generalmente per le mappe medie (50 x 35 cm) e grandi (80 x 35 cm) e superiori utilizzo una carta bianca da 120 grammi.
Per la mappa Watercolor e le sue varianti mi avvalgo di una carta pregiata da 190 grammi, perché è necessaria una qualità superiore per far risaltare al meglio i colori vibranti che la contraddistinguono.
Nel caso avessi preferenze particolari sulla tipologia di carta, fammelo sapere.
Cerco di tenere i prezzi più bassi possibile ma, dal momento che non stampo mappe a livello industriale, non ho tutte quelle agevolazioni (e sconti) che si otterrebbero normalmente ordinando centinaia o migliaia di copie. C’è un omino nella tipografia che mi dedica il suo tempo: prende il singolo ordine, effettua la stampa e taglia la mappa in misura. Poi io mi devo recare a Roma (abito sul lago di Bracciano) a prendere fisicamente la mappa e prepararla per la spedizione. Quindi ogni mio lavoro include tanto amore, tempo e buona volontà (prima, durante e dopo la realizzazione).
Non lo dico per spaventarti, ma solo per metterti al corrente della realtà produttiva artigianale.
In linea di massima sono disponibili tre dimensioni per le mappe:
Posso realizzare anche mappe e disegni con misure personalizzabili, la dimensione massima può raggiungere i 133 x 100 centimetri.
Naturalmente, più mappe (o altri lavori) acquisti, più ti posso venire incontro con qualche sconto cumulativo. :)
Nota: all’inizio del 2025 la tipografia mi ha comunicato un aumento di tutte le stampe di alcuni euro e, seppur a malincuore, mi vedo costretto ad adeguare i costi dei miei lavori.
Per quanto riguarda le stampe di medie e grandi dimensioni utilizzo un robusto tubo di cartone, e spedisco con corriere Bartolini 24/48 ore. Il costo è di 10 euro (tubo compreso). L’invio di pacchi che non comprendono il tubo viene 7 euro.
È possibile assicurare la spedizione con un costo extra di 5 euro, puoi leggere maggiori informazioni a riguardo in questo articolo (ti consiglio di farlo perché è molto importante).
In alternativa, se hai un tuo corriere di fiducia, puoi pagarmi il costo del tubo e farlo venire a ritirare al mio indirizzo.
Come ultima possibilità, se abiti in provincia di Roma, ci possiamo incontrare qui da me e potrai prendere il tutto senza alcun sovrapprezzo.
Per il pagamento accetto sia il bonifico bancario che PayPal (preferibilmente la formula “amici e familiari” così non si trattengono una percentuale e posso farti prezzi più bassi).
Quello dei due che ti è più comodo.
Nel caso in cui il corriere ti dovesse consegnare il pacco con qualche difetto (strappi, buchi, schiacciamenti o qualsiasi altro danno sospetto, anche lieve) è molto importante che lo accetti CON RISERVA. Devi espressamente comunicarlo al corriere prima di prenderlo in consegna e ti devi assicurare che l’abbia registrato correttamente sul sistema (nel caso dovesse fare storie, tira fuori il cellulare e registra un video inquadrando il pacco, il corriere e la tua richiesta di riserva).
Questo è l’unico modo per avvalersi della possibilità di ottenere qualsiasi rimborso per la spedizione stessa e per il contenuto del pacco. Purtroppo i corrieri cercano sempre di svicolare quando ci sono problemi con la consegna.
No.
Mi piacerebbe esserti di aiuto, ma da alcuni anni ho preso la decisione di non far circolare copie digitali dei miei lavori a causa di spiacevoli inconvenienti che si sono verificati nel tempo (ho trovato alcuni miei disegni in vendita su siti tipo Etsy ed Ebay). Mi sento pertanto più a mio agio nel vendere unicamente le versioni cartacee.
Comprendo che ci sono tantissime persone oneste al mondo, purtroppo non ho modo di conoscerle; per cui mi sono dato una regola generale da seguire, valida per tutti.
A seconda delle dimensioni dei fogli e della quantità di stampe posso cercare di venirti incontro con i costi.
Se hai bisogno di un consiglio, scambiare quattro chiacchiere, o se vuoi qualcosa di personalizzato puoi contattarmi a questo indirizzo email. Ci sono tante cose che posso realizzare, come per esempio copie delle sovraccoperte di libri non più in produzione, o mappe non soggette a licenza, o segnalibri, o qualsiasi altra cosa; non hai che da chiedere e una soluzione la troviamo di sicuro. :)
Dopo essermi cimentato nell’impegnativa interpretazione del Contratto da Scassinatore dello Hobbit di Peter Jackson, ho deciso di fare trentuno e replicare invece quello originale, con cui Thorin Scudodiquercia e compagni assoldano Bilbo Baggins all’interno dell’omonimo libro.

Si tratta in realtà di una breve lettera scritta in Tengwar, la lingua più diffusa nella Terra di Mezzo. E la calligrafia appartiene a Tolkien stesso, che si era creato una copia per proprio diletto. L’ho estratta dalle pagine di un libro (l’Arte dello Hobbit), ripulita e riprodotta su cartoncino.
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