Inky 1 Inky 2 Inky 3

Piccola giornata di rifiniture al sito web.

Esattamente com’era nella sua prima incarnazione, ho deciso di tornare a un’intestazione degli articoli centrata, anziché allineata a sinistra. Trovo renda il tutto più piacevole e bilanciato.

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Fly me to the Moon

Frank Sinatra – Fly me to the Moon

Con i LEGO minifigures ci sono letteralmente cresciuto, per cui è più che naturale occupino un posticino privilegiato tra le mie passioni. In particolare i Classic Space, ovvero gli astronauti, dei quali possiedo tutte le varianti cromatiche finora uscite. Per molti anni ho cercato un modo originale per esporli, ma ho finito col ripiegare su un tristissimo stand che permette di mostrarli tutti in fila.

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Ho aggiunto un po’ di sottomenu di secondo livello al menu principale, così sarà più immediato raggiungere le pagine più importanti:

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Mappe, Patate e coordinate marziane

Poco più di un anno fa completavo la mappa più complessa che abbia mai disegnato (e che, con tutta probabilità, mai più disegnerò). Si tratta della superficie del pianeta Marte in scala 1:4.444.444, ovvero circa quattro milioni e spicci più piccola della dimensione reale.

C’ho impiegato sei mesi, tracciando ogni giorno per ore e ore, e con preoccupante caparbietà, infiniti scarabocchietti grandi pochi millimetri sopra una superficie di quasi due metri quadrati.

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Buone Feste 2022!

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Galaxy Explorer 2.0

Amo alla follia il Galaxy Explorer. È stato uno dei primi set LEGO che ho ricevuto in regalo da piccolo e ha immediatamente sancito l’inizio del mio rapporto idilliaco con l’azienda danese. Troneggia tutt’oggi nella vetrinetta principale di casa mia, a fianco della spaceship! SPACESHIP! SPACESHIP!

Dopo aver tentato di ricostruirlo sommariamente, averlo in seguito riassemblato come Billund comanda e, infine, aver realizzato una versione micro (parte 1 e parte 2), mi accingo adesso a montare la versione più maestosa che sia mai stata creata.1Non per niente l’autore è Mike Psiaki, che ha realizzato tra le altre cose il Saturn V, l’Ecto-1 e la Ferrari F-40. È il mio LEGO-designer-eroe, anche se ha completamente toppato l’Aston Martin di James Bond.

Tutta ufficiale.

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SU LE MANIII!!

Questo sito ha un photobomber ufficiale.
Fino a oggi ha importunato soltanto gli articoli sui Masters of the Universe, con numerose comparsate qui e là; ma ho il sospetto che in futuro potremmo incontrarlo più spesso.

E non sono certo che sarà una cosa positiva…

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La Mappa di Thrór (verticale)

Nel prologo dello Hobbit, Tolkien ci insegna che, in tutte le mappe dei Nani, la punta superiore della rosa dei venti indica l’Est, anziché il Nord. Quindi se, volessimo confrontarle coerentemente con le altre cartografie di Uomini ed Elfi, dovremmo ruotarle di 90° in senso orario.

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“Per il potere di STO… GRAYSKULL!”

Se sei una persona dalla lunga memoria, ricorderai che poco più di due anni addietro ho pubblicato un articolo sul restauro degli elastici che tengono insieme le gambe dei vecchi Masters of the Universe anni ’80. Per l’occasione, dal momento che Mattel se n’era uscita con una nuova fiammante riedizione denominata Origins, ne ho approfittato per mostrarli velocemente nell’immagine di apertura.

Da allora se ne sono rimasti buoni e tranquilli all’interno delle loro confezioni, anche e soprattutto perché odio esporre oggetti all’aria aperta (sono uno da o vetrinetta o morte!). Ma oggi è arrivato, anche per loro, il momento di uscire alla ribalta e godersi i canonici quindici minuti di notorietà.

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Ex libris V

Lo so,
sono un’anima
in pena.

Faccio, disfo, rifaccio, cambio idea ogni cinque minuti; ma sono fatto così: condannato a tornare continuamente sui miei passi perché mi vengono idee (apparentemente) migliori, oppure non mi soddisfano più quelle precedenti.

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*THOCK THOCK THOCK* /3

Nota

questo è il terzo di una serie di articoli dedicati alla meravigliosa tastiera TH80 di Epomaker. Ti consiglio di dare un’occhiata anche agli altri due:
*THOCK THOCK THOCK* /1 e *THOCK THOCK THOCK* /2

Pensavo di aver terminato i miei interventi nel mondo delle tastiere meccaniche, ma Epomaker ha appena rilasciato una nuova edizione della sua TH80, che porta con sé una serie di interessanti novità.

Nel primo articolo di questa serie ho spiegato la differenza tra la disposizione dei tasti nelle tastiere ANSI degli americani, e in quelle ISO utilizzate da noi europei (che palle, però, questi infiniti standard!).

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La Supermappa Watercolor

Eccoci qua con un’altro impegnativo progetto: la Supermappa Watercolor! Esattamente come la precedente incarnazione, ripercorre gli spostamenti dei protagonisti dello Hobbit e del Signore degli Anelli, ma in uno stile più fiabesco.

