L’ultimo post che ho scritto sul variegato mondo di Zippo, ovvero l’acquisto dell’American Spirit, si chiudeva con una frase, nascosta a fine articolo, che appariva soltanto evidenziandola col mouse:
Si trattava chiaramente di una battuta (sincera!), e lo è stata fino a pochi giorni fa. Adesso potrei scrivere “sì, ma stavolta è davvero l’ultima”, ma mi sono reso conto che non sono più in grado di promettere nulla, né di apparire credibile. Ne prendo pertanto realisticamente atto. :)
È vero, avevo detto “uno Zippo ogni due anni, altrimenti Mian mi butta fuori di casa”. Ma io dico tante cose e poi lei mi perdona sempre. Qualche giorno dopo aver acquistato il World Map, mi aveva regalato un piccolo vassoietto in bambù per tenerli a portata di mano senza rovinare il tavolino in vetro e legno che si trova davanti alla TV (perché, come sai, per me gli Zippo sono dei fidget coi quali giocherellare durante la visione dei film).
Contrariamente a quel che possa sembrare osservando i ricorrenti articoli di questo blog, non seguo con particolare attenzione il mondo LEGO. Certo, ci sono determinate categorie per le quali vado pazzo, ma mi perdo regolarmente l’uscita di tutti i nuovi set più interessanti; e poi mi ritrovo anni dopo a inseguirli sui canali non ufficiali per procurarmeli.
È il caso del 21226, uscito (e già ritirato da LEGO, probabilmente a causa di scarso successo commerciale) un paio di anni fa sull’onda del successo dei quadretti artistici dedicati a Marilyn, Elvis, i Beatles e compagnia bella. Ritratti per inciso carinissimi, sui quali farei un serio pensierino se avessi ancora qualche parete di casa libera e se non venissero venduti a prezzi a mio parere un po’ troppo speziati.
Questo set, inizialmente proposto alla modica cifra di 120 euro, conteneva poco meno di 4000 pallini – tecnicamente “tile rotondi” – di colori piuttosto marcati (rosa, rosso, arancione, giallo, verde…), con i quali realizzare opere artistiche molto vicine allo stile della pixel art.
Questo articolo l’ho sognato. Davvero! Nei giorni scorsi mi sono fatto una full immersion nel mondo dell’astronomia, nella fattispecie sui telescopi, e questa notte ho sognato di scrivere il testo che leggerai di seguito (senza ovviamente questa introduzione).1Non è che ho sognato di averlo scritto, l’ho proprio scritto mentre dormivo, paragrafo per paragrafo, immagine per immagine. E per giunta l’ho anche riletto prima di “pubblicarlo”. La ragione per cui sto condividendo qualcosa con un’origine piuttosto irrazionale è che mi ha molto divertito ricordare tutto al risveglio; e, contrariamente a quei sogni in cui tutto è rivelatorio e geniale e poi a mente fredda ti rendi conto che era una puttanata, in questo caso i concetti sono risultati curiosamente razionali, semplici e chiari. Magari conterrà qualche inesattezza, ma prendiamolo come se fosse un esperimento di intelligenza artificiale. :)
Per chi ha mal digerito la più recente traduzione del Signore degli Anelli per mano di Ottavio Fatica, o per chi ama follemente la traduzione classica, o per chi come me le apprezza entrambe, queste due edizioni rappresentano un must have1Qualcosa da possedere a tutti i costi. da avere nella propria collezione.
Innanzitutto perché rappresentano le ultime due stampe con la nomenclatura Alliata/Principe (molto probabilmente non verranno più pubblicate edizioni italiane con tale traduzione), e poi perché ci si aspetta che contengano la migliore versione disponibile, immune dagli errori che negli anni hanno interessato le precedenti incarnazioni. A tal proposito, quando quattro anni fa la principessa, a seguito di una disputa legale con la casa editrice, ha deciso di far ritirare dalle librerie tutte le copie del suo libro, si è scatenata una frenetica corsa per riuscire ad accaparrarsi le ultime copie disponibili; alla quale ha partecipato anche il sottoscritto che da anni le aveva nella wishlist ma non si era mai deciso ad acquistarle.
