Inky 1 Inky 2 Inky 3

Quando ti dondola la cassapanca…

… ma i libri di Fabio Volo sono troppo sottili.

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La calligrafia della Terra di Mezzo

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Il Signore degli Anelli AMM 1.1

Ce l’ho fatta, ci sono riuscito!

Come già era accaduto quasi un annetto fa con lo Hobbit, ho ri-editato i tre film del Signore degli Anelli di Peter Jackson creandone uno unico1Ben 170 ore di encoding h265, ovvero 7 giorni di ventola del Mac al 100%!, e rendendolo (il più possibile) coerente con la storia dell’opera magna di J.R.R. Tolkien.

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Tantive auguri LEGOSTARWARS!

“Non c’è scampo questa volta per la principessa.”

Quest’anno si festeggia il 20° anniversario di LEGO Star Wars, ovvero gli anni trascorsi da quando la società danese ha cominciato a produrre set dedicati al tema spaziale più famoso della galassia.

Per l’occasione ha presentato, all’esorbitante costo di 700 euro, il remake UCS di una delle astronavi più iconiche della saga, l’Imperial Star Destroyer:

Set 75252 – Imperial Star Destroyer

D’accordo, io dovrei essere l’ultimo a giudicare, visto che due anni fa ho speso 800 euro per il MILFone più altri 400 per il tavolino espositivo. Però trovo che quel costo fosse comprensibile; questo molto meno.

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Bip Watchface: Casio

Con questo articolo vorrei dare il via a una serie di approfondimenti specifici sulle watchface che creo per l’Amazfit Bip, spiegandone bene modalità e funzionamento.

Descrizione

Da piccolo avevo un orologio digitale Casio.

Beh, in realtà ne ho avuti molti (e parecchi li ho ancora, in fondo a qualche cassetto). Erano un po’ quello che sono oggi gli smartphone, ovvero la massima espressione della tecnologia applicata al mondo consumer. Casio ne sfornava di ogni tipo: con suonerie multiple, previsioni meteorologiche, rilevamento del battito, data bank, calcolatrice, telecomando, eccetera eccetera.

Ecco, questo è il mio piccolo omaggio a quegli anni d’oro. Tutte le scritte sono realizzate con pixel precision estrema: dal momento che il Bip supporta solamente 8 colori non era possibile usare antialiasing, per cui ho dovuto scalpellare qui e là finché non ho raggiunto un risultato apprezzabile.

Mi sono (liberamente) ispirato al modello A168WA-1YES, dal nome impronunciabile, ma molto iconico.

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Minimal posters

Nota

Questo è un articolo che ho pubblicato alcuni mesi fa ma che ho deciso di riscrivere e riorganizzare, perché le copertine stavano aumentando a vista d’occhio e preferisco non dover ricorrere a pagine multiple per visualizzarle tutte. Ora ci sono dei semplici link, soluzione che mi sembra più semplice e pulita.

In questi giorni, complice l’acquisto di un nuovo televisore e conseguente riorganizzazione di applicazioni e file multimediali, sono passato da Kodi a Plex.

Ne ho approfittato per dare un’impostazione grafica coerente alla mia collezione di film, creando alcuni poster minimal, perché adoro quest’arte.

La mia collezione

Preciso subito che sono copertine fatte al volo, massimo 5-10 minuti l’una, pertanto non sono il massimo della bellezza o della semplificazione: la prima cosa che mi è venuta in mente l’ho buttata giù di getto e appiccicata sopra.

Alcuni disegni non sono miei, li ho presi da Google e adattati o ridisegnati per dar loro un po’ di coerenza con gli altri poster, ma tutti gli eventuali diritti rimangono naturalmente dei rispettivi proprietari.

Le ciambelline nella parte superiore di alcuni poster sono una rappresentazione grafica di DVD multipli, per ricordarmi che sono collezioni, ovvero raccolte di film.

Facci quello che vuoi; io li metto qui, così un domani che ne avrò nuovamente bisogno, saprò dove trovarli. :)

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LEM AMM

Siamo a poco più di un mese dal cinquantesimo anniversario del primo sbarco dell’uomo sulla Luna e naturalmente è già partita la corsa ai gadget celebrativi. Questa è la proposta di LEGO:

Il set del nuovo Lunar Lander

Il mitico LEM, del quale ho parecchio parlato qui. Nel 2003 ne era uscito un’altro che non era affatto male per l’epoca, ma questo è parecchie spanne sopra: colori più fedeli, forme più accurate, proporzioni migliori e una bellissima basetta espositiva.

