È consuetudine di molti collezionisti di libri apporre all’interno dei propri volumi più pregiati un timbro o un adesivo particolare, per rivendicarli come propri.

Nelle puntate successive…
Il presente articolo appartiene a una serie di post dedicata al mio tortuoso percorso di ricerca di un ex libris accettabile per la mia personale libreria. Ognuno è auto conclusivo e può essere letto indipendentemente dai precedenti, ma è possibile seguire l’intera trama leggendoli nel corretto ordine cronologico.
- Ex libris (questo articolo)
- Ex libris II
- Ex libris III
- Ex libris IV
- Ex libris V
- Ex libris VI
A me i timbri sono sempre piaciuti, ne ho subìto il fascino fin da piccolo quando, orgoglioso proprietario di un grosso set di stampini in legno, marcavo qualsiasi superficie di casa, con buona pace dei miei genitori. Nel mio viaggio a Tokyo di alcuni anni fa (vedi più avanti) mi sono molto divertito a riempire un piccolo notebook (di carta eh, non un portatile) con i meravigliosi disegni presenti nelle principali attrazioni della città.
Mi piacciono tutti, specialmente quelli istituzionali delle biblioteche, dei passaporti, dei documenti governativi. Poi, se sono anche originali ed esteticamente gradevoli, non riesco a resistere.
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