Col passare degli anni gran parte delle polemiche che hanno accompagnato l’uscita della più recente edizione del Signore degli Anelli, con traduzione a cura di Ottavio Fatica, si è pian piano sgonfiata. Certo, rimangono sacche ribelli di agguerriti sostenitori dell’una e dell’altra edizione, ma gran parte dei lettori si è adattata ai cambiamenti senza particolare difficoltà.
Ho letto la nuova incarnazione subito dopo l’uscita, e l’ho trovata molto ben riuscita. A dirla tutta, l’unico modo per notare differenze è studiare le due versioni affiancate, cosa che nessun lettore difficilmente farà mai.1Io l’ho fatto, leggendo l’edizione inglese contemporaneamente alle due italiane.
Ho naturalmente una mia preferenza personale, ma tecnicamente sono entrambe molto valide.
C’è stato un tempo in cui il compianto iTunes era in grado di gestire le suonerie personalizzate sul telefono. Si copiava un file audio nell’applicazione e lo si trasferiva con un click. Poi iTunes è andato in pensione, è arrivato Music – che è comunque sempre il vecchio iTunes, con un nome e un’icona differenti e tutti i suoi bug – e, come da tradizione Apple, molte funzioni sono state abbandonate.
Oggi, cercando il modo di gestire queste benedette musichette, si trovano soltanto applicazioni a pagamento di dubbia provenienza, che richiedono l’accesso al dispositivo e non si sa esattamente cosa facciano.
Copritevi bene, che sul Caradhras fa molto freddo!
Il Consiglio di Elrond – La Signora degli Uccelli
No, scherzo, è un post serio.
Quella che segue è un’affascinante analisi di uno dei capitoli più importanti del Signore dell’Anelli, a opera di Wu Ming 4.1Grande appassionato e saggista tolkieniano.
Non andrò molto sul tecnico, perché non ne so molto nemmeno io e non è importante ai fini di questo articolo. Per farla breve ci sono applicazioni che, una volta installate, possono aggiungere delle cosiddette “estensioni di sistema” a MacOS: si tratta di “applicazioni” speciali che partono all’avvio del computer e svolgono determinati compiti senza che l’utente ne sia a conoscenza (non è una cosa negativa, un antivirus per esempio può verificare i file in tempo reale senza che qualcuno possa interferire).
Non possono essere chiuse né eliminate, perché operano con privilegi di root, ovvero una sorta di super amministratore del sistema operativo, superiore a quello dell’utente. È una sorta di dio del sistema operativo, le cui decisioni sono definitive e incontestabili. Ma, e questo è il vero problema, sono protette dal SIP (che vedremo più avanti), per cui non è possibile in alcun modo cambiarne il proprietario.
Questa mattina mi sono svegliato con la meravigliosa notizia che uno dei plugin di WordPress che uso maggiormente sul mio blog, Collapse-O-Matic, è stato discontinuato e a breve sparirà dalla faccia della Terra.
Si tratta dei cassettini espandibili che utilizzo in modo massiccio sulle pagine dei libri e dei videogiochi; ma li uso un po’ ovunque, quando voglio approfondire un argomento senza scrivere chilometri di testo (in realtà li scrivo lo stesso chilometri di testo, ma non sono immediatamente visibili).
Una delle più grandi problematiche di Internet, un luogo magico in cui trovare velocemente informazioni su qualsiasi argomento, sono proprio tutte le informazioni su qualsiasi argomento.
Mi spiego meglio…
Stai cercando quanto è alta Monica Bellucci (ti risparmio la fatica: un metro e settanta) e trovi subito la risposta, perché è univoca e non cambia nel tempo. Prova invece a cercare quali sono i documenti necessari per rinnovare il permesso di soggiorno di tua moglie (un esempio a caso, eh). Ti ritrovi con decine di risultati, uno in contrasto con l’altro e l’unica possibilità di ottenere informazioni corrette è telefonare all’ufficio immigrazione (ammesso e non concesso ti rispondano). Questo perché il Web è sì una fonte inesauribile di articoli su tutto, ma contiene articoli scritti quest’anno, l’anno scorso, dieci anni fa, venticinque anni fa. Le leggi cambiano, e così i requisiti per rinnovare i documenti, e ciò contribuisce a rendere la nostra ricerca del sapere frustrante e insoddisfacente.