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La Terra di Mezzo Watercolor

Mentre girovagavo qui e là sul web in cerca di ispirazione, mi sono imbattuto in questa mappa della Terra di Mezzo che non avevo mai visto prima:

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Tutte, ma proprio tutte, le mie mappe di Tolkien

Ho cominciato a disegnare le “mie” mappe di Tolkien da poco più di due anni e mezzo e, tra progetti finalizzati, progetti cestinati, progetti rifatti infinite volte, doppie nomenclature, differenti stili grafici, edizioni più o meno colorate, e via dicendo… avrò realizzato come minimo almeno un centinaio di cartine geografiche.

Il blog è pieno di vecchi articoli con note che rimandano a post più recenti, in un groviglio spropositato di caos primordiale. Così non ci si capisce davvero più niente!

La pagina che stai leggendo nasce con un’unica intenzione: tenere conto di tutte le mie mappe passate e presenti (perché è grazie alle prime che siamo giunti alle seconde), illustrandole, mi auguro, in modo chiaro e cronologicamente coerente.

Se invece vuoi vederne una selezione ridotta, per con confonderti troppo le idee, qui trovi un articolo con quelle che secondo me sono le più belle.

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La Terra di Mezzo Minimal

Articolo antiquato

Esiste una versione più aggiornata di questo articolo1Ma lo lascio perché qui ci sono maggiori informazioni riguardo all’origine di questa mappa., per cui ti consiglio di leggere prima questo e poi passare all’altro.

Mi trovo nel mezzo di un nuovo lavoro che, spero, vedrà la luce tra qualche settimana. Durante l’applicazione delle etichette relative ai nomi dei vari luoghi, ho notato quanto armoniche risultassero anche da sole; ho così deciso di realizzare al volo una nuova mappa minimale e totalmente improvvisata.

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Articolo aggiornato

La data sotto il titolo di un articolo indica il giorno in cui è stato scritto. Se a fianco compare una piccola spunta, significa che è stato in seguito modificato e, passandoci il mouse sopra, si può leggere quando.

Parallelamente a queste informazioni, ho ritenuto utile aggiungere un ulteriore indicatore, che mostrasse quali articoli sono stati modificati di recente.

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I nuovi segnalibri (della TdM)

Più o meno due anni e mezzo fa, a causa della mia continua necessità di avere a disposizione segnalibri, ne ho realizzati alcuni partendo dalle mie mappe dell’epoca.

Col tempo, poi, le mappe si sono evolute, i segnalibri mai. Ho finalmente completato la cartografia del Beleriand, così oggi è venuto il momento di aggiornare anche loro.

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First reaction: G-Shock!

La prima foto

Questa è una storia d’amore che, pur con alti e bassi, dura da una vita intera.

Anni ’80, l’era dell’avvento del digitale. Tutto ciò che era analogico si andava pian piano trasformando in elettronico, i display a cristalli liquidi imperavano e, con loro, anche gli orologi subivano una repentina e radicale trasformazione.

Intendiamoci, esistevano già fin dal 1972, ma è un decennio dopo che si sono affermati prepotentemente, mettendo in seria crisi per molto tempo l’intera industria orologiera mondiale.

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Arriva il Beleriand!

Beh, tecnicamente si tratta di un ritorno. Una mappa del Beleriand già l’avevo disegnata molti anni fa. Ero impegnato nella lettura del Silmarillion, opera che ancora oggi trovo molto ostica a causa dell’estrema complessità delle vicende e del numero incredibile di personaggi che la popolano, e avevo la necessità di capire esattamente dove avvenissero gli eventi della storia. Come al solito la mappina inclusa nei libri Bompiani non era di mio gradimento.

Si trattava però di una mappa 1.0, ovvero disegnata in dimensioni A4 (il limite fisico della mia stampante), cosa che in seguito ha reso impossibile poterla riprodurre in formato più grande.

Così l’ho rifatta. A dirla tutta il progetto risaliva a qualche anno addietro, quando mi ero messo in testa di disegnare una mappa globale che includesse Terra di Mezzo, Beleriand, Valinor e Númenor, tutti posizionati in un contesto geografico coerente. Ho rinunciato quasi subito all’idea per infinite ragioni: la prima è che sono territori che mai sono convissuti temporaneamente, o che hanno subito mutazioni di grande entità nel corso delle Ere. Ma, soprattutto, perché una mappa del genere avrebbe finito per superare il metro e mezzo di lunghezza, e sarebbe stata estremamente poco pratica.

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007 – Dalla LEGO con amore

Pochissime settimane fa, con una mossa a sorpresa (almeno per me che non ne sapevo nulla), LEGO ha presentato un paio di nuove vetture della linea Speed Champions. Si tratta di riproduzioni di vetture celebri in una scala molto piccola, specifica per gli utenti più giovani. Pur mantenendo una buona somiglianza con i modelli originali, non sono dotate di molti dettagli, e sono votate al gioco più che all’esposizione; per cui la robustezza è la loro caratteristica più importante.

Uno dei nuovi set è dedicato alla mitica Aston Martin DB5 di James Bond. Circa tre anni fa, deluso dall’incarnazione del grande modello Creator (che a mio avviso assomiglia a tutto, tranne che a una DB5), ho realizzato una mia personale versione dell’auto.

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