Ma non è del set che voglio parlare. O, meglio, non dell’intero set ma di una parte ben precisa:

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Billy V

Oggi ho modificato il porta CD che si trova a sandwich tra le due librerie Billy di Ikea (la sinistra è mia, la destra è di Mian).

In sostanza mi sono fatto tagliare un vetro di circa 194 per circa 20 cm (per 5 millimetri di spessore) dal mio vetraio di fiducia e, grazie a una generosa selezione di bestemmie, sono riuscito a imperniarlo tra due cerniere senza fare alcun danno.

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Zanzare galattiche 2

Galaxy Explorer e Galaxy Commander (dal vivo)

Questo articolo si collega a quest’altro, dove ho mostrato i rendering di queste mie nuove micro opere. Avrei potuto aggiungere le foto anche là, ma non volevo appesantirlo troppo.

Tra l’altro, a dire il vero, le due navicelle erano pronte fin da dicembre ma, a causa di un disguido tecnico, gli ultimi pezzi mi sono arrivati soltanto oggi.

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Per il potere di Grayskull!

Grayskull blueprints

Il mondo dei Masters of the Universe non mi ha mai fatto particolarmente impazzire. Da bambino osservavo il mio He-Man superpompato e mi chiedevo perché diavolo Mattel avesse deciso di non rendere gomiti e ginocchia snodati; in fondo Big Jim lo faceva già dieci anni prima.1E il meccanismo dei bicipiti è tutt’oggi ineguagliato.

Ciononostante, i MOTU2Masters Of The Universe. avevano il loro fascino, anche perché era il periodo in cui al cinema spopolavano Stallone e Schwarzenegger, quindi i muscoli da culturista erano un must

Ricordo che mio cugino Alessio li aveva tutti. E con tutti intendo tutti: millemila personaggi, uno più bello (o brutto, a seconda dei punti di vista) dell’altro, cavalcature ed edifici compresi.

Uno di questi è il leggendario castello di Grayskull, appartenuto all’omonimo re del quale non so un’emerita cippa.

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Lo Hobbit AMM 1.0

Aggiornamento!

Esiste una versione più recente di questo film, e il relativo articolo lo trovi qui. Ho deciso di non rimuovere questa pagina perché contiene maggiori dettagli sul perché sia nato il progetto. È quindi consigliabile leggere prima qui e poi passare all’altro.1Maggiori informazioni sugli articoli antiquati.

In un buco nella terra viveva uno Hobbit…

… e in quello stesso buco dovrebbe rintanarsi, per la vergogna, Peter Jackson.

Ma andiamo con ordine.

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micro Goldrake

Lego micro Goldrake

29 pezzi, direi che non c’è altro da aggiungere. :)

Qui il progetto LDD (14 KB).

La capanna dello zio Yoda

La capanna di Yoda

Tempo fa mi sono imbattuto (online eh, magari trovarne uno dal vivo!) in uno dei primi set LEGO dedicati al mondo di Star Wars. Si trattava dell’X-Wing fighter.

Oggi si può trovare, nuovo, all’interno di un range di prezzi compreso tra i 250 e i 450 euro.

La chicca è che, oltre alla storica navetta, era inclusa anche una struttura domestica, ovvero la capanna di Yoda sul pianeta Dagobah.

Non so bene per quale motivo mi sono subito innamorato di quella casupola circolare. Probabilmente perché ha molti elementi in comune con casa Baggins, e io ho un debole per le strutture dominate dalla natura. Non potendo avere l’originale a costi ragionevoli, ho deciso di replicarla.

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Zanzare galattiche

928 - 6980
Galaxy Explorer e Galaxy Commander

Non ho mai fatto mistero della mia adorazione per le micro-costruzioni LEGO. Sono simpatiche, facilmente identificabili e solitamente costituite da un numero molto ridotto di mattoncini (ma non è questo il caso), caratteristica che tende a renderle anche deliziosamente economiche (ma non è questo il caso).

Ho deciso di pubblicare alcuni vecchi lavori a cui mi sono dedicato negli ultimi anni, e che col tempo sono un po’ ingiustamente finiti nel dimenticatoio. Comincio con la riproduzione in scala lillipuziana di due storiche astronavi della serie Classic Space, delle quali ho già ampiamente parlato nei post passati: il leggendario Galaxy Explorer e il meno celebrato (e, diciamocelo, piuttosto sgraziato) Galaxy Commander.