Paradise è Laguna Blu con i cammelli. È anche, senza alcun dubbio, il miglior film sui cammelli mai realizzato fino a oggi; anche se molto probabilmente, nelle intenzioni dei produttori, avrebbe dovuto essere una pellicola romantica. E i cammelli non sono affatto romantici.
Vincent Canby – New York Times
Ok, ci sto prendendo gusto a editare video. È un po’ come, quando compri uno smartphone e non ti piacciono i wallpaper forniti dal produttore; così corri subito cercarne di nuovi per personalizzare l’esperienza secondo i tuoi gusti personali.
Non è nemmeno detto sia necessario mettere mano soltanto ai filmoni. A volte un ottimo B-Movie d’annata può regalarti soddisfazioni più che appaganti.
Intendiamoci… Paradise del 1982 non verrà ricordato nell’Olimpo della cinematografia. È stato girato con l’obiettivo di cavalcare la spropositata onda di successo di Laguna Blu con Brooke Shields, nella quale due ragazzini si perdono in un piccolo paradiso terrestre e crescono scoprendo i piaceri della natura (in sostanza erano i teenage movie degli anni ’80), e ne è uscita una storia un po’ figlia del proprio tempo. Non bruttissima, ma tutt’altro che memorabile.
Tuttavia, come gran parte delle pellicole che ho conosciuto da bambino, ci sono affezionato. Amavo l’omonima canzone di Phoebe Cates, amavo Phoebe Cates1Nella misura in cui si può amare qualcuno a dieci anni o giù di lì. e amavo in maniera particolare le grazie di Phoebe Cates, sulle quali questo film non lesina affatto.
Esiste una versione più recente di questo film, e il relativo articolo lo trovi qui. Ho deciso di non rimuovere questa pagina perché contiene maggiori dettagli sul perché sia nato il progetto. È quindi consigliabile leggere prima qui e poi passare all’altro.1Maggiori informazioni sugli articoli antiquati.
Alien è un capolavoro immortale della storia cinema. Il suo seguito, a opera di James Cameron, gli rimane parecchi gradini sotto, ma è pur sempre un gran bel film che riguardo volentieri.2I tristi film successivi, invece, meritano soltanto l’oblìo; per cui non li nominerò nemmeno.
Anche in questo caso, dopo oltre 36 anni dal debutto ai botteghini, ci ritroviamo con due edizioni: quella teatrale, uscita nel 1986, e una Director’s Cut del 1991 che aggiunge circa 17 minuti di scene inedite. Contrariamente a Ridley Scott, per Cameron è quest’ultima l’edizione definitiva del film, e io più o meno concordo con lui.
Quel più o meno mi ha spinto a editare anche questa pellicola A Modo Mio.
Gli anni che sto passando su questo blog (sono ormai più di venti!) si stanno rivelando molto prolifici. Ho realizzato tanti progetti, alcuni strampalati, alcuni più utili e concreti. Ma tutti mi hanno regalato soddisfazioni e divertimento.
Voglio dedicare loro un piccolo articoletto, che racchiuderà le tappe più rilevanti. Non includerò tutto, per esempio lascerò fuori tutte le mie modifiche ai set LEGO1Per quelle basta selezionare il tagLEGO., le svariate watchface che ho creato per il mio smartwatch2Se ti interessano, sono qui. o le opere minori, come il Contrattino da Scassinatore3Qui. e simili.
Una delle idee più stupide e folli che mi frullavano per la testa da un annetto a questa parte riguarda un’improbabile antologia sui cartoni animati. Non quelli belli e famosi con cui siamo cresciuti e che amiamo come la nostra famiglia.
Gli altri.
No, nemmeno quelli brutti e sconosciuti, dei quali per ovvie ragioni non frega niente a nessuno. Intendo gli altri ancora, quelli che avrebbero potuto essere e non sono stati. E per fortuna, aggiungerei.
Questo libretto, perché si è capito che è un libretto ormai, vero? Dicevo, questo libretto raccoglie una trentina tra i supereroi più idioti e inutili che la mia mente abbia potuto concepire nelle ultime settimane.
Alien è uno dei miei film preferiti e bla bla bla… ok, lo sappiamo, vai avanti. Bene, a oggi esistono sostanzialmente due edizioni di questo film: la Versione Teatrale, ovvero quella che è uscita al cinema nel 1979, e la Director’s Cut del 2003.1Ci sono anche sotto-versioni minori, ma differiscono tra loro per dettagli infinitesimali, come qualche stella non presente in un’inquadratura dello spazio e inserita in seguito; rientrano comunque tutte nelle due varianti di cui sopra.
Ci sono un po’ di differenze, che puoi trovare qui così non mi dilungo troppo. In linea di massima Ridley Scott si è sempre dichiarato soddisfatto della prima incarnazione di Alien, e così tutti noi; tuttavia, una ventina di anni fa, in concomitanza di una riedizione in cofanetto della saga, gli è stato chiesto di rielaborare la pellicola in modo da generare maggior interesse sulle vendite.
A suo dire non è mai stato contento del risultato, e in ogni intervista continua a ribadire che il vero Alien è il primo. Ma, se lo ha realizzato – penso io – è perché l’idea (o il compenso economico) tanto schifo non doveva fargli.2Va bene, lo dico subito, Ridley Scott è un vero talento della regia, ma a me sta un po’ sulle palle: principalmente per come ha gestito la brutta vicenda riguardante Kevin Spacey (prima che venisse completamente scagionato), cacciandolo dal set del suo più recente film e rigirando con un altro attore tutte le scene che lo riguardavano, per timore di ricadute economiche. Film che poi è comunque finito nel dimenticatoio.
La stragrande maggioranza dei cultori di Alien ha bocciato la nuova riedizione, ritenendola inferiore all’originale, perché ha un ritmo più frenetico che lo avvicina alle atmosfere del seguito di James Cameron. Alcune sequenze sono state accorciate, alcune (malamente) tagliate e nuove, totalmente inedite, sono state introdotte. Il bello del primo erano proprio i tempi lunghi, che preannunciavano la tempesta in arrivo, ma anche il nuovo ha qualche freccia al proprio arco.
Non mi è mai piaciuto realizzare font, perché è un processo lungo e noioso. Ma negli ultimi anni mi sono ritrovato a doverne creare un bel po’ per necessità personali.
I primi sono stati quelli delle rune dei Nani1Nello specifico si tratta di Futhorc, ovvero di un adattamento da parte di Tolkien, che all’epoca dello Hobbit non aveva ancora elaborato un linguaggio complesso, delle antiche rune anglosassoni. e della mappa di Thrór. Poi, un po’ per scherzo, è arrivato il font della prima edizione italiana del Signore degli Anelli. In seguito ho realizzato le rune del Signore degli Anelli, che sono differenti da quelle nello Hobbit.2In questo caso si tratta di Angerthas, una forma di linguaggio completa realizzata da Tolkien per il suo romanzo più celebre. A seguire è arrivato quello del nuovo Contrattone. L’ultimo in ordine di apparizione mi è servito per la mia mappa più recente, quella di Christopher. Negli ultimi due casi, il progetto finale l’ho realizzato con calligrafia a mano, ma i font mi sono stati molto utili per esercitarmi.
Inscryption è un gioco che ho acquistato, giocato per un ragionevole numero di ore, e infine abbandonato quando ha tradito la mia fiducia. Ma dei controne parlo più dettagliatamente nella piccola recensione sulla pagina dei giochi.
Venendo invece ai pro, ha una direzione artistica meravigliosa. Lo stile grafico delle carte è la ragione che mi ha spinto a comprarlo e a godermelo per tutto il primo atto. Benché molto difficilmente lo riprenderò ancora in mano, i personaggi che lo popolano mi sono rimasti nel cuore, e oggi ho deciso di trasformarli in oggetti reali.
Alcuni giorni fa ho notato che lemonskin.net non era più raggiungibile via browser. Ho verificato con la rete 4G del mio cellulare e funzionava tutto, per cui ho archiviato l’argomento come “qualche problema passeggero legato ai nodi di Internet”.
Oggi, invece, non funzionava più nemmeno da smartphone, per cui ho pensato bene di contattare il mio sito di hosting.
“Qui risulta tutto a posto”, mi hanno detto, “però, curiosamente, i DNS (i puntamenti, diciamo) del dominio sono errati, ecco perché non riesci a caricare il sito”.