Come è accaduto per la maggior parte delle idee su cui ho lavorato, la base è sempre attribuibile a qualche anonimo LEGO builder o, più propriamente, svariati builders. Infatti solitamente studio tre o quattro diverse opere e cerco di fondere insieme le soluzioni che mi piacciono di più.

Purtroppo non sono in grado di ricordare le fonti perché è passato davvero troppo tempo.

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Bip Watchface: Fitness

Descrizione

Il mio primo tentativo di creare una watchface che scimmiottasse gli orologi classici.
Essendo limitato da una palette di 8 colori (ovvero quelli supportati dal display e-ink a colori del Bip) il realismo sarebbe stato fuori discussione ma sentivo la nostalgia delle lancette.

Ho cercato di mantenere l’interfaccia semplice e pulita; oltre al giorno della settimana e del mese ho aggiunto il battito cardiaco (sopra le lancette) e il numero dei passi (sotto le lancette), nonché i Km percorsi in corrispondenza delle ore 9.

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Bip Watchface: Square Red

Descrizione

Watchface versione minimal. In alto il numero dei passi, in mezzo battito cardiaco, Km percorsi e percentuale di raggiungimento del goal giornaliero, in basso data/ora/giorno mese e settimana.

Nella barra inferiore le icone di stato (allarme, batteria e connessione).

Caratteristiche

Tutto è molto intuitivo. È una watchface che ho creato principalmente per monitorare i passi giornalieri, per cui quella è l’informazione più in evidenza.

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Strade? Dove stiamo andando non c’è bisogno di strade!

"Hey, Doc!"
“Sali a bordo Marty!”

Nel 2013, da un’idea Cuusoo (che era l’antenato del sito Ideas, dove chiunque può sottoporre un progetto a LEGO e sperare che venga prodotto in massa) è uscito il set 21103, dedicato alla mitica DeLorean di Ritorno al futuro:

Set 21103

Avrebbe potuto essere qualcosa di eccezionale. Invece, come si evince facilmente dall’immagine sulla scatola, si è rivelato essere una mezza porcheria.

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Pompieeereee!!

Poco più di un annetto fa mi sono cimentato in un esperimento accademico, ovvero ricreare la facciata della caserma dei pompieri Ghostbusters1Il set LEGO è infatti troppo grande, nonché costoso! in modo da poterla esporre come sfondo della Ecto-1. È un progetto che ho presto abbandonato in quanto i costi di costruzione tendevano pericolosamente al doppio zero.

Alcune settimane fa ho però ripreso in mano il progetto. Non sono ancora convinto di volerlo portare a termine ma mi è venuta la curiosa idea di completarlo, aggiungendogli così anche una parete posteriore.

Edificio completo

In sostanza ci ritroviamo con una caserma completa, profonda però circa un terzo dell’originale e, a differenza di quest’ultima, con un retro decente.

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“Capo Rosso, qui Capo Oro: iniziamo la corsa d’attacco!”

Lo scorso settembre LEGO ha rivelato al mondo l’ultima evoluzione del Millennium Falcon UCS (da me chiamato amichevolmente MILFone).
Evidentemente le vendite sono andate benino1È un eufemismo naturalmente, si fatica ancora oggi a trovarlo in vendita sullo store a causa delle troppe richieste!, cosa che sta spingendo la casa danese a sfornare astronavi Star Wars come se non ci fosse un domani.

La scatola

Una di queste è il nuovissimo Y-Wing 75181. Non un Y-Wing qualunque naturalmente, ma proprio quell’Y-Wing lì! Cioè quello pilotato nella battaglia di Yavin da Capo Oro, aka il capitano Jon “Dutch” Vander, nel suo vano tentativo di far esplodere la prima Morte Nera. Quindi una delle navette più iconiche dell’intera saga.

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Nano Shuttle

Ho un debole per le creazioni LEGO in scala nano.

Il concetto è semplice: costruire un oggetto utilizzando il minor numero di pezzi possibile, danzando su quella linea di confine tra la massima semplificazione e un accettabile grado di riconoscibilità.

Ecco quindi la mia versione dello Space Shuttle.

Non si tratta di un progetto 100% originale. Sulla rete ne esistono numerose varianti. Però questa è la mia personale interpretazione. :)

Sono 43 pezzi in tutto (base compresa, che da sola ne impiega ben 14).

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